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Pipì a letto, bimbi più esposti a problemi neuropsichiatrici

Un recente studio condotto dall’Università di Catania afferma che i bimbi che fanno la pipì a letto (enuresi notturna) sono esposti a un maggior rischio di problemi di comportamento, presumibilmente associati al disturbo. I genitori di questi bambini “devono essere consapevoli che l’enuresi potrebbe rappresentare una condizione di notevole comorbidità con alcuni disturbi dello sviluppo neurologico”, afferma Renata Rizzo, del Reparto di Psichiatria Infantile e Adolescenziale dell’Università di Catania.

Gli studiosi siciliani hanno analizzato 200 bambini con enuresi monosintomatica primaria, reclutati nel reparto di neuropsichiatria dell’Università di Catania, e 200 soggetti di controllo sani e senza disturbi neurologici, reclutati in scuole locali. Come riportato dal Journal of Pediatric Urology, tutti i bimbi avevano QI normali e non presentavano diabete o malformazioni renali. Nel gruppo dei bambini con enuresi notturna, 138 partecipanti (69%) presentavano una storia familiare di enuresi notturna, rispetto ai 24 (12%) di quello sano.

Rispetto al gruppo di controllo, il gruppo dei bimbi che bagnano il lettino aveva punteggi significativamente più elevati nei test che misuravano i sintomi relativi ad affettività e ansia. Inoltre, in questo gruppo si sono riscontrati tassi più elevati di disturbi ossessivo-compulsivi, soprattutto fra le ragazze, oltre a tic più gravi.

I nostri risultati sono in linea con le linee guida di consenso sulla pratica per la gestione dell’enuresi – aggiunge la dott.ssa Rizzo –  e i medici non dovrebbero sottovalutare gli effetti dell’enuresi sullo sviluppo psicosociale. La presenza contemporanea di enuresi e alcuni disturbi afferenti allo sviluppo neurologico è ben nota. In un recente studio, l’ADHD è stato riscontrato nel 30-40% dei bambini con enuresi, rispetto al 6-10% della popolazione generale”.

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