Carie nei bambini: attenzione a questi sintomi e segnali. E ai rischi

Circa il 20% dei bambini tra i 5 e gli 11 anni ha un dente cariato, ma anche i neonati con i denti da latte ne sono a rischio. Scopriamo cause e rimedi e come prevenire un disturbo così diffuso e con risvolti seri se non prontamente trattato.

I primi dentini che spuntano sono sempre una grande emozione per i genitori, ma anche l’inizio di una nuova fase della cura del proprio bambino. La salute dei denti, infatti, è fondamentale fin dai primissimi mesi di vita del bambino, in quanto il fenomeno delle carie è una delle malattie croniche più diffuse nell’infanzia. Le carie dei denti dei bambini, infatti, riguardano i denti da latte tanto quanto i denti permanenti. È un problema più diffuso di quanto si possa pensare che è importante conoscere, riconoscere e gestire correttamente, anche e soprattutto partendo dalla prevenzione.

Quando si parla delle carie si fa riferimento, prendendo spunto dalla definizione proposta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, di un processo localizzato di origine multifattoriale che si verifica dopo che il dente è spuntato determinando una malattia dei tessuti duri del dente che, se non trattata, può portare alla perdita o alla distruzione del dente stesso.

Circa il 20% dei bambini tra 5 e 11 anni ha almeno un dente cariato e il 13% degli adolescenti tra 12 e 19 anni ha almeno un dente cariato. Un problema non marginale ma molto serio, anche per la sua diffusione e per le conseguenze a esso associato, che però può essere facilmente prevenuto.

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Le cause della carie

La carie è una malattia che colpisce inizialmente lo smalto, la superficie esterna del dente, e poi i tessuti più interni, come la polpa e la dentina.

Sono diverse le cause e i fattori di rischio che possono provocare o favorire le carie nei bambini. Tra i principali responsabili di questa malattia ci sono i microbi presenti normalmente nella bocca i quali, complici la scarsa igiene orale, un’alimentazione eccessivamente ricca di zuccheri, la presenza di difese immunitarie basse e le caratteristiche anatomiche della struttura dei denti, creano intorno ai denti la famosa placca, ovvero una pellicola di colore bianco-giallastro.

Questa non solo aderisce ai denti, ma lo fa nei punti in cui è più difficile rimuoverla attraverso lo spazzolino o il filo interdentale. Questi microbi, inoltre, si nutrono degli zuccheri che si trovano nei residui di cibo provocando la demineralizzazione dello smalto, riducendo ulteriormente la resistenza dei denti.

Fattori di rischio che contribuiscono alla formazione e lo sviluppo delle carie nei bambini sono quelli legati a una familiarità del fenomeno. Bambini con genitori o fratelli più grandi che hanno sviluppato le carie sono infatti più a rischio. Così come quelli che mangiano e bevono alimenti e bevande particolarmente zuccherate e che indossano apparecchi orali.

Secondo alcuni studi anche l’allattamento al seno prolungato, specialmente nelle ore notturne, costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo delle carie. Questo perché durante il sonno il flusso della saliva del bambino è minore e può esservi una maggiore incidenza dello Streptococco mutan, il maggiore responsabile della carie.

In realtà non ci sono evidenze scientifiche che mostrino il maggior rischio di carie nell’assunzione del latte materno (al netto degli enormi benefici), anche perché i denti dei bambini, soprattutto quando l’attacco al seno è corretto, non sono coinvolti durante la suzione, differentemente da quanto invece avviene con il biberon.

Sintomi e segnali della carie nei bambini

Il primo segnale della carie è relativo alla perdita di colore e lucentezza dei denti dei bambini. il dente cariato si riconosce dal fatto che diventa più ruvido e opaco, nonostante non sia accompagnato da fastidi.

Dolori acuti e ascessi si manifestano solo successivamente quando la carie raggiunge la parte interna del dente compromettendo la sensibilità dentinale. In questa fase della carie anche respirare aria fredda o mangiare o bere cibi e bevande troppo calde o troppo fredde risulta particolarmente fastidioso.

Se la carie non viene trattata il dolore diventa progressivamente più intenso fino a provocare l’infiammazione della polpa dentale, che in alcuni casi può evolvere anche in un’infezione. Questa è accompagnata da gonfiore gengivale e dalla comparsa di una bollicina sulla gengiva a ridosso del dente cariato.

Come prevenire la carie nei bambini?

Il miglior rimedio alle carie dei bambini è la prevenzione che può essere perseguita sotto diverse forme. Innanzitutto tramite una corretta igiene orale, da ripetere almeno due volte al giorno, fin dall’infanzia con l’utilizzo di una garza sterile nei primi mesi di vita e di un apposito spazzolino a setole piccole e morbide e di un dentifricio al fluoro (capace di rendere i denti più resistenti) quando escono i primi dentini.

L’uso del filo interdentale, altrettanto raccomandato, è da preferire solo dopo la comparsa dei denti permanenti. È inoltre utile pulire le gengive, utilizzando un panno morbido e pulito, sia dopo la poppata mattutina che prima di mettere i bambini a dormire la sera, in modo da eliminare zuccheri e batteri che possono essere responsabili delle carie.

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Un aspetto altrettanto fondamentale riguarda l’alimentazione e le cattive abitudini. È importante, specialmente nei bambini più golosi, limitare l’assunzione di dolci solo alla fine del pasto e preferibilmente in un unico momento della giornata. Inoltre, nonostante sia una pratica molto diffusa, è importante non mettere del miele sul ciuccio in quanto potrebbe essere responsabile dello sviluppo di carie aggressive.

L’altro elemento importantissimo per la prevenzione delle carie passa dalla visita dal dentista pediatrico entro il primo anno di vita. Questa visita è utile per individuare precocemente i primi segnali di eventuali carie e anomalie dentali, ma anche per verificare lo stato di salute generale della bocca.

L’assunzione degli integratori a base di fluoro, invece, va riservata ai casi particolari e solo dietro indicazione medica, in quanto generalmente nei bambini con meno di sei anni è sufficiente l’utilizzo del dentifricio e della quotidiana idratazione a base di acqua naturale.

Ci sono anche interventi per prevenire la formazione delle carie, come la cosiddetta sigillatura dei solchi dei primi molari. Questa metodica consiste nel chiudere i solchi presenti sulla superficie dei denti utilizzando dei materiali a base di cementi vetroionomerici o resina.

L’aspetto probabilmente più importante è però quello legato all’educazione. È importante dedicargli lo spazio che merita sia a livello familiare che scolastico, in quanto è decisiva per insegnare ai bambini ad acquisire la consapevolezza di prendersi cura della propria bocca acquisendo abitudini che manterranno anche in età adulta, con enorme beneficio sulla qualità della loro vita.

Un importante precisazione va infine posta sull’utilizzo del ciuccio e del biberon. Nel primo caso, sebbene credenze contrarie in materia, il parere pediatrico è unanime nell’affermare che, almeno fino all’eruzione dei denti permanenti, l’utilizzo del ciuccio non costituisce un problema per lo sviluppo di carie. Discorso diverso, invece, per quel che riguarda il biberon. Qui il problema principale riguarda le bevande zuccherate assunte che devono essere ridotte e incentivare la pulizia orale delle gengive e dei denti.

Rischi e conseguenze della carie nei bambini

Oltre ai fastidi e alle difficoltà nell’assunzione di cibi e bevande, le carie sono un problema che coinvolge diversi aspetti non solo della salute orale. Le carie, infatti, possono essere responsabili di infiammazioni, infezioni, gengiviti croniche e, in casi più gravi, anche anemia sideropenica e deficit di vitamina D.

Laddove l’otturazione si rivelasse insufficiente il dentista dovrà inevitabilmente procedere con la devitalizzazione del dente cariato, intervento che comporta l’asportazione della polpa danneggiata.

I denti decidui, però, non andrebbero mai tolti, se non laddove strettamente necessario, in quanto la loro assenza potrebbe causare una riduzione dello spazio destinato al relativo dente permanente e provocare delle malocclusioni, oltre alle non proprio marginali conseguenze estetiche.

Carie nei bambini: cosa fare, rimedi e soluzioni

I denti cariati non si curano da soli e gli interventi risolutivi sono quelli che, sia per i denti decidui che per quelli permanenti, vanno a rimuovere il tessuto cariato procedendo poi alla ricostruzione dell’integrità del dente.

Questi interventi sono risolutivi per ripristinare la corretta masticazione, evitare il manifestarsi di altri disturbi e, nei bambini piccoli, consentire il corretto sviluppo dei denti. Come già anticipato una soluzione utile che il pediatra può suggerire è quella di applicare del gel a base di fluoro per sigillare la zona interessata.

Il rimedio principale contro le carie è l’otturazione che consiste nella sigillatura delle fessure che i batteri hanno causato nel dente, ma non sempre è possibile praticarle e bisogna valutare l’intervento (drenaggio della lesione, apicectomia, devitalizzazione o terapia antibiotica) più adatto.

Laddove le precedenti soluzioni si sono rilevate inefficaci si procede con l’estrazione del dente cariato, pratica da eseguire solamente quando il dente è considerato irrecuperabile.

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  • Bambino (1-6 anni)