“Vita Nova”, il film che racconta la procreazione assistita

“Vita Nova”, il film che racconta la procreazione assistita

La ricerca di un figlio che non arriva, i tentativi e i fallimenti: la procreazione medicalmente assistita in un film documentario dal titolo “Vita Nova”, racconto in presa diretta delle tappe di un percorso complesso vissuto in prima persona da Danilo Monte e Laura D’Amore.

Laura vuole un figlio a tutti i costi ma i tentativi non portano risultati, così insieme al compagno Danilo decide di iniziare le terapie per la procreazione assistita (Pma). Non sanno cosa succederà: il loro viaggio tra cliniche di Pma, iniezioni, speranze e timori è seguito passo passo dalla telecamera di Danilo, che registra i momenti più intimi del loro percorso alla ricerca di una gravidanza che non arriva.

Nei loro dialoghi si racconta la femminilità messa alla prova e il senso di inadeguatezza di fronte a un desiderio che non riesce a realizzarsi. E nemmeno si arrende: Laura, 37 anni e insegnante di yoga, non accetta l’idea di non poter diventare mamma e non rinuncia ai viaggi da Torino a Milano, nella sede della clinica che l’assiste. Con lei, in posizione defilata, rimane il suo compagno, che si trova a fare i conti con la propria sensazione di passività: ogni loro dubbio passa davanti alla telecamera e arriva a chi guarda.

Una scena del film “Vita Nova”

Le immagini catturano la gioia incontenibile sul volto di Laura quando dalla clinica arrivano buone notizie sulla reazione alla terapia, ma anche il buio alla scoperta che il test di gravidanza, nonostante le premesse, è negativo. La “Vita Nova” tanto cercata non arriva, e il film si chiude documentando la sconfitta e una promessa: “Riproveremo”.

Il finale, non del film ma della vita, è però a sorpresa: nel tour italiano di presentazione del documentario, girato nel 2016, Laura e Danilo non sono soli. Con loro portano Alessandro, nato a maggio del 2017. “Ci sono voluti due anni e quattro tentativi per riuscirci – spiega Laura – e fino alla fine della gravidanza non riuscivo a credere che stesse succedendo davvero, la paura era ancora tanta. E anche se ho avuto parecchio tempo per prepararmi a diventare mamma quando è arrivato Alessandro ogni cosa è stata una sorpresa”. L’intento del film, spiegano gli autori, è raccontare un’esperienza personale, comune a molte coppie. “Ognuno però ha il proprio percorso, ed è diverso per ciascuno: il nostro – dice Danilo – è diventato anche un percorso artistico”.