
Cos'è e come funziona il gioco euristico? La pedagogista ci spiega come favorirlo nei bambini sin dall'asilo, quali materiali servono e i diversi ...
La Sand play therapy o Terapia con il gioco della sabbia è un metodo di psicoterapia che sfrutta la creatività dell'individuo. Ecco come si applica nei bambini e quali sono i benefici.

La Sand play therapy è un metodo di psicoterapia analitica ideato da Dora Kalff, allieva del celebre psicoanalista Carl Gustav Jung. A partire dagli ultimi ultimi decenni la Sandplay Therapy ha avuto grande successo: si è estesa prima dalla Svizzera ad altri paesi europei, diffondendosi poi a livello internazionale come prassi terapeutica.
La metodologia, adatta a bambini, adolescenti e adulti, ha l’obiettivo di permettere al paziente di risolvere i suoi conflitti interiori ed elaborare vissuti personali, sfruttando il suo stesso potenziale creativo.
In Italia esiste un’Associazione per la Sandplay Therapy, l’AISPT, a cui ci si può rivolgere per informazioni più specifiche, se si vuole provare l’esperienza del metodo del gioco con la sabbia.

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La Sandplay Therapy è una terapia a basso costo: per iniziare bisogna avere soltanto una cassetta con della sabbia all’interno – magari con uno sfondo blu o azzurro per rievocare il mare e il concetto di acqua – e diversi oggetti, da utilizzare per creare un disegno, un quadretto nella sabbiera.
Gli oggetti, che variano per forma e consistenza, possono essere dei più disparati: figurine in miniatura che rappresentano dei personaggi umani, animali e alberi, minerali, elementi del paesaggio, o anche oggetti di uso quotidiano, come la stoffa o la carta.
Questa tecnica si adatta particolarmente bene ai bambini perché loro, per dare vita alle proprie emozioni, hanno bisogno di oggetti concreti. Per essere coinvolti emotivamente, infatti, quando sono molto piccoli, i bambini hanno bisogno di sfruttare le loro percezioni attraverso i 5 sensi. L’opportunità di modellare la sabbia e posizionare oggetti diversi nella cassetta per realizzare una creazione personale, attiva la loro fantasia e la loro immaginazione.
La cassetta contenente la sabbia è dotata di un significato ben preciso, perché rappresenta uno spazio di libertà, ma allo stesso tempo rimane uno spazio protetto. Attraverso la scelta degli oggetti da utilizzare e del loro posizionamento, il bambino dà vita a un vero e proprio quadro; costruirà, infatti, un’immagine complessiva, una rappresentazione personale per mezzo degli oggetti a disposizione, a partire dal suo stato d’animo e dalle emozioni che lo attraversano in quel momento. L’immagine che ne uscirà avrà una forza evocativa simile a quella dei sogni, e diventerà oggetto di interpretazione per lo psicoterapeuta.
La terapia del gioco con la sabbia si adatta particolarmente a bambini con disturbi del linguaggio, che nella manualità possono trovare una forma di espressione della loro fantasia privilegiata, un canale di comunicazione alternativo a quella verbale (in cui hanno più difficoltà).
Come abbiamo accennato, la metodologia della Sand Play Therapy combina l’espressione verbale con la creazione di immagini. Per questo motivo è uno strumento prezioso per i bambini con disturbi del linguaggio; ma anche per quei bambini che, essendo semplicemente perché più timidi e introversi, hanno difficoltà a comunicare ed esprimere a parole le loro emozioni e sentimenti.
Lasciando libero il bambino di esprimersi, di creare un proprio mondo fantastico attraverso la combinazione di immaginazione e manualità, questa tecnica lo aiuta a costruire la sua autonomia. Infatti il bambino dispone di numerosi oggetti: si trova quindi a dover scegliere, esprimendo e definendo le sue preferenze. Il tutto senza vincoli; in questo senso il terapeuta lascia il bambino completamente libero.
L’esperto si limita a condividere l’esperienza che il bambino vive e rielabora attraverso il gioco; accoglie le sue emozioni, senza intervenire direttamente. In questo senso, il terapeuta diventa una sorta di osservatore, che ha uno sguardo attento, favorisce il gioco ma non interferisce; da questo punto di vista, ricorda il ruolo dell’insegnante nel metodo Montessori.

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La Sand play therapy offre un canale semplice ed efficace dove il bambino riesce a dare una forma simbolica ai suoi vissuti profondi che, attraverso il potere curativo del contatto con la sabbia, affiorano spontaneamente, conferendo loro un significato che ne permette l’elaborazione attiva e sana.

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