Apatia del bambino in quarantena: che fare? - GravidanzaOnLine

"La quarantena ha reso apatico mio figlio: cosa posso fare?"

Anonimo

chiede:

Salve dottoressa, le scrivo perché mio figlio, che ha tre anni, sta diventando piuttosto insofferente alla quarantena. Continua a chiedere di andare al parchetto e in casa sta diventando sempre più apatico. Ho paura che se l’isolamento durasse ancora a lungo, lui si spegnesse completamente. È sempre stato un bimbo molto attivo e solare e ora sono molto preoccupata. La ringrazio per il consulto.

I bambini sono chiamati a una durissima prova, così come le famiglie. Occorre riorganizzare la routine domestica senza stravolgere completamente quella esistente prima dell’emergenza sanitaria. Consiglio di organizzare la giornata del piccolo con attività ben separate e diversificate, a partire soprattutto da quelle che ama il bambino, aggiungendone di nuove. Vista l’età, i giochi Montessori sono adatti, e facilmente reperibili sul web. Sarà necessario, viste le manifestazioni di apatia, che venga accompagnato e coinvolto dall’adulto. È importante, inoltre, che il momento del gioco sia sempre separato da quello dei pasti, così come la nanna pomeridiana e l’addormentamento notturno siano curati con tutti i rituali del caso (il momento dell’igiene, le coccole, il racconto di una fiaba). La regolarità degli orari argina il senso di smarrimento, e consente al bambino di poter far affidamento sugli avvenimenti domestici. Usiamo parole semplici ma concrete per spiegare al piccolo perché non si può ancora andare al parco, permettiamogli di esprimere le sue emozioni rispetto all’isolamento coinvolgendolo in una discussione, magari quotidiana, in cui possa dire attraverso il gioco o il disegno come sta. Permettiamogli di arrabbiarsi, ne ha diritto! Consiglio inoltre di tenere il bambino in contatto con gli amichetti: una videochiamata avviata dai genitori permetterà al bambino di vedere il volto dell’amico, e di sentirsi meno solo in un mondo al momento privo di coetanei.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Psicologo

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