Anonimo

chiede:

Cara dott.ssa, sono una mamma di 45 anni ed ho 2 splendide creature di 9 1/2 e 4 1/2. Il problema che sto per esporle sta crescendo e mi spaventa molto. Il rapporto con la mia prima bimba è sempre stato speciale dato che ho un marito che per lavoro era assente dal lunedì al venerdì. Perciò con la bimba c’è sempre stata una grossa complicità. Con la nascita della seconda bimba voluta e richiesta anche dalla mia bimba grande, dopo 15 mesi ci siamo trasferiti a 1000 km dalla nostra città natale dove vivevano i nonni e le persone a noi care per raggiungere mio marito. Siamo qui ormai da 3 anni, io per il primo anno ho sempre pianto, faticavo e fatico ad adattarmi con mio marito, il rapporto ha avuto alti e bassi, la bimba purtroppo ha assistito ad urla e battibecchi. Questo però non ha mai messo in discussione il suo alto livello scolastico ed il nostro rapporto. Ora invece sono diventata la mamma cattiva, quella che urla e quella che purtroppo alla fine da le patacche. Le confesso che faccio di tutto per Lei, cerco di evitare di alzare le mani, ma mi fa i versi, dice che urlo, è gelosa di sua sorella, mentre faccio per tutte e 2 le stesse cose, anzi, le confesso che quello che ho fatto per lei per la seconda non ho fatto, per mancanza di tempo, di stanchezza e di solitudine interiore. Come posso recuperare il nostro meraviglioso rapporto? Il padre rientra sempre la sera e lei di lui si vergogna. La maestra dice che è molto matura per la sua età, il pediatra dice che è tutto normale, i primi conflitti che però a me mi distruggono. Le parlo e dice che non sa perché fa così! Inizia ad avere la prima peluria sul pube ed è cambiata fisicamente. È sempre stata una bimba speciale e non vorrei rovinare per sempre il nostro rapporto. La prego, mi aiuti! Con gratitudine

Cara Alessandra, dalla sua descrizione sembrerebbe che il trasferimento sia stato un evento difficile con ripercussioni anche nel rapporto con suo marito. Accenna a un malessere nella relazione con la primogenita ma anche a un disagio individuale (“fatico ad adattarmi”, “solitudine interiore”). Potrebbe iniziare occupandosi di sè stessa: un benessere personale che avrebbe ripercussioni positive nel rapporto con le sue figlie. In questo, potrebbe essere utile anche un avvicinamento emotivo tra lei e suo marito al fine di comprendervi e sostenervi reciprocamente. Auguri

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Psicologo