Lavori domestici in gravidanza: cosa si può fare (e cosa no)?

La gravidanza non è una malattia e durante le settimane prima del parto è possibile proseguire con i propri impegni, anche quelli domestici. Ecco a cosa fare attenzione.

Da più parti la gravidanza è vista come un periodo strano, quasi come se la donna fosse affetta da una grave malattia per cui ogni cosa possa costituire un pericolo. Questa percezione è spesso suffragata da tutta una serie di attenzioni e precauzioni, che il più delle volte si traducono in pressioni, che ogni donna si trova a vivere non appena scopre di essere incinta.

In quest’ottica rientra l’attenzione per i lavori domestici in gravidanza, che è spesso oggetto di preoccupazione per il timore di creare fastidi o problemi al bambino. Cosa fare durante le settimane di gravidanza? Bisogna rinunciare completamente a ogni tipo di attività, è sufficiente ridurre il carico o, invece, si può fare tutto come se nulla fosse?

La verità non sta nel mezzo, ma nemmeno in uno di questi estremi; scopriamo come affrontare in sicurezza e serenità la questione dei lavori domestici in gravidanza.

Lavori domestici in gravidanza: quali si possono fare (e quando)?

C’è una regola generale che potremmo utilizzare per aiutare a capire come comportarsi di fronte alle faccende domestiche: ovvero quella che è il corpo della donna a dettare legge. Per cui, in linea generale, si può fare tutto perché quello che non si può fare l’organismo impedisce di farlo. Con il passare delle settimane ogni donna assiste a profondi cambiamenti del corpo, specie per quel che riguarda l’aumento del volume della pancia che può incidere sulla facilità nei movimenti e sull’equilibrio.

Ogni donna perfeziona, di settimana in settimana, la consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie forze. Sulla base di questa conoscenza di sé è perfettamente in grado di riconoscere cosa può fare, quando farla e quando, invece, è meglio evitare.

In linea generale, quindi, ogni attività domestica può essere svolta regolarmente, dal lavare i pavimenti al riempire la lavastoviglie o la lavatrice, stendere i panni, stirare e riporre gli abiti negli armadi e nei cassetti.

Magari si farà più fatica a compiere gli stessi movimenti che prima della gravidanza si svolgevano con più facilità, ma questo non costituisce un limite per non farli. Parliamo sempre di lavori domestici in gravidanza, non di mansioni lavorative gravose o attività estreme che possono compromettere lo sviluppo fetale.

Certo, la gravidanza provoca importanti cambiamenti a livello fisico e mentale di cui bisogna tenere conto, ma senza l’eccessiva apprensione che ogni gesto possa arrecare danno al bambino. L’organismo femminile è funzionale per proteggere il bambino anche mentre la mamma lavora, sia che si occupi della casa sia che si rechi sul posto di lavoro (salvo quelle che eseguono mansioni particolarmente gravose) o, come spesso accade, che facciano entrambe le cose.

La gravidanza aumenta il senso della fatica e il sopraggiungere della stanchezza e questo è un limite importante da tenere in considerazione e da non superare per non sottoporre l’organismo, già impegnato nel far crescere il bambino, a uno sforzo eccessivo.

Queste linee guida generali si riferiscono, ovviamente, alle gravidanze non a rischio; nei casi in cui vi sia la presenza di una patologia specifica o di condizioni particolari che possono, anche solo leggermente, costituire un pericolo per la donna o per il bambino è evidente che va riconsiderato il tutto e anche i lavori domestici che è possibile fare in gravidanza vanno ripensati.

In caso di dubbi ci si può sempre rivolgere al proprio ginecologo e, in presenza di dolori anomali o fastidi particolarmente pesanti, è consigliabile fermarsi e riposarsi e riprendere solo quando possibile.

Gravidanza a rischio: quando succede e come comportarsi

Quanto abbiamo appena visto in generale si declina in maniera specifica nel particolare di ogni situazione. I fastidi e i sintomi che possono limitare le donne nello svolgere i lavori domestici in gravidanza variano non solo da donna a donna, ma anche da gravidanza a gravidanza. Questo per ribadire come ogni donna sa cosa riesce a fare e cosa no, sia in relazione alla propria conformazione fisica e alle proprie abitudini sia in funzione del periodo in cui ci si trova.

Nelle prime settimane i fastidi possono essere più pesanti, ma è solo con il passare dei mesi che i cambiamenti fisici diventano più evidenti e si possono avere delle difficoltà nei vari movimenti. Come detto ogni gravidanza fa storia a sé e ci sono donne che possono continuare a svolgere le stesse mansioni fino al giorno prima del parto e donne che, senza alcuna colpa o motivo di vergogna, soffrono maggiormente i cambiamenti dovuti dalla gravidanza.

Lavori domestici in gravidanza: quali è meglio evitare

Se non esistono regole generali che disciplinano cosa fare e cosa non fare nei lavori domestici in gravidanza, la legge del buon senso è sempre quella migliore alla quale affidarsi. In questo senso è sempre preferibile evitare di:

  • salire su una scala e mettere a rischio la propria stabilità;
  • prendere carichi pesanti come scatoloni o il cesto del bucato;
  • pulire la lettiera del gatto che può essere il veicolo per la toxoplasmosi;
  • fare movimenti bruschi e rapidi come rialzarsi quando ci si è piegate;

Sono semplici indicazioni che non impediscono di svolgere i lavori domestici durante la gravidanza, ma che pongono l’attenzione sui rischi maggiori cui si potrebbe andare incontro.

Lavori domestici in gravidanza: 5 consigli

1. I movimenti e gli sforzi da evitare

Con il passare delle settimane il corpo femminile è meno reattivo e con il baricentro spostato sempre più in avanti, costituendo quindi un profondo cambiamento sull’equilibrio. È quindi più facile cadere e per questo è preferibile non spostare cesti e scatoloni pesanti e fare attenzione quando ci si piega. Specialmente se poi si deve sollevare qualcosa di pesante. Il rischio non tanto di non farcela, quanto di provocare un’infiammazione muscolare è più elevato ed è quindi importante organizzarsi per prevenire questo tipo di sforzi.

2. Quale postura assumere

I cambiamenti fisici che avvengono nel corso della gravidanza portano ad avere sempre una costante attenzione nei confronti della postura che si assume. Questo perché è spontaneo mettersi in posizioni che si adattino al crescente peso della pancia, ma tale atteggiamento è spesso associato alla riduzione della forza dei muscoli addominali e a un maggior rischio di dolori alla schiena tali da interferire con le attività quotidiane.

3. Detersivi e prodotti chimici

Una preoccupazione spesso frequente per chi svolge lavori domestici in gravidanza è relativa all’utilizzo di detersivi e prodotti chimici. Il problema principale è legato alla maggiore sensibilità della pelle, che può richiedere l’uso dei guanti durante le pulizie. Anche il fastidio che si può avere dagli odori dei prodotti chimici può essere, specie all’inizio della gravidanza, particolarmente fastidioso e in questo caso ci si può orientare verso prodotti ecologici e dall’odore più gradevole o dal valutare di indossare una mascherina durante il loro utilizzo.

4. Il tempo necessario

Un aspetto da considerare nella gestione dei lavori domestici quando si è in gravidanza è il tempo che occorre per portarli a termine. In questo periodo diventa più faticoso anche stare in piedi, motivo per cui è bene programmare le varie faccende sulle nuove esigenze, dividendo i vari impegni nel corso delle giornate. Si può continuare a fare tutto, ma a volte può essere necessario più tempo.

5. Aiuto e collaborazione

L’ultimo consiglio riguarda l’aiuto del proprio partner, di qualche familiare o amico. Con il partner la gestione dei lavori domestici è di collaborazione in quanto entrambi contribuiscono alla cura della casa. In alcune situazioni, invece, specie se si è da sole in casa, magari quando si è in maternità, una valida soluzione può essere quella di chiedere l’intervento di una persona fidata. Non necessariamente deve diventare un’abitudine, ma quando serve non c’è alcun tipo di problema a rivolgersi a qualcuno in grado di dare una mano.

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