Pubalgia in gravidanza: cause, sintomi e rimedi - GravidanzaOnLine

Pubalgia in gravidanza: i consigli per alleviare il dolore

La pubalgia in gravidanza è un'infiammazione che rende difficoltosi movimenti semplici e quotidiani; si può tenere sotto controllo con alcuni esercizi.

La pubalgia in gravidanza interessa almeno una donna su dieci. L’infiammazione scompare dopo il parto, ma durante la gestazione rende faticoso svolgere anche le azioni più semplici e quotidiane: camminare, entrare e uscire dall’auto, piegarsi, vestirsi, salire le scale, girarsi nel letto.

Può essere tenuta sotto controllo sia con un trattamento farmacologico sia aiutandosi con rimedi naturali e, soprattutto, con esercizi specifici che se eseguiti con costanza aiutano a rilassare e mantenere elastica la zona interessata, limitando i dolori.

Pubalgia in gravidanza: i sintomi

La pubalgia si presenta come un’infiammazione che interessa alcuni muscoli del bacino (o pelvi) e il muscolo adduttore della coscia, attaccato proprio alla sinfisi pubica. Per questo il caratteristico dolore intenso e sordo all’inguine che la contraddistingue a volte si irradia anche all’interno coscia e verso la zona lombare della schiena.

Il dolore si manifesta quando si sta troppo a lungo sedute o durante alcuni movimenti quotidiani molto normali e innocui; più raramente, si avverte durante i rapporti sessuali.

Pubalgia in gravidanza: le cause

Le cause sono diverse. Innanzitutto, l’eccessiva sollecitazione di muscoli e il particolare sforzo a cui viene sottoposta la zona pubica, dovuti all’aumento di volume dell’utero, con conseguente aumento di peso.

Giocano un ruolo importante anche i cambiamenti ormonali che portano a un maggiore rilassamento di muscoli, tendini e legamenti, più inclini a infiammarsi.

La situazione si aggrava col passare dei mesi, in cui si continua a prendere peso, per questo è importante stare attente e seguire alcuni consigli per tenere sotto controllo la patologia e impedirne il peggioramento.

Pubalgia in gravidanza: i rimedi e i consigli

La donna colpita da pubalgia può alleviare i dolori e i fastidi con alcune accortezze quotidiane. Infatti è consigliabile:

  • indossare scarpe basse;
  • non sollevare pesi o spingere oggetti pesanti (come il carrello al supermercato);
  • evitare le scale;
  • tenere sotto controllo il peso cercando di non prendere più di 11 kg nei nove mesi;
  • cercare di non stare sedute troppo a lungo ed evitare di incrociare o accavallare le gambe;
  • cambiare spesso posizione, camminare e alzarsi spesso;
  • dormire con un cuscino fra le gambe;
  • sedersi correttamente poggiando la schiena allo schienale della sedia, così da non portare il peso in avanti e comprimere la pancia;
  • quando si è in piedi non far gravare il peso su una sola gamba, ma distribuirlo su entrambe le gambe.

Pubalgia in gravidanza: alcuni esercizi utili

pubalgia in gravidanza esercizi

Di grande aiuto contro la pubalgia è sicuramente lo sport. Quelli più adatti sono lo yoga e il nuoto: spesso alcune piscine organizzano corsi appositamente per donne in gravidanza, da cui si possono trarre molti benefici.

Esistono poi esercizi di ginnastica specifici per il recupero di tono ed elasticità dei muscoli del bacino, ma resta comunque importante non affidarsi al caso né fare di testa propria, ma consultare il medico prima di procedere.

  • Esercizio 1: in caso di pubalgia risulta utile la posizione Yoga della farfalla. Si parte da seduti, con la schiena dritta e le gambe piegate, mentre i piedi si toccano con le piante. I talloni poggiano a terra e si tengono le caviglie con le mani. Una volta in posizione, oscillare le ginocchia leggermente, senza spingere con forza verso il basso, ma anzi rilassando gli arti, proprio a mo’ di battito d’ali di una farfalla;
  • esercizio 2: la posizione di partenza è sdraiati sulla schiena con gambe e braccia distese. L’esercizio consiste nel piegare il ginocchio al petto e poi stendere la gamba verso l’alto, alternativamente prima destra e poi sinistra;
  • esercizio 3: anche stavolta si comincia seduti, con gambe distese in avanti. Piegare la gamba all’indietro, in modo da toccare il fianco con la pianta del piede e poi inclinare il busto all’indietro. Ripetere alternativamente l’esercizio con una gamba e con l’altra.
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