Anonimo

chiede:

Ho 36 anni e ho portato avanti la mia gravidanza senza alcun problema.
Non
ho avuto perdite di sangue, non ho dovuto far uso della vasosuprina…
insomma tutto sembrava perfetto per arrivare al mio primo parto
naturale… finché, durante una serie di controlli intorno alla 36°
settimana, mirati a tenere sotto controllo le transaminasi che stavano
salendo, viene riscontrato un distacco amniocoriale. Era stato
preventivato un parto indotto per la 37° settimana nel caso in cui le
transaminasi non si fossero abbassate dopo opportuna cura; invece, a due
giorni dalla data fissata per il parto indotto, mi è stato detto che
dovevano fare un cesareo d’urgenza, perché si rischiava una sofferenza
fetale e un sanguinamento in caso di parto indotto. Specifico che non
c’era alcun distacco di placenta e che il flusso dalla placenta e dal
cordone ombelicale erano ancora perfetti. Ma il pericolo che mi hanno
prospettato mi hanno convinto a subire l’operazione chirurgica (perché
tale è, anche se la chiamano “PARTO cesareo”). Per me è stato un trauma,
volevo a tutti i costi un parto naturale. Poi qualcuno mi ha detto che
per
il distacco amniocoriale esistono alcune cure e che avrei potuto
effettuare comunque il parto naturale anche se indotto. Anche se oramai
è
casa fatta, non riesco a conciliarmi con me stessa e piango spesso
perché
non ho ancora accettato il mio cesareo. E’ vero che non c’era altra
soluzione o sono stata vittima di un medico che non voleva correre
nessun
rischio, togliendomi la naturalezza del parto?

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile signora Jessica,
il distacco amniocoriale è una condizione patologica la cui evoluzione,
difficilmente prevedibile, può rivestire caratteri di pericolosità sia per
il nascituro che per la gestante, per cui ritengo che il suo ginecologo
curante abbia agito in modo adeguato, proprio per evitare alcun rischio
nell’espletamento di un parto naturale. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo