Calendario della fertilità per individuare l’ovulazione

Calendario della fertilità per individuare l’ovulazione

Per aumentare le probabilità di concepimento di un bambino, è utile conoscere il proprio calendario della fertilità, imparando a individuare il periodo in cui ci sono le maggiori probabilità di restare incinta. Durante ogni ciclo mestruale, infatti, una donna rimane fertile solo per alcuni giorni, a ridosso di quella che viene definita ovulazione. Si tratta, in dettaglio, del momento in cui da una delle due ovaie viene rilasciato un ovulo, che raggiunge le tube di Falloppio, dove potrà eventualmente essere fecondato. L’ovulo rimane vitale solo per un paio di giorni dopo l’ovulazione, per cui è fondamentale che l’incontro con gli spermatozoi avvenga proprio in questa fase del ciclo mestruale. È anche possibile, in realtà, restare incinta a seguito di un rapporto sessuale avvenuto prima dell’ovulazione, dal momento che gli spermatozoi restano vitali all’interno del corpo femminile per alcuni giorni.

Calendario della fertilità: come calcolarlo

Riassumendo, quindi, una donna rimane fertile in media per circa 5/7 giorni a cavallo dell’ovulazione. Ma come fare per monitorare il proprio calendario della fertilità e individuare i giorni più favorevoli al concepimento? In linea teorica, l’ovulazione avviene intorno alla metà del ciclo, tra il dodicesimo e il quindicesimo giorno dall’inizio della mestruazione. A partire dalla data di inizio del sanguinamento, dunque, si può stimare una probabilità di fecondazione bassa nei primi 7/10 giorni, ai quali segue l’inizio della fase fertile, che corrisponde ai giorni che precedono l’ovulazione. La fertilità rimane alta per non più di una settimana, grossomodo tra l’undicesimo e il diciottesimo giorno del ciclo, contando a partire dall’inizio del flusso mestruale. Dopodiché si abbassa di nuovo fino alla mestruazione successiva.

Non basta guardare il calendario

È importante tenere presente che si tratta di un calcolo molto teorico, che varia sensibilmente da una donna all’altra e anche, mese per mese, nella stessa persona. Solo nelle donne con un ciclo mestruale molto regolare e della durata dei canonici 28 giorni si può considerare relativamente attendibile questo conteggio. Negli altri casi, però, è più difficile individuare il momento dell’ovulazione, specialmente se le mestruazioni sono irregolari. Non è infrequente che nascano bambini concepiti con un rapporto sessuale avvenuto pochi giorni dopo le mestruazioni, o, viceversa, molto tempo dopo la presunta metà del ciclo. L’ovulazione, infatti, anche in una donna con mestruazioni regolari, può talvolta essere anticipata o ritardata, oppure può avvenire due volte in un mese (o anche non presentarsi affatto). Anche la sopravvivenza degli spermatozoi dopo un rapporto sessuale può variare rispetto ai valori medi.

Metodi per riconoscere l’ovulazione

Per ottenere un calendario della fertilità relativamente affidabile, si possono utilizzare app che monitorano il ciclo mestruale nel tempo, tenendo traccia di ogni mestruazione e della loro durata. Ancora più attendibile, però, risulta il monitoraggio dei sintomi dell’ovulazione, che vanno dalla presenza di muco vaginale più abbondante, trasparente ed “elastico” a possibili dolori addominali, tensione mammaria, incremento del desiderio sessuale. Anche il controllo della temperatura basale (a riposo) permette di provare a individuare i giorni fertili, dal momento che sale di qualche decimo di grado proprio a ridosso dell’ovulazione, per poi mantenersi alta nel resto del ciclo. In commercio, infine, esistono appositi stick ovulatori  che permettono, attraverso un’analisi sulle urine da effettuare a domicilio, di individuare con buona approssimazione il momento in cui avviene l’ovulazione e, di conseguenza, il picco di fertilità mensile di una donna.