Anomalie arterie uterine e diabete gestazionale - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gent. Dottore,
ho eseguito 3 ecografie con flussimetria a distanza di 4 settimane una dall’altra e tutte hanno rilevato un’alta resistenza delle aa uterine, in particolare di quella sinistra. Precisamente i valori sono i seguenti: ecografia del 17/04/07 (sett. ecografica 20+1) PI art. omb. 1,51 RI dx 0,69 con notch, RI sx 0,84 con notch – ecografia del 16/05/07 (sett. ecog. 24+2) PI art omb 1,19 RI dx 0,68 con notch ridotto, RI sx 0,77 con notch – ecografia del 13/06/07 (sett.ecog. 28+2) PI art omb 1,34 RI dx 0,57 con notch ridotto, RI sx 0,81 con notch. Nelle prime due ecografie la biometria dava una media delle misure al 50° percentile per la 20+4 sett e per la 24+4 sett. Nell’ultima ecografia, pur rimanendo il femore piuttosto lungo (54,8mm), le altre misure (BPD, HC, AC) sono tutte al 50° percentile per la 28 sett. Il liquido amniotico è nella norma (falda max 60 mm) e la placenta è anteriore laterale destra. Mi è stato diagnosticato il diabete gestazionale dovuto probabilmente ad un intervento chirurgico dell’ottobre scorso nel quale mi sono stati esportati 13 cm di pancreas e la milza. Le sarei molto grata se potesse darmi un suo parere sulla situazione, se secondo lei c’è rischio di sofferenza fetale e se posso in qualche modo evitare qualsiasi pericolo per la mia bambina. Grazie

Redazione

Redazione

risponde:

Quando la placenta è situata lateralmente, il flusso nella arteria uterina controlaterale tende ad essere a maggiore resistenza anche in assenza di patologia. L’ideale sarebbe avere tutti e due i flussi perfetti, ma in caso di placenta lateralizzata è maggiormente importante il flusso dal lato placentare (che nel suo caso anche se tardivamente si è normalizzato). Volendo riassumere, nel suo caso aumenta di poco il rischio (e rischio non significa certezza) di gestosi, ipertensione gravidica e ritardi di crescita. In questi casi io consiglio alle mie pazienti l’aspirinetta (e in casi particolari l’eparina), per controbilanciare il rischio, richiedendo ogni 10 giorni circa esami urine, ed istruendo la persona a misurarsi la pressione arteriosa a casa, tre volte al giorno in orari differenti.
Si tratta di misure precauzionali. Ne parli con animo sereno con il suo medico.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ginecologo