Con l’inizio dello svezzamento il bambino assaggia alimenti diversi, ed entra in contatto con sapori, colori e consistenze nuove. Tra gli alimenti da preferire per l’alimentazione del neonato non manca la frutta, che con le sue proprietà nutritive garantisce l’apporto di vitamine e minerali naturali importanti per la crescita. Ma quale frutta preferire? E quando iniziare a introdurla?

L’alimentazione del neonato con lo svezzamento

Secondo le linee guida dell’Oms riportate anche dal Ministero della Salute, quando possibile è preferibile allattare il neonato al seno in modo esclusivo (senza cioè introdurre altri alimenti) fino al sesto mese di vita.

Una volta superati i sei mesi la mamma se lo vuole può iniziare a introdurre gradualmente altri alimenti: la scelta può ricadere su omogeneizzati e pappe per neonato – il cosiddetto baby food – oppure, nel caso dell’autosvezzamento, direttamente con alcuni dei cibi “dei grandi”. Il consiglio è quello di aspettare i sei mesi perché a quell’età la maturazione dell’apparato intestinale del bambino è completa, e il bambino è in grado di afferrare il cibo da solo. Come spiega il Ministero della Salute

Va favorita l’interazione tra le preferenze della famiglia, le indicazioni del pediatra ed il contesto socio-culturale e tradizionale per aiutare il bambino a sviluppare il proprio gusto e le scelte alimentari personali nell’ottica di una alimentazione corretta. Ciò premesso, vari sono gli alimenti che possono essere offerti al bambino come primo cibo solido mettendo da parte il criterio della progressiva introduzione degli alimenti secondo il grado di allergenicità. I cibi vanno offerti con il cucchiaino, senza forzare il bambino, consentendogli eventualmente di toccare cibo nel piatto e mangiare con le mani. Non si deve insistere se non gradisce qualche alimento ma alternare cibi diversi per colore, sapore e consistenza. Il cibo inizialmente non accettato va però riproposto con pazienza in giornate successive, eventualmente preparato in modo diverso.

La frutta fresca è un ottimo primo passo: è facile da masticare e da deglutire (va ovviamente tagliata e presentata in piccoli pezzi) e di solito viene ben tollerata dai bambini. Contiene poi, come detto, vitamine e minerali in gran quantità, fondamentali per lo sviluppo dei bambini.

Quale tipo di frutta preferire per i bambini?

I primi frutti che si fanno assaggiare ai bambini sono solitamente quelli “classici”, come mele, pere e banane, che si possono facilmente grattugiare oppure proporre omogeneizzati, ma facendo attenzione a non esagerare: i preparati industriali contengono infatti molti zuccheri, che non andrebbero assunti in quantità eccessive.

Anonimo

chiede:

Tra i tipi di frutta fresca da proporre ai bambini ci sono mango e melone, ricchi di vitamina A, che favorisce la vista e il benessere della pelle. Le banane sono ricche di potassio, necessario per il buon funzionamento del cuore, ma anche di manganese, che aiuta lo sviluppo delle ossa e la formazione di collagene, e di vitamina B6, utile per il buon funzionamento del sistema nervoso ed ormonale.

Mele e pere contengono invece la vitamina C che promuove la formazione del collagene (una componente della cartilagine, dei tendini, delle ossa e della pelle), e svolge un ruolo importante nella creazione del sistema immunitario. Sono poi alimenti ricchi di fibre, molto importanti per la regolarità dei più piccoli (e non solo).

Mirtilli forniscono la vitamina K, necessaria per una corretta coagulazione del sangue, mentre le more sono ricche di folati, che rivestono un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema nervoso.

Come offrire la frutta al bambino

Tra le indicazioni utili per introdurre la frutta nell’alimentazione del bambino ci sono quelle valide per tutti i tibi di cibi solidi, come ricordano le linee guida del Ministero della Salute:

È importante che il bambino mangi seduto con la schiena eretta (preferibilmente nel seggiolone) per evitare il rischio di soffocamento e per permettergli di partecipare attivamente al pasto, toccando e anche pasticciando con il cibo. Oltre al latte, durante il divezzamento il bambino deve bere acqua evitando bevande con zuccheri aggiunti che sono un fattore predisponente per lo sviluppo di carie ed obesità. Il latte vaccino non è raccomandato nel primo anno di vita per il rischio di sbilanciare l’apporto proteico alimentare complessivo e, inoltre, perché può causare carenze di ferro. Entro i 9-12 mesi il bambino dovrebbe aver provato un’ampia varietà di cibi e di sapori, abituandosi progressivamente a consumare oltre al latte, altri due pasti principali (pranzo e cena) e uno-due spuntini.

Ma come presentare la frutta al bambino? Innanzitutto va frullata o tagliata in piccoli pezzi, per facilitare la deglutizione. La buccia andrebbe tolta dai frutti almeno nelle prime fasi dello svezzamento, per poi introdurla in un secondo momento. Può capitare poi che i bambini non apprezzino alcuni sapori: i gusti cambiano nel tempo, quindi il consiglio è di riprovare dopo un po’ di tempo, senza forzature.

Per invogliare i bambini a mangiare la frutta (un consiglio che vale anche per la verdura) si può presentare con forme divertenti, per trasformare il momento della pappa in un gioco di colori, profumi e sapori nuovi.

Articolo originale pubblicato il 27 maggio 2019

Ti è stato utile?
Rating: 5.0/5. Su un totale di 3 voti.
Attendere prego...

Categorie