Isterosuzione: cos'è e le conseguenze - GravidanzaOnLine

Aborto con isterosuzione: come funziona e quali sono le conseguenze

L'isterosuzione è una procedura abortiva che consiste nell’aspirazione di embrione ed endometrio con un'apposita cannula introdotta nell’utero.

Secondo i dati del Ministero della Salute la tecnica più utilizzata nel 2017 per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è stata l’isterosuzione, nel 50,5% dei casi, seguita dal raschiamento, con un 11,6% di interventi (in aumento rispetto a 2015 e 2016). In aumento anche il ricorso all’aborto farmacologico.

Isterosuzione: cos’è?

L’isterosuzione è una tecnica chirurgica utilizzata per rimuovere il prodotto del concepimento dall’utero, più delicata rispetto al raschiamento perché eseguita in uno stadio molto precoce della gravidanza.

La procedura consiste nel far dilatare il collo dell’utero con l’aiuto di farmaci. All’interno del collo dell’utero si introduce poi un’apposita cannula che passa attraverso la cervice (detta cannula di Karman), collegata a un aspiratore per, appunto, aspirare il contenuto dell’utero (embrione e endometrio). Si può procedere sia in una struttura ospedaliera pubblica che privata, in anestesia locale, sedazione cosciente o anestesia generale.

L’intervento dura pochi minuti e il medico lo esegue tra la quarta e la sesta settimana di gestazione, ma si può arrivare fino all’ottava settimana.

In quest’ultimo caso, però, si procede sia per isterosuzione che per raschiamento: col primo metodo si aspirano i frammenti più piccoli, mentre con la seconda tecnica si asporta ciò che è rimasto aderente alle pareti uterine.

Il ciclo dopo l’isterosuzione

Dopo lo svuotamento dell’utero il ciclo mestruale fa la sua comparsa a distanza di circa un mese e mezzo, una volta azzerati i valori delle beta hCG, il cosiddetto ormone della gravidanza, la cui produzione deve cessare del tutto. Si tratta comunque di un aspetto soggettivo, perché le mestruazioni possono comparire anche solo pochi giorni dopo: dipende dalla ripresa individuale dell’attività ovulatoria.

Nella maggioranza dei casi, si tratta di un flusso un po’ più abbondante e prolungato del solito, dovuto a un’ovulazione non ottimale nel periodo precedente, ma col passare delle settimane la situazione di normalizza e tutto torna come prima.

Isterosuzione e conseguenze

Le complicazioni più frequenti che possono insorgere in seguito a un’isterosuzione sono:

  • infezione dell’utero;
  • danni alla cervice;
  • emorragie;
  • rimozione incompleta del tessuto gravidico.

Le possibili conseguenze più immediate, nei giorni successivi all’intervento, sono:

  • dolore al seno;
  • perdite di sangue più o meno abbondanti;
  • febbre;
  • crampi addominali.

Si consiglia di recarsi dal ginecologo per una visita di controllo a distanza di circa 15 giorni, per monitorare la situazione e assicurarsi che tutto proceda secondo gli standard. Il medico va contattato tempestivamente in caso di febbre alta, dolori intensi, sanguinamenti eccessivi.

Non si può non fare riferimento a un aspetto importante: le conseguenze di un aborto sulla psiche della donna. Interrompere una gravidanza, seppur volontariamente, espone a sensi di colpa, depressione, ansia, attacchi di panico, autolesionismo.

Il dibattito in merito è aperto, perché benché si parli di sindrome post-abortiva, è vero anche che alcuni medici mettono in dubbio questa forma di ripercussione traumatica sulla salute della donna: nel 2016 il Time ha pubblicato uno studio in merito, condotto dall’Università di San Francisco, secondo cui a subire i danni psicologici maggiori non sono le donne che abortiscono, bensì quelle a cui l’aborto viene negato.

Isterosuzione e nuova gravidanza

isterosuzione

Un’interruzione di gravidanza non influisce sulle possibilità di nuove gravidanze, perché, salvo casi rari o complicazioni gravi, non viene arrecato danno alcuno al sistema riproduttivo. Anzi, i tempi di recupero sono anche piuttosto brevi.

Può costituire un impedimento un eventuale danno alla cervice: in questo caso, prima di poter concepire nuovamente bisognerà prima procedere con un intervento di riparazione. Anche sottoporsi a più isterosuzioni può essere un problema, perché si va a indebolire la cervice, con possibilità che si dilati precocemente nelle gravidanze successive.

Da un punto di vista strettamente fisico di solito si consiglia di aspettare aspettare almeno 2 o 3 mesi prima di cercare una nuova gravidanza, così che l’attività ovarica possa riprendere al meglio: è comunque sempre opportuno chiedere consiglio al proprio medico, che saprà dare le indicazioni specifiche a seconda della situazione.

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