Molte coppie, in Italia, non riescono ad avere figli naturalmente, e ricorrono perciò a quella che comunemente viene indicata come Procreazione medicalmente assistita (PMA).

Secondo alcuni dati, relativi al 2019, diffusi dal Ministero della Salute, le coppie trattate sono state 78.366, mentre secondo l,’ISS, nello stesso anno, sono stati applicati 99.062 cicli di PMA.

Nel nostro Paese le procedure di PMA sono disciplinate dalle linee guida fornite dalla legge 40/2004, che prevedono l’utilizzo, in prima battuta, delle opzioni terapeutiche più semplici e meno invasive.

La legge, molto articolata e complessa, prevede che ad accedere al servizio siano solo le coppie formate da maggiorenni eterosessuali, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, escludendo quindi single e coppie omosessuali.

In secondo luogo si accede alla PMA solo se l’infertilità non è risolvibile altrimenti, e nell’utilizzo delle tecniche si segue un principio di gradualità, scegliendo prima di tutto quelle meno invasive. Nel 2014 è stato abolito dalla Corte Costituzionale il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa.

Ovviamente occorre fare un discorso molto importante sui costi relativi all’accesso alle tecniche di fecondazione assistita, che variano da regione a regione e a seconda se si scelga di ricorrere alla sanità pubblica o privata.

I costi e le strutture in Italia

Nel nostro Paese i dati delle strutture autorizzate ad applicare le tecniche di PMA sono contenuti nel Registro Nazionale PMA, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, che poi li elabora per la Relazione annuale del Ministro al Parlamento grazie alla quale si ha una visione dell’andamento negli anni. Il Registro inoltre contiene anche una mappa dettagliata di tutti i centri autorizzati in ogni regione.

Per quanto riguarda i costi, le coppie possono rivolgersi al Sistema Sanitario Nazionale, mentre nei centri privati i prezzi variano a seconda anche del livello di metodica utilizzata.

I livello

Si tratta dell’inseminazione intrauterina (IUI), in cui si introduce il liquido seminale all’interno della cavità uterina.
In linea di massima la IUI può costare da 7-800 euro fino a 1200 se si impiega il seme della coppia (fecondazione omologa). Diversamente, il costo potrebbe aumentare.

II e III livello

A questa tipologia appartengono la fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione (FIVET), in cui si fanno incontrare l’ovulo e gli spermatozoi in un mezzo esterno al corpo della donna, trasferendo l’eventuale ovocita sviluppato in embrione all’interno dell’utero in un secondo momento, ma anche la microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) in cui un singolo spermatozoo viene iniettato all’interno del citoplasma dell’ovocita; anche in questo caso, se si sviluppa l’embrione viene trasferito in un secondo tempo nell’utero.

Per entrambe le procedure il costo varia dai 3000 ai 5000 euro, anche in questo caso a seconda della clinica di fertilità e del fatto che sia una fecondazione omologa o eterologa.

Questa è la mappa dei costi delle regioni italiane, riferita al 2021, riportata dal sito fecondazioneterologaitalia.it.

Fonte: fecondazioneeterologaitalia.it

Il sito tiene tuttavia a precisare che secondo uno studio recente il prezzo medio per la fecondazione assistita sia di 5.000 euro, con un rimborso di circa 2000 euro ai futuri genitori da parte dell’ASL, sempre tenendo presente i costi singoli di ogni regione e di ogni clinica.

Se ci sono centri sanitari pubblici che si occupano di gravidanze assistite, invece, il costo dei trattamenti è solo quello del ticket, o a volte anche gratuito. Nella spesa complessiva sono inclusi gli esami propedeutici alla PMA, i farmaci necessari per l’intero percorso e i ricoveri ospedalieri, mentre il costo medio per la Diagnosi pre-impianto (PGD), non inclusa nel trattamento,  è di 3000 euro.

 

 

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