Dolore ai capezzoli: cause e sintomi - GravidanzaOnLine

Dolore ai capezzoli: cosa significa e gli altri sintomi da osservare

Il dolore ai capezzoli e al seno può manifestarsi in diversi momenti, ed è uno dei primi sintomi di gravidanza: vediamo come riconoscerlo e quali sono gli altri sintomi a cui prestare attenzione.

Può avere origine diversa e significati molteplici: il dolore ai capezzoli può essere il fisiologico sintomo che precede l’arrivo delle mestruazioni oppure può indicare l’inizio di una gravidanza, o ancora essere il segnale che qualcosa non va, ed è bene fare dei controlli mirati.

Vediamo insieme quali sono le cause e quali i possibili significati del dolore al seno.

Le cause del dolore ai capezzoli

Seno dolorante, accompagnato da una spiacevole sensazione di tensione e, all’occorrenza, da altri sintomi come crampi addominali, nausea o stanchezza eccessiva, e ancora dolore alla schiena e mal di testa.

Può essere il classico “menu” offerto dalla sindrome premestruale, oppure qualcosa di diverso. Allora come riconoscerne le cause e come distinguere i diversi motivi? Innanzitutto il dolore va studiato con attenzione: si è mai provato prima? Interessa tutto il seno o solo il capezzolo? A quali altri fastidi si accompagna, se ci sono?

Il capezzolo, innanzitutto, è un’area particolarmente sensibile del corpo femminile, perché è il punto in cui terminano i condotti galattofori, da cui fuoriesce, dopo il parto, il latte materno.

Si tratta di una parte tanto sensibile che a volte anche solo uno sfregamento un po’ eccessivo può irritare il capezzolo e procurare una sensazione di fastidio o leggero dolore. Questa sensazione può interessare anche l’areola, la parte circolare che circonda il capezzolo vero e proprio.

In alcuni casi il dolore ai capezzoli può invece rappresentare il sintomo di alcune infezioni o di altri disturbi che possono interessare il seno e che vanno segnalati e indagati da un medico.

L’infezione che può colpire il seno si chiama mastite e si verifica soprattutto durante l’allattamento, ma non solo: è provocata dalla proliferazione dei batteri, provoca dolore e può accompagnarsi ad un ingrossamento anomalo del capezzolo e del seno. La mastite va trattata con una terapia antibiotica.

In alcuni casi dal capezzolo può uscire del liquido, senza che ciò sia legato ad una gravidanza in corso né all’allattamento: tali episodi possono essere legati ad alcuni sbalzi ormonali. Se il liquido che fuoriesce è di colore scuro (rosso o marrone) è bene effettuare immediatamente una visita medica per capirne le cause.

Molte donne temono che il dolore ai capezzoli possa associarsi ad un tumore al seno: gli esperti ricordano però che nella maggior parte dei casi le fasi iniziali del tumore alla mammella non si presentano con sintomi dolorosi (che non vanno comunque sottovalutati) ma più frequentemente con la presenza di un nodulo all’interno del seno e con modifiche nella forma stessa del seno.

Se si sospetta un’alterazione anomala del seno o del capezzolo, in ogni caso, è opportuno rivolgersi a un medico per approfondire la situazione.

Il dolore ai capezzoli durante l’ovulazione

dolore ai capezzoli

Il capezzolo è un’area particolarmente sensibile agli effetti dei cambiamenti ormonali che si verificano ogni mese, ciclicamente, nel corpo della donna.

Per la diversa fluttuazione degli ormoni durante il ciclo mestruale è possibile che durante l’ovulazione – cioè intorno alla metà del ciclo mestruale – le donne avvertono dolore ai capezzoli, che scompare poi in poche ore o in un paio di giorni.

Appena prima dell’ovulazione infatti i livelli di estrogeni si abbassano repentinamente, per poi rialzarsi e quindi stabilizzarsi. Questo sbalzo ormonale può causare alcuni disturbi più o meno riconoscibili. Tra i possibili sintomi si trova anche una tensione al seno, che tende ad ingrossarsi e può causare fastidio o un leggero dolore.

Se il dolore non scompare dopo la presunta ovulazione ma diventa più intenso, oppure se interessa un solo capezzolo, è bene effettuare un controllo medico.

Il dolore ai capezzoli prima del ciclo

Molte donne, chi più chi meno, osservano anche prima dell’arrivo del flusso mestruale, dolore ai capezzoli e al seno: è uno dei sintomi della sindrome premestruale, che in genere si presenta qualche giorno prima delle mestruazioni e si fa meno intensa fino a scomparire del tutto con l’arrivo del flusso mestruale.

Nel caso in cui il dolore non scomparisse dopo le mestruazioni va tenuto sotto controllo ed è consigliabile effettuare un controllo medico per indagarne le possibili cause.

Dolore ai capezzoli in gravidanza

Tra i primissimi sintomi della gravidanza molte donne avvertono una diversa tensione al seno e osservano dei cambiamenti nei cosiddetti tubercoli di Montgomery, delle piccole escrescenze più o meno visibili che si trovano sull’areola.

Durante la gravidanza i tubercoli diventano più evidenti per effetto dei cambiamenti ormonali. Si tratta di piccole “bolle” che si possono osservare intorno al capezzolo e che tendono ad apparire più in rilievo durante una gravidanza, poiché si preparano a lubrificare il seno in vista dell’allattamento.

Tale cambiamento non è solitamente doloroso e si può osservare già nel primo trimestre di gravidanza, ma può anche essere dovuto a condizioni particolari di stress e quindi a scomparire dopo poco tempo.

Dolore ai capezzoli durante l’allattamento

Durante l’allattamento è normale avvertire una tensione mammaria accompagnata da fastidio al capezzolo, dovuta in parte alla suzione del bambino e in parte alla pressione esercitata dal latte sulle ghiandole del seno.

Un vero e proprio dolore, accompagnato da “tagli” sul capezzolo, è invece sintomo delle cosiddette ragadi al seno, un disturbo per cui bisogna sospendere l’allattamento e curare il seno prima di riprenderlo.

Le ragadi possono venire se il bambino non si attacca nel modo giusto e succhia solo la punta del capezzolo lasciando fuori l’areola. Questo movimento “concentrato” sul solo capezzolo può provocare irritazione e in seguito anche i tagli, cioè le ragadi.

Un consiglio utile per prevenire le ragadi al seno è quello di aspettare che il bambino si stacchi spontaneamente, o, se è necessario allontanarlo, di farlo con delicatezza evitando ogni strappo che potrebbe causare dolore al seno.

Articolo originale pubblicato il 11 settembre 2019

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