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IUD o spirale: contraccettivi intrauterini

IUD o Spirale: efficacia, inserimento ed effetti collaterali

La Spirale o IUD (dall’inglese Intra Uterine Device, dispositivo intrauterino) è un metodo contraccettivo che ha origini molto lontane nel tempo. Già gli antichi cammellieri del deserto avevano capito che mettendo dei sassi nell’utero dei loro animali si determinava una temporanea sterilità.

Ma è solo intorno al 1920 che inizia una sua storia documentabile in campo umano. Lo IUD determina nella cavità uterina una risposta infiammatoria (l’organismo infatti reagisce verso qualsiasi corpo estraneo introdotto al suo interno) che altera la struttura dell’endometrio e lo rende inidoneo a far impiantare la blastocisti (l’ovocita fecondato) e quindi a far iniziare una gravidanza. Deve essere applicato dal medico, o comunque da personale sanitario entro cinque giorni dal rapporto non protetto.

Sulla base delle dimensioni e della forma della cavità  uterina e del canale cervicale, il ginecologo decide di applicare il tipo più adatto di IUD, generalmente all’inizio della mestruazione o durante l’emorragia da privazione dopo la sospensione di un ciclo di medicazione estroprogestinica, oppure 10-12 settimane dopo il parto. Lo IUD è lasciato in utero per un periodo di 2 anni circa e poi sostituito con uno nuovo. Molte donne hanno portato lo stesso IUD per periodi variabili da 3 a 6 anni senza lamentare particolari disturbi.

Il suo utilizzo è largamente diffuso in Europa e nei Paesi del Terzo Mondo, meno negli Stati Uniti, dove è stato accusato di gravi complicazioni, come gravidanze extrauterine, perforazione dell’utero durante l’inserimento, infezioni ascendenti dovute al filo comunicante con la vagina (che serve per la rimozione) e quindi un maggior rischio di flogosi pelvica e di sterilità. Intanto la sua percentuale di fallimento oscilla tra l’1% ed il 3%.

Meccanismo d’azione ed efficacia della IUD

Il meccanismo d’azione degli IUD sembra essere più complesso ai fini del controllo della fertilità. La presenza stessa di questo corpo estraneo provoca una reazione di tessuto con un alto numero di leucociti, che alterano l’ambiente uterino e lo rendono ostile all’annidamento dell’uovo.

Alcuni IUD contengono piccole spirali di rame, che sembra avere un effetto diretto sugli enzimi endometriali, perciò creano condizioni sfavorevoli all’impianto. Inoltre, sembra che lo IUD stimoli, oltre che la motilità  uterina, anche la peristalsi tubarica e in questo caso l’uovo si troverebbe a passare per la tuba e l’utero in un tempo eccessivamente rapido e ad essere espulso prima ancora che sia maturo per la fecondazione e per l’impianto. In complesso il meccanismo d’azione sembrerebbe essere dovuto al concorrere di più fattori, dei quali il più importante sarebbe l’alterazione della morfologia e della funzione della mucosa uterina, non più favorevole all’impianto dell’uovo. Tale meccanismo d’azione rende l’impiego degli IUD inaccettabile dalla morale cattolica.

L’insorgenza di gravidanze in presenza di IUD è stata anche riportata, senza particolari conseguenze però né per la madre né per il feto, con parti del tutto normali. L’efficacia degli IUD varia da una percentuale di insuccessi del 10,8 con modelli di vecchio tipo, a una di 1,1% con i modelli più recenti. Per quest’ultimo quindi l’efficacia non si discosta molto da quella degli estroprogestinici orali.

Innocuità ed effetti collaterali

I modelli più recenti di IUD sono del tutto innocui. A parte l’assoluta mancanza di effetti collaterali, gli unici problemi che si possono avere localmente sono: perdite ematiche e stillicidio per periodi più o meno lunghi, di solito dopo l’inserzione, ma che cessano per non ripetersi nei cicli successivi; dolori al basso addome e in sede lombosacrale, dovuti all’accentuata contrattilità  uterina, ma anch’essi transitori; l’insorgenza di endometriti (infiammazioni acute o croniche dell’endometrio).

In passato sono stati riportati inconvenienti come l’espulsione spontanea dello IUD, dovuta nella maggior parte dei casi a cattiva scelta del modello e della misura e, inconveniente più grave, la perforazione dell’utero con espulsione dello IUD in cavità  peritoneale.

La donna portatrice di IUD deve sottostare ad un controllo ginecologico periodico e assiduo, per verificare la corretta posizione del dispositivo e prevenire eventuali complicanze, quali endometrite, cervicite o eventuali lesioni della parete uterina.

Spirale intrauterina: accettabilità 

Riguardo all’accettabilità, anche questo metodo contraccettivo presenta il vantaggio di non interferire con l’atto sessuale e non richiede né calcoli né sforzi mnemonici. Fino al 1980, in tutto il mondo erano stati inseriti più di 48 milioni di IUD, e si ha motivo di ritenere che in questi anni, il numero sia notevolmente aumentato.

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