La vita dopo un trapianto di utero. La storia di una mamma francese e della sua bimba

Una gravidanza dopo un trapianto di utero: la medicina negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e in Francia, proprio nei giorni scorsi, un'altra bambina è nata da una mamma che ha subito un trapianto. Una storia da raccontare per parlare di speranza.

Nascere senza utero, doverci rinunciare per una patologia congenita o una malattia. Una storia che accomuna tante donne, le quali, insieme al fulcro nevralgico del loro apparato riproduttivo spesso devono rinunciare anche all’idea di diventare madri, se questo progetto era nei loro piani. Eppure la scienza e la tecnica, così come la medicina, negli ultimi anni sono riusciti a compiere un piccolo miracolo: quello di far seguire, a un trapianto di utero, una gravidanza portata a termine nel migliore dei modi.

L’ultimo in ordine di tempo è una neonata nata in Francia da una donna di trentasei anni a cui è stato trapiantato l’utero per via di una malattia congenita. Non è la prima volta che un bambino nasce da un utero trapiantato: come riporta Medical Press, che ha raccontato la storia della prima neonata francese nata dopo un trapianto di utero a febbraio 2021, la letteratura medica cita, ad oggi, circa 20 nascite dopo un trapianto. La bambina di Deborah, così si chiama la donna che ha partorito al Foch Hospital fuori Parigi, è nata alla 33ª settimana di gravidanza e sta bene: un vero successo della medicina, per i dottori che l’hanno fatta venire al mondo. La foto del Dottor Ayoubi, primario del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale francese, che tira in alto i pollici dopo la nascita della piccola è quasi poetica.

Deborah è nata senza utero: come riporta l’equipe del Foch Hospital, soffre di una patologia molto rara che si chiama sindrome di Rokitansky, che colpisce circa 1 donna su a 4,500. Ha ricevuto il trapianto di utero nel 2019 e nel 2020 è rimasta incinta della sua bambina.

Cos'è la sindrome di Rokitansky e cosa succede alle donne che ne soffrono

Storie come quelle di Deborah, per fortuna, oggi non sono più tanto rare. La rivista Lancet, già nel 2015, raccontava quella di una donna – la prima in assoluto nel mondo – a essere riuscita a portare a termine una gravidanza dopo un trapianto di utero, avuto in dono da una donna (viva) di 61 anni. Grazie alla fecondazione in vitro, questa donna svedese con suo marito ha potuto diventare madre dopo un anno dall’operazione, per limitare i rischi di rigetto. La coppia ce l’ha fatta nonostante le remore, le difficoltà e la congenita impossibilità di procreare a causa della stessa sindrome rara che ha colpito alla nascita Deborah, la donna francese che ha dato alla luce la sua bambina post-trapianto il febbraio scorso.

Altri casi di gravidanza dopo trapianto dell’utero sono stati riportati dalle riviste specializzate come esempio di successo e avanzamento della medicina per la cura dell’infertilità. Dal primo caso in Svezia nel 2014 ci sono stati altri casi documentati di nascite a circa un anno dal trapianto, come quello riportato sempre da Lancet  di una donna brasiliana che ha partorito nel 2017.

Intanto, la ricerca continua. All’ospedale francese dove una bambina nata dopo trapianto dell’utero ha appena visto la luce, grazie a questo piccolo successo verranno portati avanti nuovi studi su altre 10 donne. Un percorso necessario per aiutare chi nasce o deve rinunciare all’utero a prendere una nuova, inaspettata strada.

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