'L'iperemesi gravidica mi stava consumando' - GravidanzaOnline

“Le altre donne incinte erano raggianti, io mi stavo consumando”

La storia della modella Sheridyn Fisher, che durante la gravidanza ha combattuto con un disturbo particolarmente debilitante, l'iperemesi gravidica.

L’iperemesi gravidica è una condizione seria, e intendo che hai un forte vomito, nausea costante e solitamente comporta un’eccessiva perdita di peso, disidratazione, stanchezza costante, mal di testa provocati dal vomito, dolori fisici cronici e una continua sensazione di annebbiamento. Tenere giù il cibo è una sfida quotidiana“.

A togliere il velo, ancora una volta, sul disturbo che interessa una donna incinta su 100 è stata la modella australiana Sheridyn Fisher, in un lungo post su Facebook. La giovane mamma ha descritto la debilitazione fisica, graduale, che ha accompagnato la sua gravidanza: non solo una nausea perenne, ma episodi di vomito che portano alla disidratazione e, nei casi più gravi, necessitano di ricovero in ospedale.

Se hai l’iperemesi gravidica i rimedi naturali generalmente non sono di alcun aiuto, e probabilmente ti ritrovi a combattere per la vita di tutti i giorni. Alzarti la mattina è faticoso e i compiti quotidiani diventano una lotta costante. Il vomito diminuisce a gravidanza inoltrata, ma la debolezza del corpo, il dolore cronico e la disidratazione possono durare fino alla fine.

E alle difficoltà fisiche, racconta, si aggiungono quelle psicologiche: “Può essere un momento di grande solitudine, e se hai già dei bambini piccoli è una delle sfide più complicate che una mamma può affrontare durante la gravidanza, soprattutto se non ha aiuto o supporto“.

La sua testimonianza, spiega la modella, vuole essere parte di quel supporto, perché condividere una stessa difficoltà aiuta ad affrontare un momento che, già delicato di suo, in presenza di una patologia debilitante diventa ancora più difficile. “Cerchi di rimanere positiva e il più possibile in salute per il piccolo che sta crescendo, provi a non colpevolizzarti e ad allontanare la paura di fare del male al bambino.”

I pensieri positivi, però, continua Sheridyn nel post, si scontrano con la realtà quotidiana di chi affronta l’iperemesi in gravidanza: “È mentalmente, fisicamente ed emotivamente debilitante, la vita ti sembra immobile nel buio mentre provi del tuo meglio per cavartela giorno dopo giorno. La famiglia e gli amici possono rimanere sconvolti o fare fatica a capire perché devi cancellare gli impegni semplicemente perché non hai le forze di muoverti, in certi giorni, e puoi sentirti molto, molto sola“.

La solitudine, però, può, e dovrebbe, trovare un appoggio: “Molte donne cercano o dovrebbero cercare un supporto psicologico in questo periodo, perché può essere un momento molto buio“.

Alla gravidanza ci si riferisce sempre come al periodo “più bello” nella vita di una donna, piccoli fastidi a parte. Ma non è così. Per molte donne quegli stessi fastidi impediscono di vivere con serenità i mesi di gestazione, per altre a fare la differenza è una forte difficoltà emotiva.

Mentre le altre mamme sono raggianti per la loro gravidanza, che sembra quasi una passeggiata, tu non riesci nemmeno a guardarti nello specchio, perché davanti a te trovi una persona irriconoscibile. Anche se sai che non appena il bambino nascerà tutto si sistemerà, quel viaggio di 9 mesi con l’iperemesi ti schiaccia. Il giudizio degli altri, soprattutto le mamme, perché appari “malaticcia o troppo magra“, i commenti maligni e i giudizi ignoranti riguardo il peso o per il fatto di essere “non in salute per il bambino”, non aiutano qualcuno che soffre di iperemesi, portano solo a chiudersi di più. Supportare le mamme che stanno soffrendo e incoraggiarle è il modo migliore per aiutarle.

Per non far sentire sole le donne che ne soffrono, conclude Sheridyn, “la cosa migliore che puoi fare è essere comprensivo e aiutarle, far sentire il tuo supporto e provare a capire che vivono alla giornata, a seconda di come si sentono. Lascia loro lo spazio di cui possono avere bisogno ma cerca di esserci se serve. L’iperemesi fa schifo, davvero, e ancora, è ok non essere ok, cercare aiuto e riceverlo. Le madri dovrebbero essere supportate in questo“.

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