Ferritina bassa e rallentamento della crescita... dubbio operato ginecologa | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gentilissimi Dottori, sono una giovane donna di 26 anni in buona salute generale e in attesa del mio primo figlio, innanzi tutto chiedo anticipatamente scusa se mi dilungherò un po’, ma avrei bisogno di un vostro parere per quanto riguarda un dubbio che mi assale dall’ultima visita ginecologica avvenuta ieri 16/05 alla 34w di gravidanza dove la mia ginecologa ha riscontrato un rallentamento della crescita del bambino di ben 2 settimane giustificandolo in queste testuali parole: “i maschietti sono pigri”, la cosa, come è ben comprensibile, mi ha dir poco allarmata e a dirla tutta, la spiegazione della dottoressa non mi ha in nessun modo soddisfatta ritenendola frivola e priva di fondamenta… la cosa mi ha fatto nascere più di un dubbio portandomi a rileggere il trascorso di tutta la mia situazione clinica (analisi) effettuate regolarmente ogni mese come da lei consigliatomi… l’attenzione si è immediatamente focalizzata sui valori della ferritina che da gennaio sono praticamente precipitati a 4,7 (ferro80) e alla lieve anemia presente mantenendosi più o meno costanti a febbraio, a marzo non mi è stato prescritto tale esame (cosa, da profana, a mio parere molto strana dati i valori bassi e data l’importanza di tale esame in gravidanza), aprile stesso discorso di marzo, da febbraio sotto consiglio della stessa assumo femibion2 fino ad aprile (penultima visita), l’8 maggio effettuo finalmente l’esame per ricontrollare i valori della ferritina risultato? Ovviamente bassissima 3,1 (ferro 44) anemia alle stelle e guarda caso rallentamento della crescita, nello specifico nella penultima ecografia effettuata l’11/04 a 29w il bambino pesava 1,4 kg con CA leggermente sotto la media e flussimetria ombelicale PI 1,07, ma per la dottoressa nulla di allarmante a distanza di più di un mese il bambino (34w) pesa solo 2kg e CA CC di 2 settimane sotto la media flussimetria PI 0,85… documentandomi mi è capitato di leggere che il ferro in gravidanza è fondamentale proprio per il giusto trasporto di ossigeno ecc tra madre e bambino e tale carenza può portare appunto ad un rallentamento della crescita del feto… a questo punto la mia domanda è: come è possibile che una dottoressa abbia così trascurato tale fattore? Ed inoltre, secondo Voi sarebbe stato necessario, se non fondamentale, assumere un integratore di ferro se non da gennaio, ma almeno da febbraio, così da evitare tale rallentamento oggi? Quindi questo problema lo posso attribuire a questa negligenza avvenuta ben 3mesi fa e prolungatosi fino ad oggi? Chiaramente ieri mi è stato prescritto il, passatemi il termine, “benedetto” Ferro ed in più un integratore alimentare, secondo Voi la situazione è recuperabile? Il bambino potrà recuperare i 300-400g non assunti nell’ultimo mese? Vi ringrazio infinitamente per la pazienza e rimango in attesa di un vostro gentile riscontro!

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Signora, integrare con il ferro per raggiungere valori ottimali di emoglobina al momento del parto è cosa molto importante ma probabilmente poco ha che fare con la crescita fetale. È possibile che lei abbia una insufficienza placentare. Esegua quindi una ecografia di secondo livello, valutando i flussi nel dotto venoso, l’accelerazione in aorta e polmonare e così via, valutando anche l’incremento biometrico settimanale.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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