Episiotomia: cos'è, conseguenze e guarigione - GravidanzaOnLine

Episiotomia: temuta dalle donne, sconsigliata dall’OMS

Cause, rischi e controindicazioni dell’episiotomia o peritoneotomia, un intervento chirurgico effettuato durante il parto per facilitare l'espulsione del neonato che consiste nell'incisione del perineo durante la fase di espulsione.

Si definisce episiotomia (o perineotomia) l’intervento chirurgico che prevede l’incisione del perineo della donna durante il travaglio per facilitare il parto.

Con l’episiotomia si interviene per variare, aumentando, l’apertura vaginale. Sebbene la sua estrema diffusione, questa pratica rimane sempre un intervento chirurgico a tutti gli effetti, che può dare numerose complicazioni.

Episiotomia: come e perché si effettua

Intervento chirurgico non privo di complicanze per la donna, l’episiotomia è spesso consigliata dal ginecologo per facilitare la fine della fase espulsiva. Con l’incisione del perineo, si intende ridurre i tempi del parto e le sofferenze della donna e del nascituro nell’immediato, aumentando l’apertura della vagina.

Introdotta in ostetricia dalla metà del XVIII secolo in poi, ha raggiunto il suo picco di diffusione sul finire dello scorso millennio. Si stima, infatti, che negli anni ‘80, il “taglietto” sia stato praticato sulla quasi totalità delle donne al loro primo parto. Nonostante la mancanza di dati scientifici relativi ai possibili benefici di questo intervento condotto con una frequenza esasperata.

Molti ginecologi italiani consigliano questo tipo di intervento al fine di alleggerire la pressione sul perineo della puerpera. Una pressione eccessiva potrebbe provocare lacerazioni e stiramenti muscolari con prolasso dell’utero e incontinenza urinaria e fecale nella donna.

Nel bambino, invece, potrebbe ridurre l’incidenza di traumi cranici, migliorare un parto distocico (con distocia della spalla) e prevenire il rischio di asfissia. Questo punto di vista, però, non trova riscontro negli ultimi studi scientifici che, invece, evidenziano ben pochi benefici per madre e nascituro e solo in casi davvero ristretti.

Tipi di episiotomia

Per effettuare un’episiotomia, il ginecologo può avvalersi di tre orientamenti:

  • Mediano: l’incisione procede dalla vulva verso l’ano e si parla di “incisione longitudinale” che incide solamente i tendini, non i muscoli. È meno dolorosa e dà minor sanguinamento, sebbene presenti un rischio maggiore di successive lacerazioni.
  • Paramediano: l’incisione procede dalla vulva con orientamento laterale e si parla di “incisione trasversale”
  • Mediolaterale: l’incisione procedere dalla vulva verso la natica destra con un angolo compreso tra i 40° e i 60°, si parla di “incisione obliqua”.

La scelta è in carico al chirurgo che deve valutare in base alla morfologia della donna e alla presentazione del feto. A cui si aggiungono eventuali altri fattori già noti o nuovi, legati allo specifico momento.

Tendenzialmente, l’incisione mediana viene considerata quella più conservativa e con minori potenziali complicanze. Come da indicazioni OMS, l’episiotomia si effettua in anestesia locale e necessita di consenso informato firmato dalla donna sottoposta a intervento.

Episiotomia: le conseguenze

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è espressa contro la pratica dell’episiotomia così diffusa e frequente. Tale pratica è stata, infatti definita “dannosa, tranne in rari casi”. Non c’è motivo, dunque, secondo l’OMS di consigliarla e praticarla “a tappeto” così come avviene in alcuni Paesi.

In Italia, per esempio, le proiezioni dell’Istituto Superiore di Sanità parlano di una diffusione molto alta di questo intervento nelle sale parto.

Anonimo

chiede:

I dati ufficiali che risalgono ai primi anni del nuovo millennio hanno stimato un tasso di perineotomia molto alto. Pare che l’episiotomia venga praticata con un’alta percentuale (60,4% al nord, 66,1% al centro, 79% a sud) dei parti naturali sul suolo italiano.

Una recente e controversa indagine Doxa sulla violenza ostetrica, condotta nel 2017 e contestata dall’AOGOI, ha evidenziato un dato medio del 54% di episiotomia su parto naturale.

Episiotomia: tempi di guarigione e come facilitarla

Gli aspetti controversi sull’episiotomia riguardano specialmente il decorso post partum della paziente.

Nei giorni immediatamente successivi all’evento, la donna potrebbe avvertire dolori e fastidio alla parte incisa. I tempi di guarigione risultano relativamente stretti, cieca di 7-10 giorni, che possono prolungarsi fino a 30-60 giorni.

Vi sono, inoltre, alcune testimonianze di donne che lamentano scompensi anche a distanza di molti mesi dal parto (incontinenza, difficoltà nei rapporti sessuali, fastidio).

Per facilitare la guarigione della ferita, si possono adottare alcuni accorgimenti utili e facili da seguire:

  • innanzitutto, prima del parto è consigliabile il massaggio del perineo al fine di distendere tutta la parte che sarà interessata dal parto. Riuscendo, spesso, ad evitare l’episiotomia in fase espulsiva.

Se, però, il taglio è ormai stato fatto, meglio fare di tutto per agevolare la pronta guarigione:

  • ove possibile, evitare di rimanere in piedi per lungo tempo;
  • quando seduta, invece, usare la ciambella per evitare di comprimere eccessivamente la parte operata;
  • durante l’allattamento, preferire la posizione sdraiata;
  • è consigliabile, curare particolarmente l’igiene intima cambiando spesso l’assorbente, e sciacquando la zona con un sapone disinfettante molto delicato;
  • in caso di difficoltà a scaricarsi, evitare spinte o sedute troppo lunghe. Una supposta di glicerina potrebbe agevolare lo sblocco per recuperate la corretta funzionalità intestinale.

In caso di dolore persistente e difficile da sopportare, consultare sempre il medico prima di assumere eventuali analgesici.

Episiotomia e rapporti sessuali

Come tutti gli interventi chirurgici, l’episiotomia può provocare alcuni fastidi e dolori nel post-partum. Oltre a questi, nelle donne sottoposte a questa incisione si riscontra un’elevata incidenza di dispareunia, ossia di dolore durante il rapporto sessuale.

La ripresa del sesso dopo il parto è una pratica importante sia per l’uomo che che per la donna. In questo modo, infatti, si ritrova l’intimità talvolta affievolita durante la gravidanza. Permette, inoltre, di recuperare quel ruolo di uomo e donna e di partnership amorosa, scoprendo così che si possono affiancare perfettamente al nuovo ruolo di padre e madre.

L’eventuale compromissione, anche temporanea, di questo “rapporto da recuperare” a causa dell’episiotomia può generare molto stress, dispiacere e dolore sia negli uomini che nelle donne.

A questo si aggiunge che, se l’incisione é stata suturata in maniera non magistrale, se si presenta una eventuale retrazione della cicatrice e se i tessuti perdono la fisiologica elasticità, può venire compromessa anche la sessualità. Si presenta, così, dolore cronico, scarsa lubrificazione, forte fastidio.

Per restituire alla donna il suo giusto slancio sessuale, è indispensabile restituirle la piena integrità anatomica e funzionale dell’area pelvica e dei genitali.

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