Serena

chiede:

Salve dottore, ho iniziato ad aprile una procedura di ICSI e vorrei se possibile un chiarimento. Le riassumo qui sotto tutto il percorso:

  • 27/04: prelievo ovocitario
  • 02/05: Transfer di 1 blastocisti in 5° giornata
  • 12/05: prelievo del sangue, beta 77. Incinta
  • 19/05: prima ecografia transvaginale (5+1): camera gestazionale visibile, beta 1617.
  • 26/05: ecografia a 6+1: camera gestazionale con sacco vitellino,  5+5, beta 15400.
  • 02/06: ecografia a 7+1: camera senza struttura embrionale, sacco vitellino non pià visibile. Diagnosi di aborto mancato. Sospensione della terapia di progesterone e attesa.
  • 09/06: niente sanguinamento. Risultato ecografia: camera con grosso sacco vitellino e piccolo embrione (corrispondente secondo le sue misure a 6+3 settimane), senza attività cardiaca. Quindi non in linea con le ormai 8+1 settimane di gravidanza presunte. Avvio Stimolazione di aborto con terapia medicinale.

Ora la mia domanda è: com’è possibile che una settimana prima si vedesse solo la camera senza sacco e embrione, e una settimana dopo si rivede il sacco vitellino e per la prima volta l’embrione? Può succedere? Era forse il caso di aspettare ancora o le dimensioni fanno comunque propendere per un’anomalia? Grazie in anticipo per la disponibilità. Cordiali Saluti.

Buongiorno signora, innanzitutto mi spiace per l’accaduto. Deve sapere che il motivo alla base della frequenza così serrata dei controlli ecografici a inizio gravidanza è finalizzato da una parte a certificare la gravidanza in utero e dall’altra a capire se quella in utero sia una gravidanza in evoluzione. Nelle primissime fasi di gravidanza  si fanno numerosi controlli associati all’andamento delle beta HCG, che aiutano il ginecologo a rendersi conto del tipo di evoluzione della gravidanza.

Nel suo caso è possibile che la gravidanza sia stata evolutiva fino ad un certo punto, oltre il quale poi si è arrestata. Si tratta di una condizione molto frequente: pensiamo che fino a una donna su tre ha un aborto nella propria storia ostetrica. Nella maggior parte dei casi non è ascrivibile a null’altro che a un’anomalia cromosomica casuale che non ha permesso alla gravidanza di andare avanti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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