Aborti interni ricorrenti: quali esami fare? - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno dottore, Ho 29 anni e ho avuto due aborti interni. A maggio mi sono sottoposta alla revisione della cavità uterina in quanto l’embrione era fermo a 8 settimane+1. Ho ritirato l’esame citogenetico, il cui risultato è stato la sindrome di Turner. Sia il ginecologo che la genetista mi hanno consigliato di riprovare con una nuova gravidanza, in quanto sicuramente si è trattato di un evento casuale. Ad ottobre scopro di essere incinta, ma a novembre la gravidanza si è interrotta a 8 settimane +5 e mi sono sottoposta a un’altra revisione. Vorrei avere qualche spiegazione e vorrei sottopormi a degli esami prima di riprovarci. Potrebbe indicarmi come comportarmi? La ringrazio.

Dott. Sandro Zucca

Dott. Sandro Zucca

risponde:

Buongiorno signora, due aborti consecutivi senza precedenti gravidanze a buon fine richiedono certamente una valutazione complessiva, che qui è inopportuno persino tentare. Esistono infatti cause di poliabortività assai diverse, di tipo biochimico, ormonale, cromosomico, genico, anatomico, tossico, ambientale, ecc. È quindi certamente utile che lei si rivolga, insieme al suo partner, ad un centro per la diagnosi e la cura dell’aborto ripetuto, e ciò ben prima che sia insorta una nuova gravidanza: strutture ambulatoriali di questo genere esistono in tutte le maggiori strutture ospedaliere. Magari non ne ricaverà nulla, se non una certa rassicurazione, ma anche la fiducia in se stessi è importante, come anche interessante è la statistica, la quale dice che dopo due aborti a meno di 30 anni la probabilità che la terza gravidanza vada a buon fine supera comunque l’80%. Cento auguri.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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