Quando si affrontano temi riguardanti la crescita e lo sviluppo cognitivo dei bambini, i genitori sono spesso portati a tendere verso due estremi: credere che i propri figli siano dei geni o, all’opposto, che sono affetti da gravissime patologie che ne possano compromettere lo sviluppo.

Un caso abbastanza emblematico di cui parlare è quello del pregrafismo, un’abilità dei bambini che va supportata e che spesso viene confusa con il saper leggere e scrivere.

Cos’è il pregrafismo?

Quando si utilizza il termine pregrafismo si fa riferimento a un’ampia serie di abilità e attività tipiche del bambino prima dell’acquisizione dell’abilità a scrivere e disegnare. Il pregrafismo si basa sullo sviluppo della motricità fine, ovvero l’abilità di tenere in mano una matita (e altri oggetti) e saperli utilizzare per tracciare linee, colorare, eccetera.

Il pregrafismo prevede un insieme di attività, quelle che il bambino sviluppa (o dovrebbe sviluppare) prima di imparare a scrivere e disegnare.

Pregrafismo e scrittura

Questo perché a differenza di quanto si possa pensare, imparare a scrivere non è scontato, né tantomeno banale. Basti pensare a come, fino a qualche secolo fa, l’analfabetismo fosse diffusissimo tra la stragrande maggioranza della popolazione e solo l’attività di scolarizzazione ha migliorato la situazione. Al punto che oggi l’incapacità di saper leggere e scrivere (analfabetismo appunto) è un fenomeno marginale, per quanto ancora significativo e da contrastare.

Per imparare a scrivere sono fondamentali diversi elementi: saper tenere in mano una penna o una matita, saperla muovere coordinatamente per ottenere una forma compiuta e corretta (le lettere) e sviluppare quella capacità di coordinazione tra l’occhio e la mano indispensabile per riuscire a farlo. Inoltre per disegnare e scrivere è fondamentale anche avere una buona percezione visiva e aver anche iniziato a parlare. La scrittura, infatti, non è tanto l’abilità di scrivere bene (calligrafia), ma la comunicazione in forma grafica di un concetto parlato.

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I benefici del pregrafismo

Il pregrafismo è quindi quell’insieme di attività che il bambino inizia, anche perché spinto della curiosità tipica di quest’età (dai tre anni) fino a quando non impara a scrivere e disegnare. Parliamo di un’attività che coinvolge diverse competenze, sia fisiche che cognitive e che quindi rappresenta un terreno fertile per favorire:

  • la percezione visiva;
  • la motricità fine;
  • l’orientamento spaziale all’interno del foglio da disegno;
  • la coordinazione tra occhio e mano.

Oggi è doveroso e fondamentale recuperare l’attenzione verso il pregrafismo considerando le enormi difficoltà che i bambini hanno nell’imparare a scrivere e a disegnare.

Il pregrafismo nella scuola dell’infanzia

A partire dai primissimi anni di vita, i bambini iniziano a prendere in mano matite e colori e “scarabocchiano” il foglio con linee e forme apparentemente prive di senso. Il bambino impara a scrivere delle lettere non prima dei quattro anni, ma per riuscirci deve avere avuto modo di acquisire le abilità che gli consentano, come abbiamo visto, di padroneggiare l’uso di una matita.

Per quanto possa apparire paradossale, molti bambini fanno più fatica che in passato, una volta raggiunta la scuola dell’infanzia, a imparare a scrivere. Il motivo? Non c’è un’unica causa, ma una grande responsabilità è data dall’utilizzo precoce della tecnologia.

Sembra un progresso che i bambini padroneggino sin da subito un tablet o uno smartphone e a molti questo fa sorridere, in realtà è un fenomeno che ha gravi conseguenze sullo sviluppo del bambino. Le attività e i movimenti per il funzionamento di un dispositivo touchscreen, infatti, sono monotoni e ripetitivi. Questa condizione impedisce lo stimolo e lo sviluppo delle abilità motorie e cognitive del pregrafismo che consentano al bambino, con l’età, di imparare a scrivere e disegnare.

La scuola dell’infanzia ha quindi lo straordinario compito di mettere a disposizione del bambino un ambiente in cui possa maturare serenamente le abilità che rientrano nel pregrafismo e che sono quindi propedeutiche per la fondamentale capacità di scrivere e disegnare. Nella scuola diventano attività vitali per la crescita del bambino soprattutto se, come visto, a casa i bambini non sono stimolati a prendere in mano fogli e matite e dare libero sfogo alla loro creatività.

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Quando iniziare con il pregrafismo

A questo punto la domanda su come fare per stimolare e supportare il pregrafismo appare legittima e doverosa. La risposta si sviluppa su, almeno, due livelli. Il primo è quello di non tarpare i bambini e di stimolarli nel trascorrere del tempo a fare disegni. Esistono anche numerosi contenuti e attività che possono essere d’aiuto ai bambini per permettergli di sviluppare le abilità del pregrafismo.

Ci sono diverse attività ed esercizi che è possibile far fare al bambino: disegni da tratteggiare e proseguire con la matita, disegni prestampati da colorare, labirinti e fargli copiare delle lettere (magari quelle del proprio nome). Esistono diversi volumi che raccolgono attività di questo tipo e anche il web è pieno di schede da scaricare e stampare per far esercitare il proprio bambino. Il tutto, ovviamente, con spirito di gioco e divertimento, gli ingredienti perfetti per ogni crescita sana ed equilibrata.

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  • Bambino (1-3 anni)