Translucenza nucale di 2 mm in una paziente di 27 anni… - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gent. dott. Annona e gent.li dottori, avevo scritto a novembre circa i
miei esami che le riporto di seguito. Ho 27 anni e sono alla prima gravidanza, ho ritirato il tritest
effettuato alla 16ma +1. Risultato rischio per s.di Down 1 su 25000, rischio
per DTN 1 su 14.000. BPd 36mm il 19/10/04. Avevo fatto in precedenza la
translucenza a 11 +3 e il risultato peggiore delle tre misurazioni era 2.00
mm, le altre erano 1.7/.1.8 con difficoltà nella misurazione poiché non era mai in posizione favorevole, quindi avevano calcolato un rischio 1:1420 con SETTO NASALE VISUALIZZATO e CRL 54.6. Ora chiedo a Lei o ai suoi colleghi: Sono alla 30^ settimana e alla 21+3 ho eseguito l’ecografia morfologica di
cui vorrei dirvi i risultati: diam bipar. 52,6; circonf. addome 15,7; circ.
cranica 19,2; femore 37,8; omero 35,6; cervelletto 23,3; ventr. cerebr.
post. 5,3; visualizzati colonna, orbite e un lungo elenco di organi tutti
nella norma per l’epoca gestazionale.
Non so se fare anche una eco 3d per stare più tranquilla, ma comunque anche con una tn mi è parso di capire non bassissima ma comunque nella norma, può essere che
poi sia tutto a posto o devo per forza preoccuparmi? La 3d potrebbe darmi a questo stadio
indicazioni utili e attendibili?
Nella vs esperienza, anche con tn come la mia, la maggioranza erano poi bimbi
sani o per amnio magari effettuate negative?
Grazie, futura mamma in ansia

Gentile Lisa, mamma troppo in ansia,
una translucenza nucale di 2 mm in una paziente di 27 anni non è considerata allarmante. È vero che siamo più felici di misure inferiori, ma per avere rilevanza i valori devono superare i 2,5 mm e più, e i casi di feto Down che mi sono capitati avevano tutti una translucenza superiore ai 2,8 mm. La valutazione va comunque fatta con l’ausilio del software della Fetal Foundation di Londra che considera anche gli altri parametri, come età e dimensioni del feto. Se lei è alla 30a settimana, il discorso diagnosi prenatale non ha più senso, se non per aggiungere ansia all’ansia, in quanto qualunque risultato non le sarebbe di alcuna utilità. Tanto valeva fare l’amniocentesi a 16 settimane, se poi non si accettano i risultati dei test di screening e a 30 settimane ancora ci si chiede come sarà il bimbo. L’ecografia 3D, a mio avviso non aggiungerà nulla all’ecografia tradizionale. Per quanto i miei colleghi la consiglino a larghe mani, non è ancora dimostrato che consenta diagnosi altrimenti non possibili. È vero invece, che una volta individuato un problema, integrare lo studio del caso con la tridimensionale aiuta a definire meglio la diagnosi e l’entità del problema; e non è il suo caso. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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