Parto indotto con fettuccia: cos'è, rischi e testimonianze di chi l'ha provato

Temuta da molte gestanti, l’induzione del parto è una pratica sempre più diffusa: secondo alcuni dati, infatti, è impiegata in circa il 30% dei casi. Il parto indotto con fettuccia è una delle tecniche utilizzate, che prevede un rilascio graduale di ormoni per facilitare il travaglio.

Ma come funziona esattamente?

Parto indotto con fettuccia: cos’è?

L’induzione al parto con fettuccia – il cui termine tecnico è IPT, induzione al travaglio di parto – è una delle procedure mediche più comunemente utilizzate per interrompere l’evoluzione della gravidanza con l’obiettivo di ottenere un travaglio attivo.

Si tratta di un metodo farmacologico, che si differenzia dalle altre tecniche di parto indotto meccaniche (catetere trans-cervicale), chirurgiche (scollamento delle membrane) e farmacologiche (gel o endovenosa di ossitocina) per l’utilizzo di ormoni a rilascio graduale.

Come funziona il parto indotto con fettuccia

La cosiddetta “fettuccia” è un dispositivo medico – Propess è il nome della più diffusa – a forma di nastro imbevuto di dinoprostone (un ormone della famiglia delle prostaglandine), che viene inserito all’interno della vagina per stimolare la dilatazione della cervice uterina e provocare le contrazioni dell’utero, stimolando il travaglio per raggiungere la fase attiva.

Di solito si usa questo metodo quando non si registra ancora alcuna modifica nell’utero: la fettuccia viene quindi lasciata in vagina per 24 ore in attesa che comincino le condizioni iniziali di travaglio, monitorando il benessere materno e fetale a intervalli regolari durante le 24 ore. Nei casi in cui la tecnica non abbia successo, la procedura può essere ripetuta, reinserendo la fettuccia più volte.

Parto indotto con fettuccia: quando si effettua?

In generale, l’induzione del parto può essere effettuata in diverse fasi della gravidanza, tendenzialmente a partire dalle 38 settimane, a seconda del motivo per cui si rende necessaria. Questo può accadere nei casi in cui la gravidanza raggiunga le 42 settimane – si parla in questi casi di gravidanza protratta – o in presenza di rischi per la madre o il bambino: riduzione della crescita fetale o, al contrario, crescita eccessiva, ma anche in presenza di patologie come la colestasi gravidica, il diabete gestazionale o la preeclampsia.

Si procede con l’induzione anche nei casi in cui dopo la rottura prematura delle membrane (quella che comunemente chiamiamo “rottura delle acque”) non inizi il travaglio attivo nell’arco di 12 ore.

Rottura delle acque: come si riconosce e cosa fare

Il parto indotto con fettuccia può rappresentare una soluzione vantaggiosa in molti di questi casi, perché è tendenzialmente associato a un minor rischio di sofferenza fetale, ma l’impiego di questo metodo rispetto agli altri disponibili deve valutata caso per caso dallo specialista.

Parto indotto con fettuccia: rischi e controindicazioni

I rischi del parto indotto con fettuccia sono in linea di massima gli stessi delle altre tipologie di IPT, fermo restando che, secondo le linee guida della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) in collaborazione con le associazioni di settore AOGOI e AGUI, le controindicazioni al parto indotto coincidono con quelle in cui è controindicato il parto vaginale.

Trattandosi però di un metodo farmacologico, possono esserci delle controindicazioni legate ad allergie o a condizioni quali anemia, diabete, ipertensione o ipotensione e, più in generale, a patologie e disturbi che si sono presentati nel corso della gravidanza.

Questa tipologia di induzione non è indicata, inoltre, nelle persone che hanno subito interventi all’utero – in particolare tagli cesarei – o in presenza di una sproporzione tra il canale vaginale e la grandezza della testa del feto, a causa dell’utilizzo del dinoprostone, ma anche se il bambino non è posizionato correttamente o la madre ha già partorito più di tre volte.

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Conseguenze e post-parto

Secondo alcune donne, il parto indotto sarebbe più doloroso e la fettuccia, sebbene esponga a minori rischi di sofferenza il feto, rischia di allungare i tempi del travaglio.

Sebbene l’esperienza del dolore sia molto personale, è vero che la stimolazione artificiale delle contrazioni non rilascia le endorfine, fondamentali per attenuare il dolore: per questo, al parto indotto viene generalmente associata l’anestesia epidurale, ovviamente se la partoriente la richiede e nei casi in cui è possibile effettuarla.

Nei casi di parto indotto, inoltre, è possibile che nel post-parto si verifichino perdite ematiche più abbondanti. Secondo diversi studi, addirittura,

anche in pazienti a basso rischio l’induzione del travaglio, indipendentemente dal metodo utilizzato, è associata a un rischio maggiore di PPH (Postpartum hemorrhage, emorragia post-parto) rispetto al travaglio spontaneo.

Parto indotto con fettuccia: le testimonianze di chi l’ha provato

Le esperienze condivise sul forum di GravidanzaOnLine non sono univoche, soprattutto per quanto riguarda la durata del travaglio: ogni parto è infatti un’esperienza a sé, così come ogni soglia del dolore è individuale, come mostrano le parole di chi ha provato il parto indotto con fettuccia:

per la seconda induzione invece mi fu applicata la cosiddetta fettuccia…..beh devo dire che per me fu’ un esperienza piu dolorosa ma fortunatamente anche velocissima. – kla75

Per l’induzione hanno usato una specie di fettuccia che una volta inserita nell’utero deve fare effetto in 24 ore.

A mezzogiorno, dopo circa 2 ore, mi sono cominciati i primi dolori ma erano sopportabilissimi. Alle 14,35 ero di 5 cm quindi decidono di rompermi le membrane. Alle 15 ero di 10 cm e alle 15,25 è nata Gaia.

Anch’io avevo molta paura dell’induzione e invece… – Enjoy

Parto indotto: le testimonianze delle donne che l'hanno provato

Io invece ho fatto l’induzione con fettuccia di postaglandine, non ero per niente dilatata e non avevo ancora contrazioni… poi in quattro ore ho fatto tutto, appianamento, dilatazione ed espulsione :ok Ho sofferto sì perché le contrazioni erano molto intense e ravvicinate, però credo di aver fatto abbastanza presto considerando che era il primo parto… – ro77

fettuccia di gel applicata ore 10; primi dolori intorno alle 13 subito abbastanza forti e regolari ogni 2 minuti, ma niente dilatazione; monitoraggi e visita a cadenze regolari ore 24 ancora dilatazione 2 cm (SECONDO LORO) io avevo dolori forti e pressochè continui, all’una sono andata in bagno ho espulso la fettuccia e avvertito forte bisogno di spingere, visita al volo in bagno, perchè non riuscivo a muovermi… dilatazione completa sala parto e alle 2.05 era nato. quindi molto intenso e con andamento strano (prima niente dilatazione poi in un’ora 8 cm :perplesso ) cmq veloce – marinastella

Articolo originale pubblicato il 25 marzo 2022

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