Bronchite nei bambini: cause, sintomi e trattamento - GravidanzaOnLine

Bronchite nei bambini: i consigli del pediatra per riconoscerla e curarla

Quanti giorni devono stare a casa i bambini con bronchite e dopo quanto possono uscire? Quali sono le cause di questa patologia comune nei piccoli e come si cura? Risponde il pediatra Antonio Di Mauro.

Se il bambino tossisce, probabilmente ha qualcosa che non va. Nell’immediato, o quasi, i genitori si allertano, cercano di capire se era un solo colpo o una vera e propria tosse, cercando di capire “da dove arriva” il colpo di tosse. Il più delle volte si parla di bronchite nei bambini, una infiammazione dei bronchi, che infastidisce anche le vie aeree.

È una patologia molto comune nei più piccoli, che può essere virale o batterica. Abbiamo voluto approfondire questa tematica con cui mamma e papà devono districarsi in inverno, come in estate, con il consulto del pediatra Antonio Di Mauro.

Bronchite nei bambini: le cause

Le cause della bronchite nei bambini sono moltissime. Le più comuni, come sottolinea il dottor Di Mauro, sono:

Infettive, irritative, tra cui fumo, agenti ambientali irritanti, aria troppo secca, presenza di corpo estraneo e allergie.

In genere è possibile distingure la bronchite nei più piccoli in base alla sua durata. Si parla di bronchite acuta se questa è provocata da un virus, come rinovirus, adenovirus e virus parainfluenzali. Quelle classificate come subacute e croniche possono più di frequente essere causate da batteri.

Bronchite nei bambini: sintomi e diagnosi

Una semplice tosse può scatenare molta ansia nei genitori, perché questa, il più delle volte, è il sintomo per riconoscere la bronchite nei bambini. Aggiunge il pediatra:

La tosse può essere accompagnata da presenza di naso chiuso, ipertrofia-iperemia dei turbinati, sinusite, che presenta la classica secrezione mucopurulenta. E in alcuni casi è possibile che il bambino presenti febbre e anche vomito.

I genitori devono prestare molta attenzione alla durata della tosse e riportare al pediatra quanto osservato. In genere basta comunicare da quanti giorni è presente il sintomo. Di Mauro specifica:

Una tosse che dura meno di 10 giorni e che, almeno in prima battuta non mostra altri sintomi, è da considerarsi una bronchite virale. Una tosse che dura più di 10 giorni, ed è anche accompagnata da altri sintomi, richiede maggiori accertamenti e una pronta terapia.

La diagnosi è per lo più clinica. Dopo che il pediatra avrà auscultato il bambino, fornirà una classificazione della bronchite, che potrà essere:

  • secca, se sono presenti ronchi;
  • grassa, se sono presenti rantoli;
  • asmatiforme, se sono presenti gemiti o fischi.

Spesso quando si parla di bronchite è possibile che si parli anche di broncopolmonite, ovvero un’infiammazione che coinvolge anche i polmoni. Per escludere questo coinvolgimento, si procede con un esame radiologico diagnostico.

Nel caso in cui il pediatra sospetti una tosse di natura allergica, invece, richiederà di effettuare una serie di prick test per pneumoallergeni così da individuarne la possibile causa.

Bronchite nei bambini: precauzioni

La bronchite nei bambini si può prevenire, spiega il medico:

Uno strumento utile è l’allattamento al seno, perché nel latte materno ci sono sostanze che stimolano il sistema immunitario del bimbo. Bisogna inoltre eliminare del tutto l’esposizione del bambino al fumo passivo, prestare attenzione alla cura della pervietà del naso e osservare le comuni pratiche di igiene personale ed ambientale: tutte queste sono precauzioni utili.

Oltre a questi accorgimenti si può agire preventivamente anche dal punto di vista medico, aggiunge il dottore:

La vaccinazione contro l’influenza e, ad esempio, quella contro la pertosse, sono gli interventi profilattici di maggiore efficacia.

Ma un bambino con bronchite quanto tempo deve stare a casa? Oppure può uscire? Queste sono i quesiti che i genitori si pongono maggiormente.

Il punto è che non esiste una risposta certa e unica, aggiunge Di Mauro, perché tutto dipende dall’eziologia, dalla temperatura esterna e dal tipo di bronchite: se asmatica, è meglio tenere il bimbo in casa; se dipende da un’allergia, come quella da polvere, allora è meglio farlo stare all’aperto il più possibile.

Bronchite nei bambini: cure e trattamenti

Tossisce e il pediatra ha sancito che si tratta di bronchite, che fare ora? Sarà proprio lo specialista a fornire una risposta certa, indicando la terapia da seguire. Conclude il pediatra:

In caso di infezione virale, la terapia è solo sintomatica. Se si tratta, invece, di infezione batterica, è indicata una terapia antibiotica mirata. Lavaggi nasali e steroidi topici possono essere di supporto in caso di sinusite. L’aerosol con steroidi e broncodilatatori può essere un aiuto in caso di forme allergiche.

Di Mauro specifica infine che non è dimostrata l’efficacia della medicina alternativa per curare la bronchite nei bambini.

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