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40ª settimana

La gestazione è considerata terminata alla fine della 42° settimana di gravidanza, perciò non preoccuparti se il tuo bebè tarda a nascere. Nel 96% dei casi il bimbo è già posizionato a testa in giù e ha perso la maggior parte della lanugine. Il suo peso alla nascita sarà molto vicino a quello rilevato alla 39° settimana.

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La mamma

MammaIl tuo corpo è oramai pronto da diverse settimane all’evento, ma questi ultimi giorni ti sembreranno particolarmente lunghi. Resisti: il grande giorno sta per arrivare! Non prestare troppa attenzione al fatto che il tuo piccolo non sia ancora nato: ha ancora due settimane per nascere e per essere considerato a termine. Una gravidanza viene infatti considerata a termine fino alla 42° settimana, dopodiché il parto verrà  stimolato.
Non farti prendere dal panico, perché il medico o l’ostetrica che ti assistono potrebbero esserne influenzati e così ricorrere più facilmente al taglio cesareo. Si ammette, infatti, che una gran parte di tagli cesarei evitabili vengano effettuati per ripetute richieste da parte della gestante stessa o dei suoi parenti.
Di certo non è un’indicazione medica, ma, si potrebbe dire, emozionale. A questo punto è il caso di soffermarci per un attimo sull’induzione al parto. Non esistono protocolli rigidi, ma in genere vengono seguite le indicazioni delle linee guida regionali, che in Italia sono molto simili, e si rifanno spesso a quelle del Royal College britannico. Un’induzione andrebbe effettuata dopo la 42a settimana e non prima. Ma per vari motivi, non ultimo il panico che spesso prende le gravide e gli stessi operatori, si osserva spesso che l’induzione venga anticipata.
Ci sono varie strategie di induzione del parto, ma un elemento di valutazione principale è l’aspetto della cervice, cioè il collo dell’utero, quella parte che finora ha garantito che l’utero non liberasse il suo contenuto prima del tempo.
Perché inizi il travaglio e avvenga successivamente il parto non è sufficiente che si allarghi passivamente, come accade per esempio in una sacca troppo piena. Infatti l’utero è paragonabile ad una sacca capovolta, con l’apertura in basso, verso l’esterno. Perché si modifichi al punto di raccorciarsi e dilatarsi devono avvenire dei veri e propri fenomeni che ne modificano la struttura. Molti sono i fattori coinvolti, fra i quali le prostaglandine naturali giocano un ruolo preponderante. Infatti alcuni presidi farmacologici utilizzati nella cervice impreparata, cioè ancora rigida e chiusa, contengono prostaglandine, inserite in gelatine o spugnette che vengono applicate nel canale cervicale o in vagina. Altri metodi utilizzano dei palloncini che vengono posizionati fra l’orifizio interno e quello esterno della cervice e, grazie all’azione meccanica, svolgono un’induzione della maturazione della cervice. Tutto ciò è necessario perché dopo, grazie alle contrazioni dell’utero, la cervice cominci anche a dilatarsi. Non dimentichiamo che deve passarci un bimbo di una certa grandezza.
Altri metodi prevedono l’amnioressi, cioè la rottura delle membrane amniocoriali, cioè della borsa, oppure impropriamente detta “rottura delle acque“. L’effetto della rottura delle membrane induce spesso la maturazione della cervice e successivamente l’inizio del travaglio con le tipiche contrazioni ritmiche. Non dimentichiamo che spesso la borsa si rompe spontaneamente, talvolta prematuramente, e anche in questi casi si assiste quasi sempre all’inizio del travaglio entro le 24-48 ore. Questo è il motivo perché la rottura della borsa è molto temuta quando avviene troppo precocemente nel corso della gravidanza. Contemporaneamente si dovrà  anche verificare una progressiva discesa della parte presentata, quasi sempre l’estremo cefalico del feto. Una volta che la cervice è matura, occorre che le contrazioni dell’utero, spesso già  presenti, diventino sempre più intense e frequenti. Se ciò non avviene naturalmente, si può fare uso dell’ossitocina, somministrata in fleboclisi. Tutte queste procedure non sono totalmente prive di rischi e quindi vanno effettuate non a piacere, o quando fa comodo, ma su precise indicazioni. Per questo è importante che ti faccia assistere in una struttura e da operatori su cui riponi tutta la tua fiducia, per essere tranquilla che nulla sarà  lasciato al caso.
Ricordati che la data del parto è più che altro un’ipotesi, ed è infatti detta “data presunta del parto”, tanto che è stato calcolato che solo il 4-5% dei bimbi nascono nella data esatta calcolata dal tuo ginecologo. Dopo le 42 settimane i casi di parti di non ancora venuti alla luce sono davvero rari, ma spesso sono dovuti a piccoli errori di calcolo dei “conti”. Chi ti dice “ho partorito a 10 mesi” dice una grossa baggianata: semplicemente la sua gravidanza è iniziata un mese dopo di quando credeva. Se questo è il tuo caso affidati alla datazione della gravidanza che il tuo ginecologo o la tua ostetrica ha fatto al primo trimestre. In epoca successiva è molto difficile datare con precisione la gravidanza.
Probabilmente sarà difficile convincerti e avrai sempre paura che stia passando troppo tempo, ma invece i “conti” si stanno semplicemente completando. Abbiamo già  parlato del parto e ciò che esso comporta. La sua durata, dal travaglio alla nascita, varia da donna a donna; tali diversità  possono derivare dal fatto che tu sia al primo figlio, per cui i tessuti risulteranno più resistenti, e per questo occorrerà  più tempo e forza per dilatare il collo dell’utero.
La donna al primo parto ha normalmente una fase dilatante di 12-14 ore, un periodo espulsivo (in cui il bambino entra nel canale del parto) di 1-2 ore e un secondamento (cioè la fase dell’espulsione della placenta) di 15-30 minuti. Nelle gravidanze successive, invece, il periodo dilatante è in genere di 6-8 ore, quello espulsivo di 30-60 minuti e il secondamento di 10-20 minuti.
Se sei fortunata, non ti accorgerai di gran parte delle prime ore e così il travaglio ti sembrerà ancora più breve. Se invece sei molto tesa, avvertirai come sgradevoli anche le prime più lievi contrazioni e il travaglio potrà  sembrarti lunghissimo. Questo è il motivo per cui è bene che arrivi ben preparata all’evento. Dopo tutti questi mesi di attesa, goditi la nascita del tuo bebè! E se ti fa piacere, raccontaci e condividi con noi la tua storia! E ricorda, non importa come il tuo bimbo verrà al mondo, in quanto tempo, o ciò che hai fatto o detto al momento del parto… hai fatto semplicemente un gran bel lavoro!

Il bebè

40a_settimanaBen arrivato!
Ma se non è ancora nato, il piccolo non tarderà molto a vedere la luce: il meraviglioso viaggio nel grembo materno è finito! Il feto ora pesa all’incirca 3,2-3,5 chilogrammi ed ha una lunghezza di 50-52 centimetri (i maschi in genere sono un po’ più lunghi delle femmine), e sarà probabilmente uno dei 96% dei neonati che è a testa in giù e perfettamente in posizione nel tuo bacino. Il suo sistema immunitario è ancora immaturo e riceverà gli anticorpi dalla mamma, attraverso la placenta e, dopo la nascita, dall’allattamento al tuo seno. La maggior parte della lanugine si è ormai staccata dal corpo del bambino, benché se ne può ritrovare in alcuni punti, soprattutto a livello delle pieghe cutanee, ed intorno alle braccia e alle orecchie. Il tuo piccolino, anche se sembra non voglia nascere, mantiene un peso simile a quello che aveva a 39 settimane. Una volta nato, il suo stato di salute sarà giudicato da un indice che prende il nome di Indice di Apgar.

Gemelli

GemelliI casi di parti gemellari non ancora venuti alla luce dopo il termine della gravidanza sono davvero rari. È difficile che la cervice riesca a star chiusa, dopo il termine, con due o più feti che scalpitano per nascere. Oppure, se il parto è stato giudicato pericoloso, per esempio quando il primo feto si presenta podalico e non cefalico, probabilmente il tuo ginecologo ha già effettuato un taglio cesareo.

Il papà

PapàCi siamo, papà!! Cerca di riposare il più possibile nei giorni che precedono il parto, perché presto avrai ben altro a cui pensare che dormire… Se la mamma è in ritardo, ogni giorno potrà sembrarti un’eternità. Ogni fitta o piccolo dolorino verranno da te accuratamente studiati ed analizzati, nella speranza che “essi” diventino finalmente qualcosa di concreto. Resisti papà! Nessuna gravidanza dura per sempre! E complimenti! Sei stato davvero un meraviglioso supporto per la mamma!! Ed il tuo bambino non poteva augurarsi un papà migliore di te!! :-)
IMPORTANTE: Ricorda che queste informazioni sono a carattere generale. Ogni gravidanza è diversa da un’altra, quindi per qualsiasi domanda, contatta il tuo medico curante.

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