Lo stafilococco, e in modo particolare lo Staphylococcus aureus, è uno dei principali responsabili di infezioni nosocomiali (quelle contratte in ospedale) in età pediatrica. È quanto riportato dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SiTiP) che aggiunge come questo batterio può essere responsabile non solo di infezioni alla cute e ai tessuti molli ma anche infezioni invasive come sepsi, artriti settiche, osteomieliti e polmoniti.

La particolarità e l’attenzione verso l’infezione da stafilococco nei bambini è legata alla diffusione di questi batteri, alla loro gravità e invasività e, ancora, alla capacità di resistere al trattamento con alcuni antibiotici.

Cos’è lo stafilococco?

Quando si parla di stafilococco si fa riferimento a un gruppo di batteri che, come spiegato dal Royal Children’s Hospital di Melbourne, sono comunemente presenti nel corpo umano, in modo particolare sulla pelle o nel naso delle persone sane. Se ne conoscono circa 40 diverse tipologie e lo Staphylococcus aureus è, aggiunge il Manuale MSD, il più pericoloso tra tutti i batteri appartenenti al genere degli stafilococchi. Si tratta di batteri Gram-positivi che si diffondono tramite il contatto diretto, l’utilizzo di un oggetto contaminato, ingerendo alimenti contaminati o tramite l’inalazione di goccioline infette.

Un recente studio segnala come negli ultimi dieci anni si sia verificato un aumento dello Staphylococcus aureus meticillino-sensibile (MSSA) che ha sostituito lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) tra gli agenti patogeni responsabili di malattie infettive. L’aspetto critico è anche la resistenza antimicrobica di questi batteri continua a svilupparsi tanto da richiedere nuove terapie e modalità di prevenzione.

Se in passato, spiega il portale WebMD, raramente lo stafilococco causava problemi rilevanti anche per la possibilità di trattare le infezioni con gli antibiotici negli ultimi anni si è verificato un aumento significativo dei ceppi di infezione da stafilococco resistenti agli antibiotici. Fino a qualche anno fa le infezioni erano diffuse solitamente nei malati cronici e nei pazienti ospedalizzati; oggi si trovano anche nelle persone sane, compresi i bambini.

L’infezione da stafilococco nei bambini

Il batterio dello stafilococco, come anticipato, è presente in alcuni soggetti senza che questi contraggono l’infezione. Queste persone vengono chiamati portatori che possono quindi trasmettere lo stafilococco tramite contatto diretto o indiretto e causare un’infezione. L’infezione da stafilococco nei bambini si può verificare anche a seguito di tagli e ferite con il batterio, prima presente solo sulla pelle, che entra nel corpo causando la malattia.

Le infezioni da stafilococco più comuni sono le infezioni cutanee (responsabili della formazione di ascessi), le infezioni del sangue, l’endocardite, l’osteomielite e la polmonite.

Inoltre esistono ceppi di Staphylococcus aureus che producono tossine responsabili di intossicazione alimentare da stafilococco, sindrome cutanea combustiforme e sindrome da shock tossico (una condizione grave e progressiva che provoca anche lo scompenso di diversi organi).

Il portale MedlinePlus indica quali sono i principali soggetti a rischio di un’infezione da stafilococco: coloro che hanno malattie croniche (come diabete, malattie vascolari, eczema e malattie polmonari), un indebolimento del sistema immunitario, sono ricoverate in ospedale, sono sottoposti a un intervento chirurgico e hanno riportato ustioni.

I neonati e le donne in allattamento, così come l’influenza, le malattie polmonari croniche e le patologie croniche della cute sono altri fattori di rischio di contrarre un’infezione da stafilococco. Il Cleveland Clinic aggiunge come l’infezione da stafilococco nei bambini può provocare anche impetigine e orzaiolo.

I sintomi e la diagnosi

Diagnosi-stafilococco-nei-bambini
Fonte: iStock

L’infezione da stafilococco nei bambini si manifesta generalmente con la comparsa di un gonfiore e arrossamento intorno alla zona della ferita, una ferita che non riesce a rimarginarsi completamente, febbre e la formazione di croste di colore giallastro e piene di pus.

Altri sintomi dipendono dal tipo di infezione; nel caso della polmonite si ha anche respiro affannoso, tosse con espettorato e febbre alta, le infezioni del sangue febbre alta persistente e shock, l’osteomielite brividi e dolore osseo e l’endocardite insufficienza cardiaca con difficoltà respiratorie.

La diagnosi di un’infezione da stafilococco nei bambini avviene mediante valutazione medica per quel che riguarda le infezioni cutanee e tramite coltura di campione di sangue o di altri liquidi corporei per le altre tipologie. Le diagnosi di laboratorio condotte sul sangue e sui liquidi corporei consentono di confermare la diagnosi e indicare quali antibiotici siano più efficaci contro quel tipo di batterio.

In caso di sospetto di osteomielite si sottopone il paziente a una radiografia, una risonanza magnetica, una scintigrafia ossea o una tomografia computerizzata.

Come trattare lo stafilococco nei bambini

La cura dell’infezione da stafilococco nei bambini dipende dalla tipologia. Per le infezioni cutanee si valuta innanzitutto il drenaggio della ferita e, per le infezioni ossee, anche l’intervento chirurgico per la rimozione del materiale infetto. Il trattamento principale prevede la somministrazione di antibiotici che possono essere disponibili in creme, unguenti, farmaci per via orale o per via endovenosa.

Le conseguenze e i rischi

Un’infezione da stafilococco non trattata può risultare fatale. È importante completare sempre il trattamento antibiotico e non sospenderlo quando si ha un miglioramento dei sintomi. Inoltre lo stafilococco può provocare patologie anche gravi come infezioni cutanee, polmoniti, endocarditi, osteomieliti, artriti infettive e, ancora, sindrome da shock tossico, sindrome della cute ustionata e intossicazione alimentare che oltre a essere dolorose e compromettere la qualità della vita possono essere associate a un decorso grave e in alcuni casi potenzialmente mortale.

È quindi fondamentale investire sulla prevenzione che passa innanzitutto da un’accurata e regolare igiene delle mani e, in presenza di un’infezione, non condividere asciugamani, lenzuola, vestiti o accessori personali. In presenza di una ferita o una lesione cutanea è consigliato tenerla coperta con un cerotto o una medicazione per evitare il contatto diretto con i batteri.

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  • Bambino (1-6 anni)