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33ª settimana di gravidanza

Con la metà dell'ottavo mese si avvicina il momento del parto: cosa succede alla mamma e al bambino durante la trentatreesima settimana di gravidanza, quali sono gli esami da fare e quali le cose utili da sapere.

L’ottavo mese sta per concludersi, e per le donne che lavorano potrebbe iniziare il congedo di maternità. Il bambino si muove in continuazione ed è abbastanza grande da poter fare intravedere le sue ginocchia o i gomiti attraverso la pancia.

Trentatreesima settimana di gravidanza: la mamma

Il seno della futura mamma si sta ingrossando ancora e si sta preparando a produrre il latte, che in questa fase potrebbe anche iniziare a farsi vedere con delle leggere fuoriuscite. Non tutte le donne osservano tali perdite, e non significa che il corpo non è in grado di produrre latte: si tratta di uno degli effetti dell’ormone lattogeno placentare, che viene prodotto dal feto stesso e trasmesso alla donna attraverso la placenta attivando la produzione del latte che inizierà subito dopo il parto.

Il liquido giallo che può uscire dal seno “spremendo” i capezzoli è il colostro, e sarà il primo pasto del neonato. Si tratta di un liquido denso e giallastro che contiene più proteine, minerali, ma meno grassi: dopo il parto tenderà a cambiare di giorno in giorno, in proporzione ai bisogni del neonato, fino ad essere sostituito dal latte vero e proprio. Per garantire la produzione di latte, poi, oltre agli ormoni serve anche la suzione del bambino: sarà proprio lui a favorire la produzione del liquido.

Se i capezzoli sono poco sporgenti o piatti (capezzoli introflessi) può è utile stimolarli quotidianamente (tirandoli leggermente) per dar loro la giusta forma: un aiuto arriverà anche dagli ormoni, e in molti casi il seno si preparerà spontaneamente all’allattamento.

Trentatreesima settimana di gravidanza: il bambino

I polmoni del feto hanno ormai raggiunto una buona maturazione e il liquido tensioattivo che permetterà agli alveoli di dilatarsi al momento del suo primo respiro è sufficiente. Un bimbo che nasce prematuro intorno a questa età gestazionale ha ottime probabilità di avere un respiro del tutto autonomo, senza dover ricorrere ad aiuti dall’esterno.

Ora il peso è circa 2 kg. Lo circonda circa un kg di liquido amniotico, che tende a variare di quantità. Entro certi limiti piccole variazioni di quantità non sono patologiche, ma un liquido scarso (oligoamnios), o peggio assente (anidramnios), o un liquido particolarmente abbondante (polidramnios) potrebbero rivelare dei problemi. Per questo motivo il medico osserverà con attenzione i parametri e la pancia della mamma.

Trentatreesima settimana di gravidanza: gli esami da fare

Nel corso della trentatreesima settimana di gravidanza alla donna vengono prescritti nuovi esami del sangue e delle urine. A questi si aggiunge un tampone vaginale per la ricerca del batterio dello streptococco, che può provocare infezioni al neonato: se il test risultasse positivo il medico potrebbe prescrivere una terapia antibiotica per prevenire il rischio di infezione.

L’ecografia del terzo trimestre, nota come ecografia di accrescimento, serve per valutare la posizione del feto e la sua dimensione, e per controllare la quantità di liquido amniotico presente nell’utero.

Trentatreesima settimana di gravidanza: le cose da sapere

Tra i dubbi che accompagnano le future mamme c’è quello relativo al dolore del parto. Circa il 10% delle donne sostengono che i dolori da parto sono molto forti, mentre un altro 10% di donne dice di non avere provato dolore. Il restante 80% si trova nel mezzo tra le parti: in ogni caso ogni esperienza è a sé, e nessun parto (come nessuna gravidanza) è uguale a un altro.

Le donne che hanno seguito, per esempio, corsi preparto, tendono a riportare esperienze di parto più positive rispetto a quelle che dei corsi non ne hanno mai sentito parlare. Infine la percezione del dolore nell’essere umano in genere risente di molti fattori individuali, come l’educazione, le paure, il vissuto di precedenti esperienze e molto altro.

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