Rottura del sacco | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno,
cerco di fare un breve riassunto di quello che mi è accaduto.
Ho avuto l’ultimo ciclo al 5 giugno 05. Al 22 di novembre ho avuto un parto
prematuro alla 24ma settimana e la mia bimba non ce l’ha fatta.
Alle 18ma settimana ho avuto una rottura prematura del sacco amniotico. Il
mio ginecologo mi ha prescritto velamox e vasosuprina e riposo. Mi faceva un
paio di controlli settimanali per verificare il livello del liquido, che
però non aumentava mai.
Alla 22ma settimana sono stata ricoverata per un eventuale infusione di
liquido, che poi è stata fatta solo alla 23ma, perché nei giorni precedenti
sembrava che il liquido si stesse riformando. Poi però l’ho perso di nuovo e
così mi hanno fatto un’infusione di fisiologica.
Premetto che avevo fatto un’amniocentesi in quanto l’esito dell’ultrascreen
mi dava un alto rischio di sindrome di down. Poi invece l’amniocentesi ha
scongiurato ogni rischio e la mia bimba stava bene. Poi il dramma della
rottura del sacco alla 18ma e i conseguenti problemi per la salute della
bambina, perché mi parlavano di rischi allo sviluppo dei polmoni.
Alla 24+2 ho avuto perdite di meconio e nel giro di poche ore sono entrata
in travaglio e ho partorito la mia bimba, che è nata morta.
Ho aspettato il capoparto e i cicli di gennaio e febbraio per cercare una
nuova gravidanza. A parte i tamponi vaginali e cervicali ed emocromo
completo per escludere delle infezioni, non ho fatto altri esami (su
consiglio del mio ginecologo). Premetto che nemmeno nel caso della rottura
delle membrane avevo un’infezione, i tamponi erano negativi, quindi anche se
è successo con un mese di ritardo, i medici erano concordi ad attribuire la
causa della rottura all’amniocentesi.
Sono sufficienti gli esami che ho fatto?
Devo fare delle indagini più precise?
Nel caso di una seconda gravidanza, verrei seguita diversamente? Non nutro
più molta fiducia nel mio ginecologo e vorrei affidarmi, quando sarà, ad
una struttura ospedaliera, invece che al ginecologo privato.
Sono impaziente di vivere una nuova gravidanza (sono rimasta incinta dopo 6
mesi di tentativi) e ho paura che visti i problemi avuti, sarà difficile….
La ringrazio per una sua risposta.

Redazione

Redazione

risponde:

Sono addolorato per quanto accaduto.
Anche se non matematicamente, la rottura del sacco sembra proprio correlabile alla amniocentesi. In questi casi spesso la causa è una infezione anche se non emerge dai tamponi, anche se le cause di rottura delle membrane possono essere molteplici.
Direi che nel suo caso specifico conviene eseguire nuovamente i tamponi per germi comuni, funghi, actinomiceti, clamidie, micoplasmi, ancor meglio se integrati da un esame a fresco del secreto contenuto in vagina. Indispensabili ovviamente esami microbiologici come il TORCH, gli anticorpi anti EB e Parvovirus. Obbligatoria una eco TV ad altissima risoluzione.
Anche consigliabile una valutazione internistica completa
Esegua (in presenza di gravidanza) se possibile il giusto numero di eco possibilmente di secondo o terzo livello ed effettui alla 12 settimana la translucenza nucale comprensiva di valutazione del distretto nasale e del flusso nel dotto venoso (come del resto consiglio in ogni gravidanza).

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Ginecologo