Anonimo

chiede:

Buon giorno, ho 27 anni e sono alla 22° sett. di gestazione. In data 01.09 mi sono sottoposta, presso la mia ginecologa di fiducia, ad un controllo ecografico del mio bimbo e si è riscontrata una cisti nel plesso corioideo sx. In data 22.09 dovrò sottopormi ad eco morfologica. La ginecologa ha detto di non preoccuparmi e che nella paggior parte dei casi si riassorbono.
Volevo sapere di che cosa si tratta con precisione, cosa può causare al mio bimbo nel caso in cui ci sia ancora e nel caso in cui non vada via o magari aumenti prima della nascita. E’ la 1° gravidanza e sono molto spaventata.
Vi ringrazio anticipatamente per la Vs. disponibilità.

Redazione

Redazione

risponde:

Cara Barbara,
le cisti dei plessi corioidei sono piccole cisti appunto, liquide, nel contesto dei plessi corioidei che sono strutture intracerebrali che controllano in parte la produzione del liquor cefalo – rachidiano normalmente presente nel sistema nervoso.
Quando rappresentano l’unico segno, non hanno in pratica nessun significato pratico, nel senso che normalmente non crescono, anzi tendono a scomparire con il prosieguo della gravidanza e non lasciano nessuna traccia né anatomica né funzionale.
In realtà quando associate ad altri segni (es. pielectasia renale, arteria ombelicale unica, muscoli papillari cardiaci iperecogeni etc) potrebbero rappresentare segno di anomalia cromosomica.
In pratica, ripeto, quando rappresentano l’unico segno e vengono quindi escluse con una ecografia diagnostica altre anomalie o segni, hanno scarso significato al punto da non rendere consigliabile, solo per questa problematica, l’amniocentesi, che però in ogni caso, rimane una scelta personale.
Quanto detto assume ancora maggiore consistenza, quando il risultato di una eventuale translucenza nucale
e (visualizzazione dell’osso nasale), eseguita tra la 11 e la 13 settimana, è stato negativo, quindi normale.
Si tranquillizzi quindi ed esegua con tranquillità l’ecografia morfologica.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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