Feto con anse intestinali dilatate: cause e conseguenze | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno, sono al settimo mese di gravidanza. Mi hanno fatto un’ecografia di secondo livello e mi hanno detto che la bambina ha una dilatazione delle anse intestinali di 6mm. Dopo 20 giorni hanno ricontrollato e mi hanno comunicato che la dilatazione è cresciuta di altri 3 mm e adesso è di 9 mm. Vorrei avere un suo parere in merito: è una situazione preoccupante? Grazie.

Gentile Signora, il riscontro di anse intestinali dilatate può avere cause molto diverse. È importante rilevare, nel corso dell’esame ecografico, se le anse hanno peristalsi, ovvero movimenti, se vi è ascite, ovvero presenza di liquido nell’addome, se il liquido amniotico è aumentato. Occorre subito precisare che capita di vedere anse intestinali dilatate, ma senza movimento, riferibili a colon dilatato che fanno pensare a un ostruzione intestinale, ma alla nascita i bambini evacuano regolarmente e non presentano problemi.

Raramente la dilatazione del colon può essere legata ad atresia anale, ovvero alla presenza di un ano imperforato che impedisce l’evacuazione. La presenza di peristalsi si riferisce invece più frequentemente a un ostruzione del piccolo intestino, che può essere determinata da atresia ileale (ovvero un forte restringimento di un tratto del piccolo intestino), a un volvolo (ossia una torsione dell’intestino sul suo asse) o anche ad un ileo da meconio. In quest’ultimo caso si ha una perforazione intestinale con fuoriuscita di meconio in addome e consecutiva peritonite chimica. Alla base di questo problema vi è spesso la fibrosi cistica, una malattia genetica ad espressione variabile, con quadri clinici molto diversi fra loro.

La presenza di anse intestinali dilatate e di abbondante liquido amniotico fa pensare alla Malattia di Hirshpung; si tratta dell’assenza, in un tratto dell’intestino, del plesso nervoso che ne garantisce la peristalsi e quindi la possibilità di progressione del materiale in esso contenuto. Spesso è difficile stabilire la causa del problema prima della nascita. Occorre eseguire controlli ecografici ravvicinati per valutare l’evoluzione e, se necessario, intervenire chirurgicamente dopo la nascita.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande

Specializzazione

  • Ginecologo

Categorie