Francesca

chiede:

Buongiorno, mia figlia di 4 anni e mezzo vorrebbe stare solo con il papà. Mi sono separata da circa 2 anni, quando lei aveva 1 anno e mezzo (ora ne ha 4 e mezzo) e da un paio di anni vuole stare solo con suo padre. Premetto che sono rimasta nella stessa casa coniugale mentre il mio ex marito è tornato a vivere dai suoi genitori, che la nostra bimba adora. Adora anche le cugine, gli zii, gli amici del papà con cui è stata sempre a contatto e che io, dopo la separazione dal padre, non ho più visto.

Purtroppo questo stesso ambiente da me non lo ritrova: in casa mia vengono solo i nonni e, talvolta il mio compagno, che ha conosciuto. Ma il discorso parenti, amici ed amichetti da me non sussiste. È capitato che andassimo a dormire a casa del mio compagno, senza obbligarla, ma chiedendole in anticipo se poteva essere una cosa piacevole per lei. Apparentemente l’ho sempre vista serena e contenta. Dico apparentemente perché al padre, invece, dice che non vuole che la mamma stia con lui e che anche lei non vuole stare con lui.

A questo si aggiunge il fatto che quando sta con me mi dice sempre che vorrebbe essere con il padre, che vorrebbe andasse lui a prenderla all’asilo e non io, che vorrebbe dormire con lui e non con me. Dalle sue parole si evince che considera “casa” quella del papà e non la nostra. Il 99% delle chiamate avute col papà inizia sempre con un “papà mi vieni a prendere”? Mentre quando la situazione è al contrario, con me non vuole nemmeno parlare al telefono: parla con chiunque le sta attorno, canta, balla, corre e fa di tutto pur di non rivolgermi la parola.

Qualche mese fa, il mio ex marito e io siamo andati assieme dalla psicologa per capire la maniera più corretta in cui dovevamo comportarci, ma non è cambiato nulla. I consigli erano quelli di non dare adito alle richieste della bambina, cercando di distrarla e cambiando discorso poiché erano solo capricci, dato che dalla mamma non vi era nessun pericolo evidente tale per cui non poteva starci. Abbiamo anche iniziato a farle incollare delle stelline sul calendario ogni qualvolta, nel corso della telefonata, lei non avrebbe pianto e fosse rimasta contenta nell’aver sentito l’altro genitore. Purtroppo nessuna di queste cose ha dato i frutti sperati.

Il mio ex marito è convinto che la soluzione ottimale sarebbe quella di far scegliere alla nostra bimba quando e quanto stare con mamma o papà, senza costrizioni di giorni ed orari prestabiliti. Io, invece, non ne sono convinta, per molteplici motivi: la tenera età di nostra figlia, la mancanza di stabilità, la mancanza di regole, l’impatto futuristico di questo suo “decidere” a soli 4 anni e mezzo, il non potersi organizzare e vivere sempre nell’attesa di questa sua decisione ecc. Potrebbe davvero essere una strada percorribile?

Gentile Francesca, rispondere a domande che riguardano la vita e gli affetti di ognuno di noi attraverso questo canale non è mai semplice perché di facile, quando si parla dell’intimità famigliare, non c’è mai nulla. Ogni situazione è differente dall’altra e si arricchisce di variabili e dettagli che credo non possano essere esauriti nella forma della breve fotografia come quella da lei riportata.

In ciò che lei racconta si evince una delicatezza che meriterebbe maggiori approfondimenti in sedi idonee. Quello che le posso dire e che forse suonerà come generico, è che i bambini hanno bisogno di tempo per elaborare le separazioni coniugali; un tempo che non è quantificabile nell’ordine di una quantità ma dipende dall’età e dalle risorse individuali di ognuno di noi.

Perché mamma e papà non stanno più insieme? Perché non posso avere una casa sola? Chi sono queste nuove figure che si affacciano nella mia vita? Sarà colpa mia? Non sono abbastanza per loro? Queste solo alcune delle domande che un bimbo potrebbe farsi di fronte a un qualcosa che non sa spiegare e che riguarda, di fatto, l’amore e i legami. In questo senso il capriccio , la gelosia e la colpa sono dinamiche che potrebbero essere “sintomo”del tentativo della bambina di padroneggiare contenuti di difficile lettura.

Sono d’accordo con lei sul fatto che occorre che gli adulti siano coesi sulle regole e i limiti imposti; dare alla bambina (di 4 anni) la possibilità di scegliere in autonomia con chi stare e quando è, a mio avviso, una responsabilità troppo grande e ardua da sostenere. Occorre che ci pensino gli adulti, che si facciano carico loro di queste scelte, a volte dolorose o intrise di contenuti emotivi, lasciando così al bambino la possibilità di comportarsi come tale, di fare il capriccio e di arrabbiarsi con la sicurezza che, dopo, sarà comunque coccolato dalla sua mamma e dal suo papà.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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