Influenza nei bambini, come prevenirla e curarla - GravidanzaOnLine

Malanni di stagione: i consigli della pediatra per difendere i bimbi

Con l'arrivo della stagione fredda si presentano, puntuali, anche le forme influenzali: l'esperto ci spiega come prevenire e curare i malanni dei bambini.

Qualche “etciù” di troppo e la mamma premurosa è pronta a correre dal pediatra, qualche linea di febbre e la “gita” in pronto soccorso pediatrico è assicurata. Niente di strano: quando ad ammalarsi sono i più piccoli la preoccupazione, come la prudenza, non è mai troppa. È utile però distinguere i normali raffreddamenti stagionali da condizioni più serie che necessitano di cure mediche.

Abbiamo chiesto alla pediatra, la dottoressa Maria Maranò, come distinguere i normali malanni di stagione da condizioni più serie, e come comportarsi in un caso e nell’altro.

Perché i bambini si ammalano così spesso?

Innanzitutto è bene ricordare che ogni anno si presentano le solite malattie autunnali e invernali: questo accade per una serie di motivi, tra cui il fatto che il cambio di stagione sottopone l’organismo, dell’adulto come del bambino, a una certa quantità di stress. Le modifiche non riguardano solo il clima ma anche le abitudini del bambino, che dopo il periodo di vacanza viene riammesso in comunità e ricomincia la scuola o l’asilo nido.

Sono luoghi notoriamente a più alto rischio di sviluppare infezioni respiratorie, del tutto normali in ambienti dove i bambini si trovano insieme e lo scambio di germi e batteri è più facile.

Il sistema immunitario dei bambini è meno sviluppato rispetto a quello degli adulti, ed è meno maturo: per questo i più piccoli vanno incontro più di frequente a questo tipo di patologie, che da loro passano facilmente anche ai fratelli, ai genitori, ai nonni etc.

Le infezioni respiratorie, in particolare, sono molto frequenti: l’Oms stima che il 10% dei decessi nel mondo sono legati ad una qualche patologia respiratoria, che colpisce soprattutto in età pediatrica e gli anziani. Si tratta comunque di malattie che hanno una bassa morbilità, cioè di per sé non sono pericolose ma lo diventano se a contrarle è la popolazione più fragile.

L’infezione virale nei bambini molto piccoli è a più alto rischio di complicazioni batteriche, proprio per l’immaturità del loro sistema immunitario.

Quali sono le cause dell’influenza?

bambino con la febbre

L’autunno e l’inverno sono per eccellenza le stagioni dei malanni, e dell’influenza in particolare. L’influenza è causata nell’80% dei casi da forme virali che interessano le alte vie respiratorie e si manifestano con i classici raffreddori e starnuti che non arrivano a interessare le vie respiratorie profonde ma possono complicarsi in un secondo momento dando origine a bronchiti e broncopolmoniti.

Bisogna distinguere le diverse tipologie di influenza: in autunno si assiste alla diffusione delle cosiddette “parainfluenze“, che, di fatto, sono solo un “assaggio” di quel che arriverà poi. Responsabili delle parainfluenze sono i paramyxovirus, che sono presenti durante tutto l’anno ma in questo particolare periodo provocano anche infezioni acute nelle vie respiratorie dei bambini, con tosse e raffreddore e in alcuni casi anche laringotracheiti e tracheiti: si tratta di condizioni che nei bambini piccoli possono richiedere il ricovero in ospedale, non tanto per l’aggressività del virus ma per la giovanissima età dei pazienti.

Diverso è il discorso dell’influenza vera e propria, che è legata ad un altro tipo di virus, detti orthomyxovirus, che si presentano soprattutto tra dicembre e gennaio.

Parainfluenza o influenza? Come distinguerle

bambino malato

Il primo tipo di influenza, o parainfluenza, arriva come detto in autunno, è più leggera e scompare da sola in due-tre giorni. Il secondo tipo invece, cioè l’influenza vera e propria, si manifesta con intensità maggiore e spesso diventa una vera e propria pandemia che costringe a letto milioni di persone. La sua gravità è variabile e dipende soprattutto dalla presenza o meno di altre patologie e dall’età della persona colpita.

Il virus dell’influenza invernale muta ogni anno e ha una sintomatologia più severa rispetto alle forme parainfluenzali. In particolare si distingue per:

  • durata: l’influenza dura più a lungo e anche il post-influenza ha una durata maggiore
  • intensità: si manifesta con febbre alta e tosse persistente
  • evoluzione: ha maggiore probabilità di evolvere in bronchiti e polmoniti

I sintomi invece sono più o meno quelli di un normale raffreddamento, come tosse e naso che cola, ma anziché risolversi in pochi giorni dura più a lungo.

Come si cura l’influenza

influenza di stagione

Nel caso del raffreddamento stagionale non è necessario fare una diagnosi specifica: le forme sono sempre virali, non esistono farmaci mirati per l’influenza. Trattandosi di virus non serve l’antibiotico e il trattamento terapeutico è indirizzato alla cura dei sintomi e non all’infezione in sé.

Se invece l’influenza dà origine a complicazioni batteriche a livello respiratorio come bronchiti e broncopolmoniti si ricorre all’antibiotico.

Per quanto riguarda la febbre è opportuno ricordare che l’aumento della temperatura è un meccanismo di difesa del sistema immunitario per uccidere i microbi, a 38,5 gradi i virus non sono più in grado di moltiplicarsi. Sopprimere la febbre sempre e comunque non aiuta, è importante invece mantenere il bambino idratato e, se la febbre supera i 38,5 gradi o se il bimbo è molto abbattuto si possono usare farmaci antipiretici. In linea generale, però, stroncare la febbre non è garanzia di guarigione, perché si agisce sul sintomo ma non sulla malattia.

Se la febbre persiste è invece opportuno chiamare il medico, per trattarla adeguatamente.

Si può prevenire l’influenza?

prevenire l'influenza

Se le infezioni stagionali fanno parte della normalità, ciò tuttavia non impedisce di mettere in campo alcune misure preventive, che valgono tanto per gli adulti quanto per i bambini, volte ad aumentare le difese immunitarie.

Ecco alcuni consigli per prevenire l’arrivo dell’influenza:

  • curare l’alimentazione: una dieta ricca di verdura e frutta di stagione è fondamentale per diminuire il rischio di influenza.
  • mantenere l’idratazione: l’influenza porta a perdere liquidi, che vanno reintegrati come pure i sali minerali per garantire una corretta guarigione.
  • rispettare i tempi: perché il raffreddore o l’influenza guariscano ci vuole del tempo, e cercare di anticipare la guarigione mandando il bambino a scuola, ad esempio, non appena scesa la febbre, può essere controproducente. È invece necessario che il bimbo recuperi le energie.
  • riposare: il riposo è molto importante per favorire il naturale decorso della malattia

Oltre a questi accorgimenti anche terapie complementari come l’omeopatia e la fitoterapia possono aiutare a rafforzare le difese immunitarie preparando l’organismo a combattere i virus.

In linea generale, con l’arrivo dell’inverno, del freddo e dei virus di stagione è consigliabile riposare e mangiare bene.

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