Con i termini co-parenting e co-genitorialità si identificano la genitorialità condivisa, al di fuori da legami sentimentali o logiche di convivenza. I co-genitori per intenderci sono quelle persone che collaborano nello svolgimento del proprio ruolo di genitori – con tutti i diritti, doveri e responsabilità che esso comporta – senza però essere legati sentimentalmente da una relazione, e senza condividere la stessa casa.

Co-genitori e co-genitorialità: cosa si intende?

Il termine co-genitorialità è usato per riferirsi alla relazione educativa che i genitori instaurano col figlio. I due adulti condividono gli stessi doveri verso il bambino. Proprio per questo, l’espressione indica più specificamente il modo in cui i genitori collaborano scegliendo uno stile educativo univoco e condiviso; gestiscono tra loro il conflitto in modo maturo; si pongono come primo obiettivo il bene del figlio.

Solitamente, le situazioni di cogenitorialità nascono dopo una separazione, quando i genitori, pur separati, rimangono necessariamente in contatto tra loro, sia per la gestione pratica della vita del figlio, ma anche e soprattutto per la sua crescita e il suo percorso educativo.

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Dopo una separazione

Co-genitori si diventa principalmente dopo una separazione o un divorzio. Le coppie che decidono di anteporre il bene del figlio agli egoismi personali spesso optano per questa scelta, più facile per tutti, e che offre la prospettiva di una vita più serena per il bambino.

Non dovranno infatti ricorrere a costosi avvocati, tribunali, alle lotte per stabilire il tempo che il figlio dovrà trascorrere con ciascuno dei genitori o di quelle per la custodia del figlio. Diventerà tutto più facile; l’organizzazione del tempo trascorso insieme è più flessibile quando entrambi i genitori sono disposti a collaborare tra loro, per il bene del figlio.

Molti di loro non si sentono neppure genitori single ma, appunto, co-genitori, perché sanno di poter contare sempre sull’altra figura di riferimento genitoriale, centrale tanto quanto la propria nella vita del bambino. Questo approccio può attuarsi anche in assenza di un’esatta ripartizione del tempo che il bambino deve trascorrere con ognuno dei due adulti, ma venendosi incontro a seconda delle esigenze. I benefici per il bambino e la sua serenità sono enormi.

La co-genitorialità elettiva

Non si diventa co-genitori soltanto dopo una rottura. Ultimamente, sta prendendo piede sempre di più un’altra forma di co-genitorialità, quella cosiddetta elettiva.

Oggi la sfera dei diritti individuali si è ampliata rispetto al passato, anche a seguito dei progressi della scienza e della tecnologia. Esistono nuove possibilità che ampliano il dominio della scelta delle persone, rendendo possibile prendere decisioni etiche a priori, come quelle che riguardano i diritti riproduttivi, realizzare desideri un tempo impensabili e irrealizzabili, come la possibilità per una coppia sterile o omosessuale di diventare genitori.

La co-genitorialità elettiva è in questo senso una scelta che viene fatta ancor prima che il bambino nasca e sia concepito. Diverse persone, sentendo il desiderio di diventare genitori, cercano un partner con cui realizzarlo, senza che questo scardini gli equilibri di una vita da persona single. Magari decidono di farlo con un amico o amica di vecchia data, una persona con cui condividono gli stessi valori di vita, ma di cui non sono innamorati, con cui non condividerebbero una casa e una vita insieme.

Ultimamente, il web è diventato un canalizzatore di questo tipo di dinamiche. Online si trovano annunci di persone che vorrebbero un figlio e sono in cerca di un partner per farlo. Queste persone non cercano, e spesso non vogliono, una relazione sentimentale; ma soltanto qualcuno con cui poter realizzare l’obiettivo di fare un figlio e con cui accordarsi per essere, appunto, “co-genitori”.

Co-genitorialità in Italia

In Italia non esiste una legge che regolamenti la co-genitorialità. Il sito co-genitori.it è un portale dove aspiranti genitori possono mettersi in contatto per conoscersi. Ci sono annunci di ricerca di co-genitori e donatori di seme.

Tuttavia, ricordiamo che in Italia la fecondazione assistita è consentita per le coppie che naturalmente non possono avere un figlio; e che la pratica della maternità surrogata, conosciuta anche come “utero in affitto”, è vietata.

Le ragioni dei co-genitori

Quando una coppia si separa, le ricadute negative sul bambino possono essere serie. In questo senso, l’approccio della co-genitorialità può aiutare il bambino e i genitori stessi ad attraversare i momenti difficili che seguono la separazione. Tutto parte perché i genitori sanno che gli interessi del bambino vengono prima di tutto.

Scegliere di essere co-genitori diventa il modo più efficace per mettere al centro il benessere del bambino, costretto a cambiare le proprie abitudine dopo la rottura; il bambino viene protetto dai danni maggiori e acquista sicurezza nel lungo termine.

Un figlio di genitori separati o divorziati avrà una vita più facile, serena e aperta ai cambiamenti se i genitori gli dimostrano di andare d’accordo nelle scelte che lo riguardano e di non essere sempre in conflitto tra loro.

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