Nome storicamente appartenuto a reali e aristocratici, oggi caduto un po’ in disuso in Italia, Ferdinando è un nome di origine germanica, per la precisione gotica, composto da due elementi: mentre il secondo è identificato unanimemente in nanth (o nanþ, nanð “coraggioso”, “audace”), sul primo vi è un certo dissenso, e viene indicato come fart (o farði, “viaggio”, quindi la forma germanica sarebbe Ferdinand) oppure frithu (“pace”, quindi Fridinand, Frithunand o Frithunanths, interpretabile come “coraggioso nella pace”, “coraggioso nel sostenere la pace”), e ancora frad (“intelligenza”) oppure heri (o hari, “esercito”, quindi Herinand), ma secondo Förstemann è il primo dei quattro quello più plausibile, sebbene anche frithu e hari godano di un certo favore.

Introdotto dai Visigoti nella penisola iberica, venne adottato dalle famiglie reali di Spagna e Portogallo e, conseguentemente, dagli Asburgo, diffondendosi poi in Italia sia per il prestigio di vari sovrani che per la presenza degli stessi spagnoli nella penisola. In Inghilterra invece è dapprima attestato in periodo medievale con la forma francese Ferrand, e poi dal XVI secolo come Ferdinand, e nello stesso periodo l’aristocrazia inglese cominciò a usare la forma spagnola Ferdinando, introdotta da Filippo II. Nella vicina Irlanda, invece, Ferdinand cominciò a essere usato per “anglicizzare” il nome Feardorcha.

Il nome italiano Ernani viene talvolta ricondotto a Hernán, un ipocoristico spagnolo di Ferdinando.

In Italia nel 2020 sono stati chiamati in questo modo 91 bambini.

L’onomastico si celebra generalmente il 30 maggio in onore di san Ferdinando III, re di Castiglia e di León, patrono della Spagna, tuttavia ci sono altri santi e beati ricordati nel corso dell’anno.

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