Il nome Sergio, il cui onomastico si festeggia il 9 settembre, affonda le proprie origini nel termine gentilizio latino Sergius, la cui etimologia è tuttavia piuttosto incerta; per qualcuno potrebbe infatti significare “servo” o “guardiano”, dal latino servare, “custodire”, ma appare più probabile che le sue origini siano da ricercarsi nel popolo etrusco, e ormai da considerarsi indecifrabili.

Gentilizio indica l’appartenenza a una stirpe, e infatti il nome era quello portato dai membri della Gens Sergia, cui appartenne Lucio Sergio Catilina, che, stando alla leggenda, discendeva dal troiano Sergesto; il nome appare però brevemente anche negli Atti degli Apostoli, al passo 13:6-12, in cui è citato il proconsole Sergio Paolo.

Se nell’epoca imperiale romana divenne nome personale, trovò poi ampia diffusione nell’impero bizantino, nella sua forma greca, Σεργιος (Sergios); grazie al culto di vari santi, fra cui ricordiamo il martire romano san Sergio – da cui prende il nome la città di Sergiopoli – e san Sergio di Radonež, considerato il padre del monachesimo russo, e alla presenza di quattro Papi con questo nome, oltre a vari duchi di Amalfi e di Napoli, il nome è riuscito a tramandarsi di generazione in generazione.

In Italia il nome sta subendo una leggera flessione negli ultimi anni: se il picco si è raggiunto nel 2005, con 302 bambini chiamati Sergio, nel 2019 ci aggiriamo sui 181, ovvero lo 0,08% dei nuovi nati.

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  • Bambino (1-6 anni)