I consigli della pedagogista per un sereno ambientamento al nido

L'inserimento all'asilo nido è un momento unico, carico di aspettative, speranze, e qualche volta preoccupazioni. Ecco i consigli della pedagogista per facilitare l'ambientamento al nido ai tempi del Covid-19.

Il primo ambientamento al nido è un momento unico, carico di aspettative e speranze, ma deve essere graduale e richiede un’attenta pianificazione da parte di genitori ed educatrici. Si tratta di una piccola rivoluzione della routine quotidiana che, la maggior parte delle volta, risulta essere più stressante per la mamma e il papà piuttosto che per il bambino. Per affrontare al meglio questa delicata fase di transizione abbiamo parlato con la pedagogista Chiara Mancarella.

L’ambientamento al nido: perché è utile per il bambino?

Come ci spiega Chiara Mancarella, l’inserimento al nido può avvenire fin dai primissimi mesi di vita (3-4 mesi); naturalmente, la casistica è varia e ci sono bambini che iniziano anche a 2 anni. Ogni asilo nido, inoltre, ha delle regole sull’età dell’accoglienza dei bambini; alcuni asili, per esempio, li prendono a partire dai 6 o dai 9 mesi.

Ma perché l’ambientamento al nido è utile al bambino?

L’ambientamento al nido è una tappa fondamentale per ogni bambino. Fino a questo momento, infatti, i bambini sono per lo più un’esclusiva dei genitori, o di nonni e zii (comunque restano all’interno della famiglia); l’ingresso all’asilo nido rappresenta il primo contatto con l’ambiente esterno, attraverso il quale si aprono al mondo e iniziano a sviluppare abilità sociali.

Come vivono i bambini questa esperienza?

L’ingresso al nido è un momento delicato che deve avvenire con cura e in modo graduale. Non è vissuto da tutti allo stesso modo (sicuramente non da tutti in modo sereno). Alcuni bambini, per esempio, hanno un attaccamento morboso con la mamma; da questo punto di vista l’ambientamento al nido li aiuta ad aprirsi ad altre cose e persone, alla società. Spesso alla scuola dell’infanzia si nota chi ha frequentato il nido e chi no, per la presenza di una routine quotidiana a cui i bambini del nido si abituano presto.

La prospettiva dei genitori

Come affrontano i genitori l’ambientamento al nido?

I genitori di oggi generalmente si informano molto nella scelta del nido (sul tipo di mensa, gli arredi, ecc). Nonostante questo, il primo inserimento spesso rappresenta un momento di ansia e preoccupazione. Il motivo è facilmente intuibile: i bambini di pochi mesi non parlano, quelli più grandicelli hanno comunque un linguaggio ridotto, quindi è difficile capire cosa vogliono comunicare; da questo punto di vista bisogna fare pieno affidamento sulle educatrici (e quanto riferiscono). In generale, serve davvero tanta fiducia, pazienza e collaborazione.

L’ambientamento al nido fa bene anche alla mamma?

Assolutamente sì. L’ingresso al nido è un momento importante anche per la stessa mamma. Con la nascita dei figli molte donne perdono il proprio lavoro, oppure smettono di dedicare cura e tempo per se stesse. Lasciare il bambino al nido aiuta i bambini a relazionarsi con gli altri e le mamme a ritagliarsi uno spazio che spesso con la nascita dei figli viene sacrificato.

Educatori e ambientamento al nido

Come spiega la pedagogista, ogni bambino è unico e ha bisogno di ambientarsi a suo modo; allo stesso tempo, anche gli educatori devono imparare a conoscere i bambini, con le loro diverse esigenze:

Il primo ambientamento al nido non è completo ma avviene gradualmente. Per i primi giorni o le prime settimane le educatrici suggeriscono di concordare un orario ridotto, per permettere al bambino di abituarsi a un nuovo ambiente e a nuove persone. Questo vale sempre, a qualsiasi età si faccia il primo inserimento.

Qual è il ruolo degli educatori e come è possibile promuovere l’avvicinamento del bambino a questa nuova figura?

In un primo momento è fondamentale far conoscere al bambino le educatrici. Queste, da parte loro, devono tenere conto di tutte le esigenze dei bambini e annotare ogni informazione utile data dai genitori, anche la più piccola (dalla dieta al sonno, se ha un giocattolo particolare, il cibo preferito, una musica, ecc).

4 consigli per l’ambientamento al nido

Quali sono i consigli per scegliere l’asilo nido adatto?

  1. Andarlo a visitare prima

    Un primo consiglio da dare è quello di andare a visitare l’asilo nido: in questo modo si potrà parlare con le educatrici e chiedere di vedere gli spazi (mensa e sale per le attività); è importante non limitarsi ad andare a vedere l’asilo soltanto un giorno, ma ritornarci almeno un paio di volte, per farsi un’idea migliore e più precisa.

  2. Informarsi sulla mensa e le attività

    La possibilità di usufruire della mensa è fondamentale nella scelta. Si possono chiedere informazioni riguardo al menu, soprattutto per chi ha esigenze particolari. Inoltre è consigliabile informarsi sulle attività che vengono svolte (come i laboratori); sull’importanza data al movimento del corpo, la manipolazione, i lavori manuali che migliorano la coordinazione, l’ascolto, la psicomotricità.

  3. Conoscere le educatrici

    Si tratta di un aspetto fondamentale per vivere l’ambientamento al nido con serenità, sia da parte dei bambini che dei genitori. Conoscere le educatrici, instaurare un bel rapporto con loro, improntato sulla fiducia e la collaborazione è imprescindibile nella scelta del nido.

  4. Non limitarsi alla vicinanza

    Nella scelta del nido è importante visitare più asili nido e non limitarsi soltanto alla vicinanza da casa. Magari si troverà un nido un po’ più lontano ma che risulta essere proprio quello più adatto alle esigenze dei genitori e del bambino.

Come fare l’inserimento ai tempi del Covid-19

Nell’ultimo anno, a seguito della diffusione del Covid-19, il Miur ha predisposto delle Linee Guida per l’ambientamento al nido:

Le norme anticontagio sono le stesse per tutti. Si tratta di regole precise, come la capienza degli spazi ridotta (quanti bambini è possibile accogliere). A questo proposito, nell’ultimo anno c’è stata una rimodulazione degli spazi in cui svolgere le attività (e delle attività stesse). I bambini non devono portare la mascherina ma gli educatori sì. In generale, c’è senz’altro un maggiore controllo, dalla mensa (e le norme igieniche) alle varie attività. Da questo punto di vista i genitori possono stare tranquilli (e sperare che tutto vada per il meglio).

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  • Bambino (1-3 anni)