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31ª settimana

Il bebè continua a crescere ed occupare sempre più spazio nel pancione: potresti avvertire fastidi allo stomaco e difficoltà digestive. Per alleviare i mal di schiena è consigliato dello stretching accopagnato da leggero esercizio fisico. La pelle del piccino ha assunto una colorazione rosata, le sue pupille reagiscono alla luce.

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La mamma

MammaIl tuo bimbo continua a crescere, e occupa sempre più spazio, e di conseguenza il tuo addome si ingrossa, così come la cassa toracica ed il bacino! E mentre lui mette su peso e cresce forte, tu comincerai ad accusare più fastidi.
Dilatandosi, l’utero sposta e comprime gli altri organi, come per esempio lo stomaco, a cui non rimane molto spazio neanche per i cibi che introduce, causando in alcune donne forti bruciori. Ciò è comprovato dal fatto che dopo un pasto molte donne preferiscono rimanere in piedi. Alcune sostengono che assumere piccole quantità di cibo in maniera frequente possa risolvere qualche problemino. Ricordati, però, che è auspicabile sentire sempre il tuo medico, prima di utilizzare qualsiasi medicina o prodotto controindicato.
Uno dei disagi più frequenti in gravidanza è il mal di schiena. Esso può cominciare all’incirca in ogni periodo della gravidanza e continuare anche l’anno successivo al parto. È consigliabile mantenere una buona postura, fare dell’esercizio fisico e dello stretching, e qualche volta ricordare al proprio partner di farsi massaggiare un po’.
L’organismo di una donna gravida produce un ormone detto relaxina. Quest’ultimo permette alle strutture della pelvi, ossa comprese, di acquisire maggiore elasticità, al fine di prepararsi al parto e aiutare il bimbo ad uscire. Questo potrebbe influenzare anche il tuo modo di camminare, potresti cominciare ad ondeggiare avanzando lentamente, a piccoli passi. È soltanto una condizione temporanea che, se ora ti crea disagio, al momento della nascita potrà esserti utile. C’è da dire che solo poche donne superano questo periodo della gravidanza senza avvertire alcun disagio fisico. Questo non vuol dire che il tuo corpo non è preparato o adatto per il parto, visto che capita alla maggioranza delle donne.
La capacità e la possibilità di partorire dipendono da fattori multipli, quali la soglia del dolore, la propria determinazione, il vissuto di precedenti esperienze, i rapporti con il partner e con i familiari, la presenza o meno di altri figli, la tua prestanza fisica, la resistenza alla fatica, il piacere o meno di sperimentare sfide nuove e quant’altro. Se invece non avverti nessun fastidio puoi ritenerti fortunata.

Il bebè

31a_settimana Non ti deve preoccupare il fatto che rimanere senza fiato mentre cammini o anche stare seduta in una posizione particolare, possa rappresentare un pericolo per il tuo bimbo. Ciò è falso! Infatti, il bebè prenderà l’ossigeno di cui necessita direttamente dalla placenta. Le pupille degli occhi del feto possono dilatarsi e contrarsi in reazione alla luce. I depositi di grasso bianco sottocutaneo rendono la pelle del bimbo non più rossa, ma rosea. Il suo peso è di circa 1,9 kg. Le unghie delle dita hanno raggiunto la loro estremità.

Gemelli

GemelliA quest’epoca gestazionale circa il 10% di bimbi gemelli sono già nati! Il 30% se si tratta di un parto trigemino a differenza del solo 1% dei parti singoli.

 

Il papà

PapàSei nel terzo trimestre da un po’, e ora più che mai, la mamma ha bisogno di te. Potrebbe infatti lamentarsi parecchio, a causa del crescente disagio che comporta la gravidanza a quest’epoca. Ascoltala attentamente. Aiutala a rilassarsi la sera, massaggiandole la schiena e i piedi. Abbiamo parlato di questo in una delle settimane precedenti, ma la mamma ha solo bisogno di sapere che tu sei lì, tutto per lei. Sembrerebbe tanto semplice, ma a volte potrebbe rivelarsi più complicato del previsto. Ricordati sempre che ciò che farai adesso per la mamma, ti servirà per quando nascerà il tuo bebè! Quindi tieniti pronto a rinunciare qualche volta ai tuoi hobby.
IMPORTANTE: Ricorda che queste informazioni sono a carattere generale. Ogni gravidanza è diversa da un’altra, quindi per qualsiasi domanda, contatta il tuo medico curante.

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