L’integrazione di iodio fondamentale in gravidanza

L’integrazione di iodio fondamentale in gravidanza

La carenza di iodio è responsabile di disordini di impatto notevole, talora drammatici, dal punto di vista socio-sanitario. Sono circa 6 milioni, più del 10%, gli italiani affetti da gozzo, che rappresenta la manifestazione più visibile di questa carenza. Oltre al gozzo, la scarsità di questo microelemento porta ipotiroidismo congenito, un aumentato rischio di aborto, difficoltà nella procreazione, mortalità perinatale, malformazioni congenite e cretinismo endemico.

=> Lo iodio in gravidanza indispensabile per garantire la crescita e lo sviluppo del feto

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indicato la carenza iodica tra le prime dieci emergenze della salute pubblica ma, nonostante i programmi nazionali, siamo ben lontani dagli obiettivi indicati dall’OMS. I risultati finora raggiunti, per quanto nella corretta direzione, suggeriscono la necessità di strategie diverse e parallele.

“I dati rilevati dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodioprofilassi in Italia (OSNAMI) – afferma Mauro Cignarelli, Osservatorio Regionale Prevenzione Gozzo (Puglia) – mostrano che il programma nazionale di iodioprofilassi necessita ancora di un’ampia azione di sensibilizzazione della popolazione: la vendita di sale iodato è salita dal 27% del 2003 al 53,5% del 2011, ma si è ancora ben lontani dal target del 90% indicato dall’OMS. L’impiego di integratori di solo iodio è raccomandato nei casi in cui la carenza sia importante e, ad esempio, in chi deve assumere una ridotta quantità di sale o in caso di particolari patologie, oltre che in gravidanza”.

=> Gravidanza: troppo iodio fa male al bebè

Il ruolo dello iodio diventa vitale in particolare nel periodo della gravidanza, – chiarisce Roberto Negro, UO Endocrinologia, Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce – poiché una normale concentrazione di ormone tiroideo materno, che si può ottenere grazie ad un adeguato apporto di iodio, è necessaria soprattutto nel primo trimestre al fine di assicurare un normale sviluppo del sistema nervoso del feto. In gravidanza la produzione di ormone tiroideo materno è aumentata di circa il 50% per sopperire alla mancanza di tiroide del feto, che la svilupperà solo intorno alla 12^ settimana; questo aumento deve essere sostenuto da un parallelo aumento dell’introito di iodio giornaliero da parte della gestante”.

L’esistenza di integratori di solo iodio in dosaggi diversificati è un’evoluzione per andare incontro alle diverse necessità di mamma e bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di attuare una supplementazione iodica con integratori iniziando ben prima della gravidanza.