Mild stimulation, quando la procreazione si fa gentile (ed economica) - GravidanzaOnLine

Mild stimulation, quando la procreazione si fa gentile (ed economica)

Mild stimulation, la stimolazione leggera delle ovaie: cosa è e i suoi vantaggi.

Donne senza figli che alla soglia o oltre i 40 anni sono pronte a creare una famiglia, ma anche aspiranti madri che non hanno una disponibilità economica elevata o che, dopo diversi tentativi non riusciti, cercano una strada più sostenibile, anche psicologicamente, alla maternità.

Per tutte loro il concepimento di un bambino oggi è più naturale grazie alla Mild stimulation, la “stimolazione leggera“ delle ovaie, fatta di trattamenti brevi e con un dosaggio contenuto di farmaci che riducono le complicazioni e i costi.

È questa l’ultima frontiera in fatto di stimolazione ovarica e offre una serie di vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale di stimolazione. Primo tra tutti, il rispetto della fisiologia della donna che si rivolge alla procreazione assistita per avere un figlio, contando su un approccio più “gentile” in grado di ridurre l’invasività fisica e psichica della procedura.

=> La Stimolazione Ovarica nell’Inseminazione

Vantaggi della Mild stimulation

Il dosaggio ormonale minimo della Mild stimulation è sufficiente a stimolare l’ovulazione prima della fecondazione. Gli Studi scientifici che raffrontano la stimolazione classica con la Mild evidenziano tutti i benefici della nuova tecnica. L’uso di minori quantità di gonadotropine e per un arco inferiore di tempo rende il trattamento meno complesso e riduce le interferenze con la fisiologia ovarica.

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La Mild stimulation – spiega il Dott. Jürg Stamm, primario del Centro Cantonale di Fertilità dell’Ospedale regionale “La Carità” di Locarno – evita alla donna una sovramedicalizzazione consentendo comunque il recupero di ovociti adeguati per la fecondazione in vitro. La tecnica è di facile comprensione e attuazione per le pazienti, anche perché, non inibendo l’attività ipofisaria, rimane il più vicino possibile alla fisiologia naturale della risposta ovarica. Con la Mild, inoltre, il costo di una FIVET (fecondazione in vitro ed embrio-transfert) è di circa il 30% inferiore a quello di una stimolazione classica, mentre le percentuali di successo valutate nell’arco di un anno, cioè il numero di bambini nati, non mostra variazioni tra la FIVET con stimolazione Mild e quella tradizionale”.

Perfetta per le donne sopra i 38-40 anni, la Mild stimulation è indicata anche per giovani sotto i 30 anni con ovaio policistico. La tecnica riduce il rischio di complicazioni come la sindrome da iperstimolazione ovarica, che può portare alla trombosi e la cui incidenza in forma severa, grazie alla Mild, viene dimezzata. Nelle pazienti che si sottopongono al trattamento, poi, si riscontrano minori effetti collaterali quali lo stress e i fastidi addominali, un calo degli abbandoni durante il trattamento e dei sintomi depressivi se il primo ciclo di trattamenti non porta al concepimento.

La Mild stimulation è una tecnica ‘gentile’ ma estremamente valida – sottolinea il Dott. Marco Buttarelli, caposervizio del Centro Cantonale di Fertilità -. Riduce l’incidenza dei parti gemellari al 15%, non interferisce sulla qualità degli ovociti e degli embrioni e può portare a una migliore ricettività dell’endometrio. Questo perché con la Mild non si raggiungono gli elevati livelli di estradiolo causati dalla stimolazione tradizionale, che sono associati a un effetto negativo sull’impianto embrionale. Nel nostro Centro, dove la Mild è praticata con successo dal 2006, centinaia di donne sono ricorse a questa tecnica, che ha permesso alle future mamme di evitare lo stress psicofisico e gli effetti collaterali causati da dosi massicce di ormoni“.

Biografia

  • Fauser Bart C.J.M. et al., “Mild ovarian stimulation for IVF: 10 years later”, Human Reproduction, vol. 25, n. 11, 2010 (http://humrep.oxfordjournals.org/content/25/11/2678.full.pdf);
  • Verberg M.F.G. et al., “Mild ovarian stimulation for IVF”, Human Reproduction Update, vol.15, n.1, 2009 (http://humupd.oxfordjournals.org/content/15/1/13.full.pdf).

Articolo originale pubblicato il 28 novembre 2012

Categorie

  • Infertilità di Coppia