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Il periodo prodromico (fase prodromica)

Periodo prodromico: sintomi e come riconoscerlo

Il corpo della donna ed il bambino hanno bisogno di una preparazione graduale per affrontare l’intensità del parto. In modo controllato e crescente, entrambi hanno modo di conoscere le sensazioni legate alle contrazioni uterine.

Infatti, nel terzo trimestre, in modo correlato con il dosaggio calante di progesterone, l’utero diventa più sensibile e comincia a contrarsi relativamente spesso, brevemente e non dolorosamente.

Leboyer ha descritto in modo commovente l’esperienza del bambino alle prime contrazioni di prova, che deve imparare a conoscere ed affrontare. Anche la mamma ha modo di prendere confidenza con questi indurimenti improvvisi.

=> L’esperienza del bambino

La donna perde il tappo mucoso che aveva sigillato il collo dell’utero e tutta quella parte risulta gradualmente sempre più morbida per effetto delle prostaglandine, sostanze che preparano il collo dell’utero e l’utero alla successiva azione dell’ossitocina.
La testa del neonato è ormai impegnata e, spinto dalla mancanza di spazio, comincia istintivamente a ‘scavare’ nel grembo materno, sollecitando ulteriori contrazioni. Il collo dell’utero, stimolato dal premere della testa del bambino e dalle contrazioni che periodicamente lo attraversano dall’alto verso il basso, comincia ad ammorbidirsi, ad aprirsi. Tutto si prepara per il segnale di via, inviato dal feto alla mamma.

=> Attraverso il canale del parto

Quanto dura il periodo prodromico?

La fase prodromica può durare ore, o giorni. È quel periodo previsto fisiologicamente per dare alla mamma l’avvisaglia che il parto è imminente, caratterizzato da contrazioni irregolari (ma di intensità crescente), avvertite come indurimenti non dolorosi (talvolta fastidiosi). La durata e la frequenza non osservano ancora nessuna regolarità, tuttavia la mamma può rendersi conto che entrambe si intensificano.

In questo video si vede come, al premere della testa fetale, l’utero si apra. Ciò accade solo al termine di gravidanza, quando una serie di cambiamenti biochimici conferiscono ai tessuti la morbidezza necessaria per cambiare forma e permettere il passaggio del feto.

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