Gelosia per l'arrivo del terzo fratellino - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gentilissima dottoressa, mi chiamo Marianna e le scrivo da Pompei. Ieri sono appena uscita dall’ospedale con il mio terzogenito, il primo ha 4 anni e mezzo e la seconda 2 e mezzo, il problema è proprio la piccolina che ha subito manifestato la sua gelosia, io con mio marito cerchiamo di coinvolgerla ma non è facile perché le attenzioni che le diamo sembrano non poterle bastare, devo anche dire che di base ha un bel caratterino e già da prima dell’arrivo del fratellino c’era da combattere un po’, è testarda, la vuole sempre vinta ed è lamentosa. Ai suoi capricci non cediamo, ma mi sento un po’ sconfitta prima di partire, che mi suggerisce? Devo seguire il mio istinto? E mi chiedo: passerà? Attendo una vostra risposta con ansia e vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Mamma,
la gelosia, se ben gestita, può essere superata aiutando i figli a compiere le rinunce che favoriscono il formarsi di una struttura affettiva più matura.
È importante innanzitutto mettersi nei panni del figlio geloso, cercando di comprendere prima di ogni cosa i suoi sentimenti, senza che questo significhi dare legittimità a tutti i comportamenti che essi suggeriscono di attuare. I figli infatti hanno diritto a essere compresi, non a essere giustificati.
E’ importante non mostrarsi né sorpresi né impauriti da tali sentimenti (è il modo più efficace per spiegare loro la normalità della gelosia).
Se il genitore riesce a mettersi nei panni del figlio, aggiunge dolcezza ai rimproveri necessari.
Essere quindi più pazienti in ciò che è opportuno tollerare (entro i limiti ovviamente!).
È inoltre necessario rassicurare il figlio geloso, ricordandogli dettagli della sua vita passata che gli confermino di essere stato a sua volta amato come il fratellino.
Facendogli valutare positivamente i vantaggi dell’essere grande, rassicurandolo che non sta perdendo l’affetto dei genitori.
Cari Saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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