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Perché “una mela al giorno..." fa molto bene ai bambini?

Se la mela è diventata protagonista di uno dei detti popolari più diffusi e amati di sempre, un motivo ci sarà. Ecco perché introdurla sin dai primi morsi nello svezzamento dei bambini e nella loro alimentazione quotidiana quando diventano grandi.

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Nella cultura di massa la mela è protagonista indiscussa di detti popolari e leggende. Le sue mille sfaccettature – è sia il “frutto proibito” che quello salvifico, ricco di proprietà e benefici sulla salute – l’hanno resa nei secoli un alimento quasi mitologico, decisamente insostituibile e goloso. 

Quello che la cultura popolare ha cercato di spiegare con il detto “Una mela al giorno leva il medico di torno” si riassume in due parole: bontà e salute. Non c’è un alimento che leghi questi due aspetti in modo così forte come fa la mela. E il proverbio, nato secoli fa e tramandato di generazione in generazione come mantra che lenisce ogni malanno, esiste praticamente in tutte le lingue del mondo: una delle sue versioni più antiche recita “Eat an apple on going to bed, and you’ll keep the doctor from earning his bread” (“Mangia una mela prima di andare a letto, così che il dottore non possa guadagnarsi da vivere”). 

Diverse ricerche negli anni hanno puntato a svelare il potere della mela: una delle più complete in tal senso è “Apple and pear peel and pulp and their influence on plasma lipids and antioxidant potentials in rats fed cholesterol-containing diets” pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, che ne ha analizzato polpa e buccia accendendo i riflettori sull’enorme impatto antiossidante sull’organismo di quest’ultima.

Proprio perché è nella sua buccia che si concentrano le proprietà della mela più importanti, non è affatto secondario prediligere un prodotto bio che per sua natura è più nutriente, soprattutto quando si parla di svezzamento di cui, si sa, la mela è regina indiscussa, per versatilità, benefici e per il gusto che piace tanto ai bambini.

L’eccellenza del prodotto oggi più che mai è legata all’agricoltura biologica, che non priva frutto e pianta delle loro percentuali di antiossidanti e micronutrienti, regalando al consumatore finale una mela al massimo delle sue potenzialità

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Ma se frutta e verdura mangiate in purezza (ovvero così come sono, senza zuccheri aggiunti e possibilmente anche con la buccia!) sono fonti di benessere senza pari, è altrettanto vero che reperire nella GDO prodotti genuini e non trattati con agenti chimici non bio è diventata una sfida non da poco. 

In questo senso il riferimento sono i negozi di quartiere – riscoperti da molti italiani in epoca pandemica e di restrizioni alla mobilità – e i supermercati specializzati in prodotti biologici, che garantiscono la filiera. Ed è a questi negozi di eccellenza che Biosüdtirol, distribuisce le sue mele biologiche, garantendo una filiera “della salute” virtuosa, controllata e davvero bio che, dall’Alto Adige (il “centro benessere” delle mele di Biosüdtirol grazie a una perfetta congiunzione tra clima, terreno, altitudine), attraverso l’impegno dei 250 produttori che fanno parte della cooperativa, arriva sulle nostre tavole come appena colta dal suo albero.

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Sane, buone e “potenti”: perché le mele sono un toccasana per i piccoli

Una ricerca della Fondazione Edmund Mach (Fem) dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige (incrociata con i dati del Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – CREA) si è concentrata sulla nutricinetica, ovvero sul modo in cui le sostanze contenute in una mela vengono elaborate dal nostro organismo. E in che modo, alla fine del viaggio, vengono trattenute in modo virtuoso e usate come fonte energetica o scudo contro infiammazioni o malattie. 

L’analisi sui polifenoli della mela (buccia e polpa) che sono fonte di antiossidanti naturali per l’essere umano, ha dimostrato che questi vengono trattati dall’intestino in modo tale da conservare le loro proprietà più importanti: i polifenoli hanno effetti anti-batterici, e anti-diabetici.

Per non parlare dell’apporto vitaminico (tra cui la B1 alleato contro la stanchezza e la B2, che aiuta a digerire, protegge le mucose della bocca e rafforza le chiome), dei pochi grassi e zuccheri che contiene una mela. Le ultime ricerche confermano che le mele sono un ottimo alleato per prevenire l’infarto e un valido supporto alla memoria (soprattutto grazie al succo), sia dei bambini che degli adulti. 

Rispetto ai benefici su bambini in svezzamento o in crescita, la mela risponde a molte esigenze di benessere che puntano a rinforzare l’organismo sia da un punto di vista fisiologico che cerebrale. Le ultime evidenze scientifiche, potenziate da studi massivi sulle proprietà della mela, dimostrano che introdurla sin dallo svezzamento è una mossa vincente per creare un’abitudine virtuosa rispetto al consumo di frutta e verdura anche quando quel bambino cresce e diventa a sua volta, proprio come mamma e papà, un consumatore consapevole

Ma ecco nel dettaglio, perché le mele fanno così bene ai bambini (e non solo):

1. Sono uno stimolo per la memoria

Grazie alla presenza di quercitrina, antiossidante in grado di intensificare i meccanismi mnemonici del cervello.

2. Forniscono grande apporto vitaminico

Vitamine C e B1 in particolare: un ottimo antidoto alla stanchezza

3. Sfruttano il potere delle fibre

Le fibre della mela aiutano contro i problemi intestinali: da crude le mele hanno una funzione astringente, da cotte capovolgono questa capacità trasformandosi in alleate della regolarità intestinale.

4. Aiutano i denti

L’acido ossalico mantiene sani denti e gengive.

5. Sono un supporto contro le allergie

Come riportato nella ricerca “A Comprehensive Review of Apples and Apple Components and Their Relationship to Human Health” pubblicata su Advances in Nutrition, la mela con le sue proprietà ha un impatto anche sulle allergie. E sarebbe ancora una volta la quercitina a favorire la stimolazione del sistema immunitario, la reazione antivirale e l’inibizione di istamine nell’organismo. 

6. Regalano benefici respiratori

Diverse evidenze scientifiche, come quella pubblicata su Chest Journal, affermano che le mele, con il loro apporto vitaminico e di Omega3, favoriscono una risposta positiva a patologie respiratorie ricorrenti come l’asma.

7. Sono un supporto contro il diabete

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, il consumo di mele fresche abbassa sensibilmente il rischio di diabete di tipo 2 (del 7% sul massivo campione studiato), fornendo anche un aiuto a chi soffre già di questa patologia come confermato dall’American Diabetes Association. Questo perché in una mela c’è il giusto quantitativo di fibre, antiossidanti e soprattutto zuccheri per dare all’organismo l’apporto necessario, senza diventare un boomerang su quei soggetti che soffrono di diabete.

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Coltivare la frutta in modo biologico come fa Biosüdtirol significa salvaguardare l’ambiente e il clima, grazie a una produzione che adotta i criteri della massima sostenibilità. Senza usare pesticidi sintetici e fertilizzanti chimici.

Le raccomandazioni delle ultime ricerche scientifiche incrociate con quelle di nutrizionisti e pediatri che si occupano di alimentazione infantile spingono sull’esigenza di consumare frutta (e verdura) fresca, trattata senza pesticidi o altri agenti chimici che non solo ne alterano il sapore, ma possono essere dannosi per la salute e per il clima. 

Ma così come i produttori curano le mele una a una per garantire la massima qualità al consumatore, allo stesso modo amare le mele è un viaggio che inizia da piccoli. E sono i genitori a dare la spinta ai loro figli grazie ad abitudini virtuose che iniziano a tavola e si propagano anche fuori casa.

1. Gustare le mele in purezza

Per mantenere intatte le loro proprietà, le mele dovrebbero sempre essere consumate in purezza: la loro grande versatilità, soprattutto rispetto alle varietà conosciute (o agli incroci che i produttori come quelli di Biosüdtirol, virtuosamente, offrono per ampliare l’offerta di prodotto), permette di fare un vero e proprio viaggio tra gusti e sapori variegati, tra gradi di acidità e asprezza che via via si ingentiliscono per regalare gusti più dolci.

2. Educare i bambini all’acidità 

Proprio nell’educazione all’acidità c’è il viaggio che un bambino compie dall’inizio dello svezzamento alle prime pappe solide, fino ai pranzi e alle cene consumati in famiglia senza distinzioni alimentari. Mordere una Granny Smith oppure addentare una mela Gala sono due esperienze molto diverse, così come differente è il trattamento e la cura che i produttori riservano alla loro coltivazione. La Evelina® e la Bonita®, incroci offerti dall’azienda Biosüdtirol per variegare il più possibile l’offerta e il parterre di gusti, propongono sapori e note aromatica, nel primo caso virata sull’agrodolce, nel secondo sull’acidulo. 

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3. Non associare la mela (solo) al fine pasto

Importante, è, infine, non associare la mela solo al fine pasto, come fosse una sorta di rituale “obbligato”: il modo migliore per integrarla naturalmente nelle abitudini alimentari è mangiare la mela in diversi momenti della giornata, dalla colazione alla cena.

Fonti per l’articolo

  • Journal of Agricultural and Food Chemistry – “Apple and pear peel and pulp and their influence on plasma lipids and antioxidant potentials in rats fed cholesterol-containing diets” 
  • Nutrients – “Apples and cardiovascular health-is the gut microbiota a core consideration?” 
  • The Journal of Nutrition, Health and Aging – “Apple juice prevents oxidative stress and impaired cognitive performance caused by genetic and dietary deficiencies in mice”
  • Advances in Nutrition – “A Comprehensive Review of Apples and Apple Components and Their Relationship to Human Health” 
  • Chest Journal – “CHEST Member Leads Launch of Asthma Health in Conjunction WithApple’s ResearchKit”
  • British Medical Journal – “Fruit consumption and risk of type 2 diabetes: results from three prospective longitudinal cohort studies”
  • Fondazione Mach – “Mela e salute, tracciato il percorso dei polifenoli nel corpo umano e il ruolo decisivo del microbiota intestinale”
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Mele bio, dalle mani di 250 agricoltori testardi del Trentino Alto Adige.

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