1,53 nati vivi per donna: cosa dicono le statistiche di fertilità in Europa

In tutti i paesi dell'Unione Europea è stato registrato un drastico calo delle nascite e del tasso di fertilità, che hanno portato a un rallentamento della crescita demografica.

I tassi di fertilità sono costantemente diminuiti dalla metà degli anni ’60 fino all’inizio del secolo, in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

Secondo i dati pubblicati da Eurostat, tuttavia, all’inizio degli anni 2000 il tasso di fertilità totale nell’UE ha mostrato segnali di un nuovo aumento. Questo sviluppo si è interrotto, poi, nel 2010 periodo in cui è stato osservato un ulteriore calo fino a un minimo relativo nel 2013.

In seguito, è stato nuovamente registrato un leggero aumento fino al 2016 e, da allora, un altro calo; nel 2019, il tasso di fertilità totale nell’UE era di 1,53 nati vivi per donna (rispetto a 1,54 nel 2018).

Infatti, sempre nel 2019 nell’Unione Europea sono nati 4.167 milioni di bambini, corrispondente a un tasso di natalità grezzo, ossia il numero di nati vivi per 1 000 persone, pari a 9,3. Per fare un confronto, il tasso di natalità grezzo dell’UE era 10,5 nel 2000, 12,8 nel 1985 e 16,4 nel 1970.

Fertilità in Europa
Foto @Eurostat

1,53 nati vivi per donna nell’UE nel 2019

Negli ultimi decenni, gli europei hanno generalmente avuto meno figli per questo si è registrato un conseguente rallentamento della crescita demografica, nonostante l’età fertile femminile si sia allungata di circa due anni.

L’indicatore di fertilità più utilizzato è il tasso di fertilità totale: vale a dire il numero medio di figli che nascerebbero vivi da una donna nel corso della sua vita se attraversasse l’età fertile in conformità ai tassi di fertilità specifici per età di una donna.

Un tasso di fertilità totale inferiore a 1,3 nati vivi per donna viene spesso definito come “fertilità più bassa”.

Nel 2019 il tasso di fertilità totale nell’UE era di 1,53 nati vivi per donna, rispetto a 1,54 nel 2018; questo dato è passato da un minimo di 1,43 nel 2001 e nel 2002 a un massimo di 1,57 nel 2010, seguito successivamente da un ulteriore leggero calo a 1,51 nel 2013, prima di un modesto aumento fino al 2017, per poi scendere nuovamente.

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