Incubi ricorrenti nel primo trimestre di gravidanza - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buon giorno, ho 31 anni e sono in attesa del mio secondo figlio. Specifico che sono all’undicesima settimana di gravidanza e sono sotto controllo medico perché ho sofferto di infiammazione dell’utero (metrite annessite ecc). Le scrivo perché in questo periodo ho degli incubi notturni ricorrenti: sogno di perdere il bambino. Mentre il contenuto di questi incubi inizialmente riguardava delle perdite ematiche, la brutta notizia, il senso di pancia vuota, ora iniziano ad essere terrificanti nel loro evolversi, a tal punto che non riesco a descriverli minuziosamente.. Per darle un’idea sono un mix tra David Linch e Quentin Tarantino. Ammetto di avere il timore di perdere il mio bimbo, nella mia quotidianità cerco di essere positiva e serena. Mi sto chiedendo tuttavia, come mai ho questo genere di incubi che sembrano peggiorare col passare del tempo. In attesa di una sua risposta la ringrazio e le porgo i miei saluti.

Credo che i sogni le stiano dicendo che nonostante durante il giorno cerchi di razionalizzare e di essere serena, questa gravidanza le muove uno stato di preoccupazione e di ansia legati alla possibilità di problemi durante questi mesi. Li prenda per quello che sono, l’espressione dei suoi timori che possano esserci delle complicazioni, e se sente che l’angoscia data da queste immagini aumenta, provi a elaborare queste paure con il suo ginecologo, con un’ostetrica o con un servizio di sostegno psicologico presso il Punto Nascita a lei vicino, se presente. La gravidanza è luogo di sensazioni ed emozioni a volte contrastanti, e se nei primi mesi di gestazione ci sono state delle problematiche, la paura che si ripresentino e che la gravidanza possa non andare a buon fine sono logiche e comprensibili. Se lo stato di ansia e di paura è tollerabile, cerchi di farsi rassicurare dal punto di vista medico, se sente che è troppo per lei, allora credo sia importante parlarne, anche perchè, come tutte le paure, è più utile dar loro un nome che cercare di non guardarle in faccia. Spaventa sempre di più ciò che non si conosce o non si vuol vedere, di quello che si guarda in faccia e a cui si dà un nome.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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