Bambini e qualità della vita 2021 in Italia, dove si vive e si cresce meglio?

Un'indagine del Sole 24 Ore pubblicata su Lab24 ha evidenziato i rapporti tra nuove e vecchie generazioni in ottica di analizzare la qualità della vita dei più piccoli. E svelare in quali province si vive (e si cresce) al meglio delle possibilità.

Secondo un report recentemente pubblicato da Lab24 del Sole24Ore sulla qualità della vita 2021 in Italia, ci sono tre province italiane particolarmente indicate per crescere bambini tra 0 e 10 anni. Tre città che, secondo 12 indicatori selezionati come fondamentali per analizzare come si vive nella penisola a seconda della generazione di cui si fa parte (lo studio infatti approfondisce anche le fasce d’età adulte dividendole in Bambini – Giovani – Anziani), possono offrire il massimo ai genitori e ai loro figli per crescere sicuri, sereni e circondati da possibilità variegate.

Sul podio ci sono Cagliari al primo posto; Udine al secondo; Oristano al terzo posto. La Sardegna si conferma come regione in cui crescere, soprattutto nella fascia d’età più bassa che tocca il picco intorno ai 10 anni, è un’esperienza davvero d’impatto su presente e futuro delle nuove generazioni.

Gli indicatori con i quali gli esperti del Sole24Ore hanno selezionato le tre province vincitrici sono variegati e fotografano alcune delle qualità che dovrebbe avere una città per essere considerata davvero baby friendly. Non bastano infatti parchi e zone verdi per garantire uniformità e inclusione a tutti. L’analisi ha preso in considerazione in particolare:

  • tasso di fecondità: numero medio di figli per donna;
  • pediatri: professionisti attivi ogni mille residenti 0-14 anni;
  • posti disponibili in asili nido: ogni 100 bambini 0-3 anni;
  • retta media asili nido: incidenza % sul reddito medio dichiarato nel capoluogo;
  • spazio abitativo: superficie media/componenti medi delle famiglie – In mq;
  • studenti per classe: numero medio nelle scuole pubbliche;
  • scuole accessibili: senza barriere fisiche – In % sul totale;
  • scuole con palestre e piscine: in % sul totale;
  • giardini scolastici: Mq per bambino 0-14 anni nel comune capoluogo;
  • verde attrezzato: Mq per bambino 0-14 anni nel comune capoluogo;
  • indice sport e bambini: scuole dello sport e i bambini tra 6-14 che praticano sport agonistico;
  • delitti denunciati a danno di minore: ogni 10mila minori.

Gli indicatori individuati sono, come si vede, diversificati su varie aree di grande importanza sociale: la scuola, ad esempio, con le sue possibilità di accesso a tutti sin da quando i bimbi sono neonati e devono frequentare gli asili nido.

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Ma anche gli spazi verdi, il tasso di fecondità, la presenza o meno di giardini, palestre e piscine negli edifici scolastici. Grande attenzione è stata data anche all’accessibilità, che permette anche ai bambini con difficoltà motorie di accedere ai locali scolastici come i compagni senza barriere o ulteriori difficoltà. Presenza di pediatri e un basso indice di violenze sui minori sono ulteriori elementi che hanno permesso al team di analisti di eleggere le tre province italiane nelle quali le generazioni più giovani del nostro paese possono vivere e crescere meglio.

Interessante valutare il criterio “studenti per classe“, soprattutto in epoca pandemica in cui proprio l’affollamento delle cosiddette “classi pollaio” ha causato non poca confusione all’inizio dell’anno scolastico 2020-2021. Oristano, Cagliari e Udine rappresentano, anche in questo senso, un’eccellenza italiana rispetto ad altre province dove i bambini frequentano classi molto popolate.

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Nella classifica generale, se Cagliari si posiziona su diversi indicatori al primo posto tanto da essersi meritata il podio, è Ravenna a vincere a mani basse su altre province per la generazione successiva, quella degli adulti tra i 18 e i 35 anni. Per quanto riguarda gli ultimi posti in classifica nella sezione dedicata ai bambini di questo report del Sole24Ore che analizza la qualità della vita in base ad alcuni indicatori emblematici a seconda della generazione analizzata, non sono in una buona posizione in particolare cinque città: Reggio Calabria, Catania, Pescara, Cosenza e Foggia. Tutte, purtroppo, localizzate al sud Italia. Non benissimo anche le città metropolitane, che sono risultate non essere competitive per la fascia d’età più bassa considerata.

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Infine, il report ha evidenziato anche molte disparità tra province italiane dovute al gap tra generazioni: in molte città della penisola gli anziani, in proporzione, sono più dei giovani e dei bambini; in altre (tipo Napoli) sono i pronipoti (under 10) a battere i bisnonni (under 80) in modo schiacciante. Anche questo favorisce un maggiore o minore appealing di una determinata provincia della generazione di mezzo, che sceglie o meno una città in base a chi ci abita e alle possibilità che gli offre.

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  • Bambino (1-6 anni)