Femore corto dall'ecografia, i rischi - GravidanzaOnLine

“Femore molto corto dall’ecografia: è preoccupante?”

Anonimo

chiede:

Ho 28 anni e sono alla 35^ settimana della mia prima gravidanza. Dall’ultima ecografia è risultato che il femore è molto corto, e mi domando se questo valore possa essere ancora fatto rientrare nella normalità o se è sintomatico di qualche malattia (nanismo o altro). Le misure alla 34^ settimana sono state le seguenti: diametro biparietale 84 – circonferenza cranica 311 – circonferenza addominale 303 – lunghezza femore 58. La ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti

Cara Erika,
Le informazioni che mi fornisce purtroppo non consentono di esprimere un giudizio circostanziato. Le fornirò ad ogni modo alcune informazioni che spero Le risulteranno utili. In realtà tutte le misure riportate sono inferiori rispetto a quanto atteso, in media per la Sua epoca gestazionale ed il femore in particolare risulta inferiore, anche se di poco, al quinto percentile (che rappresenta il limite minimo di normalità per una data settimana). La prima cosa apparentemente ovvia da appurare è se il feto è stato sempre un po’ più piccolo rispetto alla epoca anamnestica calcolata in base alla ultima mestruazione.

La stadiazione della gravidanza si effettua correttamente nelle prime settimane di gravidanza. Se in questa epoca in assenza di patologie – come per esempio la minaccia d’aborto – il feto risulta più piccolo, probabilmente la gravidanza è iniziata fisiologicamente in ritardo. Se questa evenienza fosse quella giusta non avrebbe motivi per preoccuparsi.

Semplificando, potrei dire: se il feto inizia a rallentare la crescita in maniera uniforme in epoca relativamente precoce (es. 20^ settimana) può trattarsi sia di costituzione minuta, o di anomalie diffuse (sindromi, alterazioni cromosomiche) e in qualche caso di alterazioni del nutrimento del bambino (Le ricordo che andrebbe eseguito
alla 20 – 24^ settimana la flussimetria delle arterie uterine per la prevenzione dei ritardi di crescita, della ipertensione gravidica e della eclampsia). Un ritardo nella crescita prevalentemente a carico della circonferenza addominale in epoca superiore dalla 30 -33 settimana in poi invece, spesso trova la sua spiegazione in una insufficienza placentare. I limiti fra queste condizioni non sono netti….

Quando invece il presunto ritardo di crescita interessa prevalentemente gli arti, occorre una valutazione della anatomia fetale accurata per ottenere maggiori informazioni possibili sia a riguardo dei segmenti interessati che delle altre strutture fetali (cranio, torace, colonna vertebrale, mani e piedi, cuore etc), questo perché alterazioni degli arti potrebbero far parte di sindromi, oltre che di forme ereditarie e sporadiche.

Concludendo, nel Suo caso, Se il Suo bambino cresceva regolarmente nelle precedenti ecografie, le consiglio vivamente, nel caso in cui non lo avesse già fatto, di eseguire una ecografia diagnostica. Se tale ecografia rivelasse anomalie sarebbe anche utile una consulenza genetica. Le ricordo, anche a beneficio di altre future mamme, che attualmente le ecografie eseguite sono di due tipi:
1) Ecografia di screening (primo livello) è una ecografia di base che non ha pretese di tipizzare eventuale problematiche ma solo di segnalare eventuali deviazioni dalla norma ed in genere non comprende l’esame doppler.
2) Ecografia diagnostica (secondo e terzo livello) è una ecografia che analizza il feto come una unità internistica e valuta nei dettagli tutti gli organi e le strutture (ecoencefalografia fetale, ecocardiografia fetale, eco addome fetale etc).

Le ricordo che il SSN eroga tre ecografie per gravidanza, del tipo “screening”. Non si preoccupi prima del tempo… ed esegua una ecografia diagnostica (nel caso in cui non la avesse già eseguita) al più presto che dovrebbe chiarire la situazione. Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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