Sindrome del bambino scosso: cause e conseguenze - GravidanzaOnline

Sindrome del bambino scosso: perché non bisogna “scuotere” un bimbo che piange

Per esasperazione alcuni genitori tentano di calmare il pianto del neonato scuotendolo con forza: le conseguenze di questo gesto possono essere drammatiche.

Piange per interminabili minuti che diventano ore, non sembra esserci un modo per calmarlo e l’esaurimento dei genitori è dietro l’angolo: per esasperazione e sfinimento il bambino viene scosso, per “farlo smettere” e interrompere un pianto che pare non avere fine.

Le conseguenze di questo gesto, però, possono essere drammatiche: si stima che tre bambini su 10mila soffrano di quella nota come Shaken baby syndrome, la “Sindrome del bambino scosso“, chiamata anche “Abusive head trauma”.

Cos’è la sindrome del bambino scosso?

Lo scuotimento di un neonato è considerato a tutti gli effetti una forma di maltrattamento e può avere forti ripercussioni sulla sua salute, che può risultare seriamente compromessa e accompagnarsi a deficit fisici e cognitivi.

La sindrome si osserva soprattutto nei bambini molto piccoli e consiste nell’afferrare con forza il neonato alle braccia o al torace, per poi scuoterlo per alcuni secondi. Spiega la Società italiana di neonatologia:

Si tratta in genere di bambini tra i 4 e i 6 mesi, non solo perché essi necessitano di cure costanti che possono esasperare genitori fragili, ma anche perché il loro capo è pesante rispetto al corpo e i muscoli del collo ancora non sono in grado di sostenerlo adeguatamente.

Sintomi e conseguenze della sindrome del bambino scosso

Il movimento ripetuto e violento della testa e del corpo, anche senza colpire superfici rigide, può avere serie ripercussioni sul successivo sviluppo psicofisico del bambino, e si manifestano non solo nell’immediato ma anche dopo diverso tempo. Spiega la Sin:

La sindrome del bambino scosso rappresenta una forma di maltrattamento che può avere conseguenze drammatiche e la cui reale incidenza può essere davvero difficile da stabilire, non solo per la complessità della diagnosi, ma anche perché molte vittime non giungono all’attenzione dei medici.

Il bambino che viene scosso violentemente può presentare diversi sintomi e conseguenze:

Le conseguenze cliniche immediate sono vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, irritabilità e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio. A lungo termine i bambini possono presentare difficoltà di apprendimento, cecità, disturbi dell’udito o della parola, epilessia, disabilità fisica o cognitiva. È importante non sottovalutare i primi segni da parte del piccolo, campanello d’allarme per una corretta diagnosi.

Secondo la Sin tra i fattori di rischio riscontrati nei neonati con tale sindrome si trovano famiglia monogenitoriale, età della madre inferiore a 18 anni, uso di alcol e droghe, disoccupazione, episodi di violenza familiare e disagio sociale. La manifestazione di violenza spesso non è consapevole e l’intento non è di far male al bambino, ma si verifica allo scopo di “consolare” il neonato che piange senza sosta.

Come calmare il pianto del bambino

Finché non impara a parlare o ad emettere versi e soprattutto nelle prime settimane e nei primi mesi di vita il bambino può comunicare solo attraverso il pianto, che sia per esprimere fame, sonno, caldo o freddo, desiderio di essere coccolato o cambiato e qualsiasi altro stato d’animo.

In nessun caso scuoterlo è la soluzione da adottare per tranquillizzarlo o far cessare il suo pianto. L’unica cosa che i genitori possono fare (anche se non è la più semplice) è armarsi di pazienza, cercare di intercettare il bisogno espresso dal bambino tramite il pianto e rispondere in modo adeguato.

Il pianto del neonato si può calmare cullandolo, avvolgendolo in una coperta per farlo sentire rassicurato, facendogli un massaggio sulla pancia e la schiena o portandolo a fare una passeggiata: magari l’effetto calmante non sarà immediato e il pianto non accennerà a smettere, ma certo non ci saranno conseguenze negative per la sua crescita.

Ti è stato utile?
Rating: 5.0/5. Su un totale di 2 voti.
Attendere prego...

Categorie