Breast crawl, il movimento istintivo del neonato verso il seno

È un gesto innato e istintivo, che permette al neonato di trovare la strada per nutrirsi da solo: cosa è e come funziona il breast crawl.

Spesso pensiamo che i bambini debbano imparare tutto: a dormire, a muoversi, perfino a nutrirsi. Eppure, non è così. I neonati hanno delle competenze innate che, se lasciati liberi di esplorare, permettono loro di nutrirsi da soli pochi minuti dopo essere venuti al mondo.

Se messi a contatto con la pelle della madre, infatti, strisciano naturalmente verso il seno e lì si attaccano: si chiama breast crawl, un modo unico e molto efficace di iniziare l’allattamento al seno, alimentando il legame della diade mamma-bebé.

Cos’è il breast crawl?

Breast (seno) e crawl (strisciare) è il nome di un processo che avviene naturalmente nei momenti immediatamente successivi al parto nei casi in cui viene praticato il cosiddetto “skin-to-skin“, ovvero il primo contatto pelle a pelle tra mamma e bambino.

Subito dopo la nascita, invece che essere lavato, pesato, misurato e visitato, il bambino viene posto sul ventre o sul seno nudo della madre, così da instaurare un primo contatto, prevenire l’ipotermia e – se le condizioni lo consentono – iniziare immediatamente l’allattamento, così come suggerito da OMS e Unicef, che raccomandano di non far passare più di 30 minuti per la prima poppata.

Senza aiuti né indirizzamenti, il neonato poggiato a contatto con la mamma inizia a strisciare verso il seno, si attacca e mangia per la prima volta.

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Come avviene e quanto dura il breast crawl

Il breast crawl non è un metodo o una tecnica, ma un processo istintivo e naturale dei bambini appena nati, così come dei cuccioli degli altri mammiferi.

Come spiega l’Unicef, i bambini che vengono posti pelle-a-pelle sul petto della madre, dopo il pianto entrano in una fase di rilassamento e, in seguito, iniziano a svegliarsi, aprendo gli occhi e mostrando segnali di risposta alla voce della madre.

A questo punto, generalmente avviene la “scalata”: il bambino inizia a fare piccoli movimenti delle braccia, delle spalle e della testa e, man mano che questi movimenti aumentano, solleverà le ginocchia e sembrerà muoversi o addirittura “gattonare” verso il seno. Per favorire questo processo, è importante che dalle mani del piccolo non venga rimosso il liquido amniotico, il cui odore, simile a quello del colostro, lo aiuta a trovare il seno prima e ad attaccarsi poi.

Una volta giunto a destinazione, potrebbe riposare – questo non significa che non abbia fame – o iniziare immediatamente a familiarizzare con il seno, magari strofinando il naso, annusando e leccando la zona, prima di aprire la bocca, attaccarsi e iniziare a nutrirsi.

Il periodo di familiarizzazione può durare per qualche tempo, ma è un momento fondamentale ed è importante non affrettarlo, cercando di rimanere pazienti e lasciando che il bambino capisca come attaccarsi al meglio.

Questa è una regola che vale per tutto il breast crawl, che non ha una durata stabilita: ogni bambino impiegherà il proprio tempo per strisciare verso il seno, conoscerlo, attaccarsi e nutrirsi. La maggior parte dei neonati impiega circa 30-60 minuti, ma i tempi possono essere più brevi – come nel video a cura di Unicef India registrato a Nandubar “Iniziare l’allattamento al seno con il Breast Crawl”, in cui sono sufficienti 10 minuti – o persino più lunghi. Dopo un’ora, se il piccolo non ha raggiunto il seno o non è riuscito ad attaccarsi, può essere delicatamente sospinto verso il capezzolo per aiutarlo.

L’importante è non mettergli fretta: una volta assicuratisi che sia protetto dal freddo e non rischi di cadere, è infatti fondamentale lasciare a lui o a lei tutto il tempo necessario, senza voler accelerare il processo o, peggio, interrompendolo, come spiega ancora l’Unicef

Dopo che il bambino ha succhiato per un po’ si staccherà dal seno, e sia lui che la mamma probabilmente si addormenteranno. La maggior parte dei bambini nati a termine segue questo processo, ed è importante che non venga interrotto, ad esempio per pesare il bambino o per una doccia della mamma. Interrompere il processo o tentare di velocizzarlo potrebbe innescare problemi successivi per l’allattamento. Se la madre ha avuto un’anestesia durante il parto il bambino potrebbe mostrarsi sonnolento e la procedura può durare di più.

Breast crawling: i benefici

Il breast crawl permette di potenziare al massimo benefici dell’allattamento precoce (entro mezz’ora dalla nascita). In particolare,

  • aiuta a mantenere il bambino caldo;
  • lo guida all’acquisizione precoce ed efficace delle proprie capacità nutrizionali;
  • il bambino inizia a prendere il colostro come primo pasto. Il colostro ha un’alta concentrazione di anticorpi (immunità). Il bambino inizia a essere colonizzato da batteri utili (flora batterica) provenienti dalla madre. Entrambe queste cose offrono protezione contro le infezioni e sono quindi importanti per la sua sopravvivenza;
  • favorisce la contrazione dell’utero, una più rapida espulsione della placenta, riduce la perdita di sangue della madre e ne previene l’anemia;
  • porta a migliori livelli di zucchero e di altri parametri biochimici nelle prime ore dopo la nascita;
  • favorisce un passaggio più rapido del meconio (prime feci del bambino) e quindi diminuisce il normale (fisiologico) ittero neonatale;
  • concorre al successo dell’allattamento al seno precoce e prolungato;
  • potenzia il bonding e aiuta a sviluppare un miglior legame madre-bambino;
  • potrebbe avere un ruolo nel potenziare lo sviluppo del sistema nervoso del bambino.

Il breast crawling, inoltre, permetterebbe anche una migliore acclimatazione nel passaggio dall’ambiente intrauterino a quello extrauterino.

Come favorire il breast crawl?

Come abbiamo visto, il breast crawl è frutto di un istinto innato e la maggior parte dei bambini nati a termine riesce a trovare autonomamente la propria strada verso il seno. Certamente, però, è possibile aiutare questo processo, prima, durante e dopo il parto.

In un documento realizzato da Unicef India nel 2007 e dedicato agli operatori sanitari è presente un elenco di accorgimenti che è possibile mettere in atto «per ottenere risultati ottimali»:

  • Discutete del “Breast Crawl” durante gli incontri preparto. Parlate alla madre della necessità di indossare indumenti che consentano il contatto pelle a pelle.
  • Orientate gli operatori verso questa tecnica.
  • Usate la partoanalgesia con giudizio.
  • Se il bambino ha pianto bene non c’è bisogno di aspirare le vie oronasali.
  • Asciugate il bambino accuratamente tranne le mani.
  • Il bagnetto dovrebbe essere ritardato fino a 24 ore dopo la nascita.
  • Non passate il sondino orogastrico o nasogastrico di routine.
  • Posticipate l’iniezione della vitamina K, la misurazione di routine di peso e lunghezza, e vestite (fasciate) il bambino dopo la prima poppata.
  • Il bambino e la madre dovrebbero essere coperti insieme con un telo, in modo stare caldi mentre continua il contatto pelle a pelle.
  • Sollevate con un cuscino la testa alla madre per facilitarle il contatto visivo col bambino.
  • Non lavate/asciugate il seno prima della poppata.
  • Continuate il primo contatto pelle a pelle, fino alla conclusione della prima poppata.
  • La maggior parte dei bambini completeranno il “Breast Crawl” in 30-60 minuti. Comunque, se un bambino è stato già in contatto pelle a pelle per un’ora o più e non ha ancora raggiunto il seno, o ha tentato di attaccarsi più volte senza successo, può essere sospinto dolcemente verso il seno e aiutato ad attaccarsi.
  • Non portare la madre fuori dalla sala parto fino a quando la prima poppata non si è conclusa.
  • Il padre del bambino, o una parente stretta, dovrebbe far parte di questa interazione emotiva. Se non è possibile al momento della nascita, essi dovrebbero essere chiamati appena possibile e praticabile.

Articolo originale pubblicato il 14 aprile 2022

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